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«Picchiava e controllava la compagna,
ha anche tentato di soffocarla»
Condannato per lesioni e maltrattamenti

IN AULA - Tre anni e sei mesi per un 51enne, la sentenza al tribunale di Macerata. L'uomo avrebbe anche puntato un coltello alla donna. I fatti sarebbero avvenuti in diverse località, tra cui Jesi e Cingoli. Prosciolto, insieme ad un secondo imputato, dall'accusa di tentata violenza privata

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di Gianluca Ginella

Abbandonata in un luogo isolato dopo essere stata presa a calci, controllata con il monitoraggio del cellulare, picchiata e insultata, e persino si sarebbe trovava con un coltello puntato alla gola e sarebbe finita in ospedale dopo una aggressione in cui l’allora compagno le avrebbe messo le mani al collo tendando di soffocarla: vittima di presunti maltrattamenti e lesioni personali una ragazza di 33 anni. Ieri l’ex compagno, un 51enne di Jesi, è stato condannato dal giudice Andrea Belli del tribunale di Macerata a 3 anni e sei mesi per maltrattamenti e lesioni personali. Assolto per l’accusa di tentata violenza privata (oltre a lui, per questa contestazione è stato prosciolto anche un 33enne di Chiaravalle). I fatti contestati dal pm Raffaela Zuccarini sono iniziati nel 2014 e proseguiti fino al 2018.

Secondo l’accusa il 51enne avrebbe avuto comportamenti tali da far maturare alla compagna il desiderio di suicidarsi, dice l’accusa. L’uomo avrebbe usato espressioni ingiuriose, denigratorie e minacciose verso la compagna e in alcuni casi ci sarebbero state delle aggressioni. Il 51enne, continua l’accusa, avrebbe controllato la vita della donna, monitorando il suo telefono cellulare, i suoi spostamenti con applicativi in uso sui suoi pc, smartphone.

Nei primi mesi del 2014 durante un litigio l’avrebbe presa a calci e sottratto il telefono cellulare e l’avrebbe abbandonata in un luogo isolato in campagna dopo averla fatta scendere dall’auto. Negli ultimi mesi del 2017 durante una lite le avrebbe rotto il cellulare e l’avrebbe chiusa in una stanza della loro abitazione, le avrebbe puntato un coltello alla gola e le avrebbe stretto con forza il collo con le mani. Il 16 giugno del 2017, nonostante la donna fosse in gravidanza, l’avrebbe presa a calci e l’avrebbe spinta causandole lesioni. Il 9 luglio del 2019 l’avrebbe colpita al volto all’altezza dell’orecchio (la prognosi era stata di 16 giorni). Il 29 marzo 2020, nel corso dell’ennesimo litigio, avrebbe insultato la donna e le avrebbe lanciato una sedia per poi colpirla con schiaffi, calci e facendola cadere a terra, poi avrebbe tentato di soffocarla stringendole il collo con le mani (la prognosi era stata di 19 giorni). Fatti che sarebbero avvenuti in diverse località, tra cui Jesi e Cingoli. Infine il 51enne e un 33enne di Chiaravalle, erano accusati di tentata violenza privata per aver cercato di convincere una donna, di ritirare una denuncia che aveva fatto ai carabinieri di Cingoli. Il fatto risale all’8 aprile del 2020 ed entrambi sono stati prosciolti.

*A tutela dell’identità della vittima non vengono indicati i nomi degli imputati

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