Ubriaco, chiama la polizia:
«Il mio coinquilino mi ha aggredito»

ANCONA - Intervento delle Volanti agli Archi. Il 50enne italiano ha riferito agli agenti di aver avuto una discussione con l'uomo con il quale condivide l'appartamento e di essere stato ferito. Sul corpo non aveva però nulla di evidente ma, nonostante ciò, ha chiesto di essere trasportato al pronto soccorso

Volanti della polizia in via Marconi agli Archi (Archivio)

Ha chiamato il 112 dicendo, quasi farfugliando, di essere stato aggredito dal coinquilino con cui condivide l’appartamento.
Intervento delle Volanti nella tarda serata di ieri agli Archi.
I poliziotti hanno raggiunto il richiedente, un 50enne italiano, risultato palesemente ubriaco. Nonostante ciò, è stato ascoltato il suo racconto. L’uomo ha riferito agli agenti di essere stato aggredito dal coinquilino, un peruviano di 40 anni, fornendo però una serie di versioni confuse e discordanti, raccontando che il peruviano gli aveva messo le mani al collo senza motivo per poi spingergli la testa contro il muro, aggiungendo inoltre di avere dolore e una ferita a causa della botta alla nuca, oltre al fatto che gli faceva male un ginocchio.
L’uomo, però, non aveva alcuna ferita né segno visibile.

Di conseguenza, i poliziotti hanno ascoltato anche il 40enne che però ha detto di essere andato a dormire alcune ore prima, e di essersi alzato quando ha sentito la polizia che stava entrando in casa, aggiungendo poi che il 50enne è solito fare abuso di sostanze alcoliche al punto che, proprio per questo motivo, evita ogni tipo di contatto in casa.
Chiamato il 118 su richiesta dell’italiano, l’uomo è stato accompagnato al pronto soccorso, riferendo che al termine della visita sarebbe andato a dormire a casa di alcuni amici.

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