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‘Modex Arcevia 2023’, gli ospedali
simulano un massiccio afflusso di feriti

ARCEVIA - Ha coinvolto anche le strutture sanitare dell'Ast Ancona l’esercitazione europea di Protezione civile che esemplifica l’intero ciclo di una missione di soccorso dall’arrivo sul luogo del disastro alle operazioni di smobilitazione, al massimo grado di realismo anche con figuranti e pazienti

 

Con la visita oggi delle autorità si avvia a conclusione l’esercitazione internazionale di Protezione civile ‘Modex Arcevia 2023’. L’evento terminerà stasera con un social event che si svolgerà nella Piazza di Arcevia, e domani, 10 giugno dalle ore 9, si terrà la cerimonia di saluto e consegna degli attestati al Teatro Misa, in Corso Giuseppe Mazzini, a tutti i partecipanti dei team europei intervenuti.

L’assessore regionale Stefano Aguzzi in visita agli stand

Ben 250 partecipanti operativi su un’area esercitativa di 126 kmq, una media di circa 150 simulatori al giorno, centinaia di casi sanitari simulati, 70 esperti in una cabina di regia, 3 moduli sanitari (Emergency Medical Team – Emt) composto ognuno da una struttura campale, materiali sanitari e personale sanitario e logistico (40/50 unità): sono alcuni numeri di ‘ModEx Arcevia 2023’, l’esercitazione europea di Protezione civile che simula l’intero ciclo di una missione di soccorso dall’arrivo sul luogo del disastro alle operazioni di smobilitazione, al massimo grado di realismo anche con figuranti e pazienti feriti. Una grande macchina dei soccorsi organizzata dalla Regione Marche in coordinamento con il Dipartimento di Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Prefettura di Ancona, il Comune di Arcevia e il Consorzio Internazionale formato da Italia, Croce Rossa Austria, Ispettorato emergenza Romania, Idf Corpo sanitario Israele, Msb Svezia, Direttorato Salute Norvegia e coordinato da Johanniter – Unfall- Hilfe e.v. (Germania).

Nella giornata di ieri l’esercitazione ha coinvolto anche gli ospedali di Fabriano, Senigallia e Jesi. In tutte e tre le sedi ospedaliere infatti, intorno alle 20,30 è stato reso operativo, al fine di testarne l’efficienza, il Piano di Emergenza in caso di Massiccio Afflusso Feriti (Peimaf), ovvero sono state attivate tutte quelle azioni di risposta immediata che permettono di garantire adeguata assistenza in caso di catastrofe che comporti, in maniera imprevista, l’accesso di numerosi pazienti, spesso molto gravi, tutti provenienti dallo stesso evento, presso il Pronto Soccorso Ospedaliero.

Presso l’ospedale di Jesi – fa sapere una nota dell’Ast Ancona – l’esercitazione ha visto coinvolti, in maniera inaspettata, circa 20 operatori fra Medici, Infermieri, Oss e personale tecnico, che in mezz’ora hanno allestito presso la sala di attesa del Cup l’area dove assistere i feriti in codice verde, e presso il Pronto Soccorso le aree dedicate al trattamento dei pazienti in codice giallo e rosso. Il termine dell’allestimento ha coinciso con l’arrivo dei figuranti/pazienti vittime del terremoto del Modulistan (ovvero l’evento catastrofico simulato ad Arcevia) accompagnati in Pronto Soccorso da Medici e infermieri della squadra di soccorso della Romania che, nell’ambito dell’esercitazione europea, nei giorni scorsi, aveva allestito il Posto Medico per la stabilizzazione delle vittime sul luogo dell’evento (Emt tipo 1). Sono stati quindi simulati in Pronto Soccorso l’accettazione, la diagnosi e il trattamento di 6 pazienti in codice rosso, ovvero con compromissione delle funzioni vitali, e di un paziente in codice verde.

L’esercitazione si è svolta sotto la supervisione degli Osservatori della Protezione Civile Europea e degli Esperti Regionali delle MaxiEmergenze che hanno tutti espresso un ottimo giudizio sull’immediatezza e l’efficacia della risposta attuata presso l’Ospedale di Jesi, giudizio che conferma quanto già gli operatori sanitari hanno dimostrato durante l’emergenza Covid. «La simulazione di emergenza è indispensabile per saper fronteggiare correttamente le vere emergenze quando si presentano – sottolinea nel comunicato l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini – le Marche sono un territorio fragile che ha avuto a che fare con grandi calamità, negli ultimi anni soprattutto terremoti ed alluvioni. Il giudizio positivo sulla capacità di reazione del sistema sanitario certamente è una rassicurazione per i cittadini».  «L’Ast di Ancona  – aggiunge il commissario straordinario, Nadia Storti – ringrazia tutti gli operatori ospedalieri che hanno partecipato all’esercitazione e gli organizzatori, i volontari e le istituzioni che hanno allestito l’evento».

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