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«Lascio una Osimo più bella di prima,
con più benessere e qualità dei servizi»

IL SINDACO Simone Pugnaloni, in scadenza del secondo mandato, questa mattinaha tracciato il bilancio dei suoi 10 anni di legislatura nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno

Il sindaco SImone Pugnaloni con la vice sindaco Paola Andreoni e l’assessore Mauro Pellegrini

 

 

«Sono al termine di un bel percorso amministrativo e ringrazio la mia giunta per questi 10 anni vissuti assieme. Lascio una Osimo più bella e più affascinante di prima, dove il benessere e la qualità dei servizi sono aumentati». Ha esordito così con queste parole, stamattina il sindaco Simone Pugnaloni in apertura della tradizionale conferenza stampa di fine anno. Il primo cittadino di Osimo, prossimo alla scadenza del secondo mandato amministrativo, ha riservato parole di stima e ringraziamento agli assessori, ai vertici e ai dipendenti del Comune, a quelli delle società partecipate e ai suoi collaboratori. «A volte sono stato non autorevole ma autoritario nel portare avanti alcuni progetti. – si è scusato – E se sono stato così determinato spero di essere stato altrettanto attento ad ascoltare le istanze di tutti». Poi ha passato in rassegna i progetti portati a termine e quelli in fieri. «In tanti ci dicono di asfaltare le strade. Osimo ha 263 chilometri di strade, ogni km di strada da asfaltare costa 150mila euro. Ecco in questi anni abbiamo speso oltre 3 milioni di euro e appalteremo un altro milione di euro a gennaio per altre 10 strade da asfaltare».

Un momento della conferenza stampa di fine anno

Pugnaloni si è tolto anche qualche sassolino dalle scarpe. «Ai commercianti del Cargopier voglio dire che sono dispiaciuto di aver letto quello striscione di protesta. – ha ammesso – Comprendo il loro disagio ma loro sanno bene i disagi nati nel cantiere della rotatoria tra via Sbrozzola e la Ss 16. Adesso i lavori sono ripartiti e spero che l’azienda faccia il suo dovere e li concluda il prima possibile. La nostra Amministrazione ha realizzato questa rotatoria, alla quale aveva mai pensato nessuno, per evitare nuovi incidenti mortali. Non siamo stati fermi come amministrazione comunale – ha insistito il sindaco – Abbiamo realizzato marciapiedi, parcheggi. Sono piccole cose rispetto ai milioni di opere in programma solo nel 2023. Entro il 31 dicembre appalteremo lavori per oltre 3 milioni di avanzo di amministrazione. Investimenti che vanno dal completamento del cinema Concerto, all’acquisto di nuovi telecamere di videosorveglianza fino alle piccole manutenzioni. L’80% degli investimenti previsti nei bilanci di questo decennio è stato appaltato e concluso. Penso ai campetti di quartiere, agli impianti sportivi, alla nuova palazzina dello Junior Tennis o campo da calciotto a Passatempo e ancora alla piscina comunale e allo stadio Diana rimesso a nuovo. Nel 2024 riusciremo a porre la prima pietra del Palascherma e del Pala arti marziali per 3.200.000 investiti bene, la cui metà in arrivo da finanziamenti ministeriali».

Immancabile anche un passaggio sui progetti finanziati con fondi del Pnrr, dal restyling del Foro Boario, alla nuova scuola media ‘Krueger’ del centro storico. Un capitolo a parte, invece, è stato dedicato alle chiese che avevano bisogno di interventi strutturali, come quella di San Marco (corrisposti 50mila euro di fondi comunali), la parrocchia di Santo Stefano (20mila euro) e la chiesa del cimitero Maggiore (contributo arrivato dall’Ufficio Ricostruzione post sisma). «Abbiamo anche investito nell’ambiente con un milione e mezzo di euro per l’efficientamento energetico in tutti i plessi scolastici della città, sul maxi parcheggio, negli spogliatoi del ‘Santilli’ e nella piscina comunale. – ha aggiunto Simone Pugnaloni – Per la promozione del territorio, poi, abbiamo aumentato anche il numero di piste ciclabili. A fine gennaio inoltre inaugureremo il cinema Concerto e a Pasqua il nuovo Ridotto del teatro La Nuova Fenice per un investimento complessivo di un milione di euro».

La giunta di centrosinistra del sindaco Simone Pugnaloni

Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, il sindaco si è detto consapevole di come il progetto della nuova scuola primaria di Campocavallo sia andato a rilento. «Posso anche dire che metterò la prima pietra. Avrei potuto già realizzarla in 10 anni ma abbiamo scelto percorsi diversi ed i tempi si sono allungati. – si è giustificato – Siamo stati anche un’Amministrazione che ha abbattuto le tasse. Nel bilancio 2024 la soglia di esenzione Irpef è scesa a 15mila euro, unico Comune nelle Marche. L’andata e il ritorno dello scuolabus costava 175 euro al nostro insediamento, oggi per i meno abbienti costa zero euro, per la classe Isee media 25euro per la classe Isee più alta 50 euro. E sono raddoppiate le utenze. E così per le mense scolastiche abbiamo eliminata la quota fissa. Poi però le opposizioni mi dicono che investo risorse importanti nel cartellone degli eventi natalizi o estivi. Io dico che sono soldi spesi bene perché rappresentano l’1% di un bilancio comunale da 30 milioni di euro, riportano in centro le persone e danno benessere alla collettività che si rilassa e si diverte. Basti pensare che per la pista di pattinaggio abbiamo già staccato 5mila biglietti e ancor devono arrivare Capodanno e la Befana».

Negli ultimi accenni il primo cittadino osimano ha passato in rassegna i numeri del turismo e delle società partecipate. «Quando siamo stati eletti la prima volta arrivavano in città 8mila visitatori e turisti l’anno. Oggi chiudiamo il 2023 con 22-23mila persone in visita alla nostra città. – ha rammentato – Credo che abbiamo fatto il massimo, dando anche molto spazio alla partecipazione democratica. Abbiamo fatto una miriade di riunioni nei consigli di quartiere che si andranno a rinnovare domenica 25 febbraio 2024. Invito tutti gli osimani a candidarsi per il proprio quartiere. La nostra amministrazione ha ascoltato i cittadini. Si poteva dare più più? Certo, però abbiamo realizzato l’80% delle opere in programma, abbassato le tasse, trovato risorse per fare cultura e turismo, abbattuto i consumi energetici e approvato il nuovo Puc eliminando 269 ettari di terra edificabile, premiando la rigenerazione urbana».

«Quando mi sono insediato c’era una paura spaventosa che avrei chiuso le Partecipate e licenziato tutti. – ha concluso Pugnaloni – Non solo abbiamo aumentato il numero dei dipendenti ma abbiamo anche aumentato i servizi che rendiamo alla collettività. Si, abbiamo fatto un grande lavoro, guidati dalla partecipazione e dal dialogo istituzionale con gli enti sovraordinati».

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