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Tavolo Elettrodomestico al Mimit, Fiom:
«Per salvare il settore servono interventi
e non provvedimenti spot»

LAVORO - Tenutosi oggi a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la segretaria nazionale Barbara Tibaldi, a margine dell'incontro, ha spiegato che «Abbiamo fatto notare che se aspettiamo il 2030 per mettere in campo un’azione concreta, corriamo il rischio di ritrovarci con il settore dell’Elettrodomestico italiano in una condizione di malattia terminale non più curabile»

Un momento dell’incontro

Si è tenuto oggi a Roma, a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il tavolo al Mimit con il Governo per il settore dell’Elettrodomestico.
L’obiettivo è stato quello di avviare una serie di confronti fra istituzioni, imprese e sindacati.
Presenti alla riunione presieduta dal ministro Adolfo Urso, Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento, il sottosegretario al Mimit Fausta Bergamotto e i rappresentanti di Regioni, delle associazioni di impresa e dei sindacati.
«Un tavolo necessario per conoscere le esigenze della filiera del bianco, un settore portante dell’eccellenza del Made in Italy, e definire le politiche industriali strategiche per il suo rilancio. Vogliamo rendere competitivo il settore, sostenere l’occupazione delle filiere e dell’indotto, semplificare l’onere burocratico a carico delle imprese con una attenzione particolare alla sicurezza sul lavoro. Per questo puntiamo a definire interventi normativi di settore, politiche e linee di azione dedicate”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante l’incontro.

«L’industria dell’elettrodomestico e delle attrezzature professionali – è stato ricordato durante il Tavolo – genera in Italia un fatturato complessivo che supera i 19 miliardi di euro, di cui 12 all’export, con bilancia commerciale positiva per circa 6 miliardi di euro.
Con una produzione annua nazionale che supera i 22 milioni di unità, con oltre 145mila posti di lavoro diretti e nell’indotto, l’intero comparto rappresenta un’eccellenza del Made in Italy, con un know how di alto livello, un’efficiente filiera di componentistica e prodotto finito e importanti investimenti in ricerca e sviluppo».
Secondo i dati forniti da Applia, l’associazione dei produttori di elettrodomestici, il mercato nazionale del settore, dopo aver sperimentato una fase di significativa crescita nel corso del 2021, ha risentito pesantemente del rallentamento economico a livello nazionale e della corsa dell’inflazione che ha portato i consumi nazionali di apparecchi domestici a chiudere nel 2022 e 2023 in territorio negativo con una contrazione dei volumi per i grandi elettrodomestici rispettivamente del 6% e del 2%.
In merito alla produzione nazionale, nel 2021 si è registrato un dato particolarmente positivo (+18%) controbilanciato da un 2022 e 2023 decisamente negativi (-18%, -16,4%).

«Usciamo da questo Tavolo soltanto con la promessa di un percorso che dovrebbe culminare con un piano industriale complessivo nel 2030» ha fatto sapere Barbara Tibaldi, segretaria nazionale della Fiom-Cgil nazionale.
«Abbiamo fatto notare che se aspettiamo il 2030 per mettere in campo un’azione concreta, corriamo il rischio di ritrovarci con il settore dell’Elettrodomestico italiano in una condizione di malattia terminale non più curabile. Per salvare il settore – prosegue l’associazione sindacale – non servono provvedimenti spot, ma serve subito una seria politica industriale che garantisca e tuteli stabilimenti e occupazione».
Sul versante crisi industriali «abbiamo avuto notizia che il 12 marzo prossimo verrà convocato il Tavolo Electrolux, per risolvere la questione degli esuberi dichiarati (che sono 370) e per avere conferma degli investimenti e della futura presenza di Electrolux nel nostro Paese. Ancora una volta – sottolinea – abbiamo chiesto delucidazioni al ministro su cosa intende dire quando dichiara di aver agito la golden power sulla Whirlpool, visto che a oggi sappiamo soltanto che arriveranno i turchi in Whirlpool ma non in presenza di un accordo che preveda la tutela di stabilimenti e occupazione».

Tavolo Elettrodomestico al Mimit, Fiom: «Rilanciare i consumi con interventi che mettano in sicurezza le grandi aziende»

 

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