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Nasce Popolari Ancona,
il movimento politico culturale
basato «sugli storici ideali centristi»

L'ORGANIZZAZIONE si ripromette di mantenere le persone al centro della propria azione. Si inizierà con un'ampia fase di ascolto di bisogni, problemi ed esigenze di tutti i cittadini al fine di tornare «alla politica con la P maiuscola». Marco Gnocchini è il presidente, Paolo Lovascio il vice

Da Sinistra Paolo Lovascio, Daniele Silvetti e Marco Gnocchini. Foto tratta dal profilo Facebook di Popolari Ancona

di Antonio Bomba

Popolari Ancona. È questo il nome del nuovo progetto politico culturale che si ripromette di rappresentare tutti quei cittadini che si riconoscono nei valori e negli ideali centristi italiani ed europei e dunque storici. La persona al centro della politica, l’ascolto dei problemi e delle necessità di tutti i cittadini indipendentemente dall’età e dalle condizioni economiche e la pace sono tra i capisaldi dell’organizzazione che al momento non è un partito politico, ma in futuro chissà.
Il movimento, il quale conta già oltre 100 iscritti, è stato presentato al pubblico l’8 gennaio scorso, nei locali laterali della chiesa di San Cosma e Damiano di corso Mazzini. Marco Gnocchini ne è il presidente, mentre Paolo Lovascio il vice. Il consiglio direttivo è provvisorio in attesa dell’imminente assemblea in cui tutto verrà definito punto per punto. Presente, a quella prima assemblea, anche il sindaco di Ancona Daniele Silvetti che è anche intervenuto. Tuttavia l’annuncio ufficiale della nascita di Popolari Ancona è stato dato soltanto nelle ultime ore.
Per comprendere l’intero progetto, Cronache Ancona ha intervistato i due fautori principali dell’intera operazione, vale a dire Gnocchini e Lovascio.
Presidente Gnocchini come nasce questo progetto che avete deciso di chiamare Popolari Ancona?
«Diciamo che io e altri abbiamo percepito che in città c’è una gran voglia di fare politica, ma anche di ripartire dalla politica. Serviva quindi uno spazio dove la gente potesse sentirsi rappresentata e riteniamo che il pensiero popolare sia l’unica alternativa alla mancanza di rappresentanza».

Avete detto che già si sono iscritte oltre 100 persone.
«E ci fa molto piacere. Veniamo ognuno da storie e culture politiche molto differenti. Adesso ci ritroviamo tutti al centro uniti da ideali popolari. Ascolteremo e ci faremo portatori di temi e interessi quantomai attuali, vista anche la crisi dei principali pensieri politici».
Si spieghi meglio.
«La sinistra ha visto cessare la propria spinta propulsiva. Il liberalismo invece è sfociato nell’individualismo. Il populismo è invece una forma egoistica di comunitarismo. Per noi invece il comunitarismo è mettere al centro la persona e le comunità. Siamo anche nati – ci tiene a specificarlo – ben lontani da appuntamenti amministrativi ed elettorali locali. E questo testimonia la nostra intenzione di proporre un’iniziativa politica ma anche culturale».
Insomma, occorre ripartire dall’ascolto secondo voi.
«Il metodo è quello per cui la realtà viene prima ancora dell’ideologia. Pertanto sì, occorre ripartire dal basso, dalla comunità e costruire uno spazio pubblico in cui le persone possano confrontarsi per poter poi tornare a pensare in maniera politica. Anche perché all’interno degli stessi partiti non esiste più un ascolto politico. La politica è riservata agli addetti ai lavori. Noi invece vogliamo tornare alla politica con la P maiuscola».
Altro?
«Non si può essere schiavi della deriva globalista. Già nel 1991 Papa Vojtyla disse, dopo il crollo del blocco comunista, che è inaccettabile che il destino dell’umanità e dei popoli sia in mano alle logiche del mercato. Noi vogliamo pertanto tornare alla tradizione più solidale e di civiltà del popolarismo europeo».

Foto tratta dal profilo Facebook di Popolari Ancona

Il progetto sembra strizzare l’occhio al centrodestra.
«Noi guardiamo al centro e siamo disposti ad aggregarci alle realtà che condivideranno la nostra stessa visione di politica. Anche perché determinati processi possono essere governati solo dal centro. Detto questo Daniele Silvetti è un moderato. Ho già avuto modo di dire più volte che lo stimo, ma ogni scelta verrà fatta a tempo debito. Adesso siamo interessati solamente ad alzare il dibattito politico culturale».
Però questo passo segna il suo distacco da quel centrosinistra di cui ha fatto parte per oltre 15 anni.
«Detto che i Popolari in sé già esistevano, diciamo che si è conclusa una stagione lunga e importante. Iniziata in Regione con Gian Mario Spacca e proseguita in comune con Valeria Mancinelli, i quali decisero di dialogare e includere riformisti e moderati al posto dell’estrema sinistra. E trovo che entrambi abbiano governato molto bene, con un modello poi ripreso anche da Letta e Renzi a livello nazionale. Adesso però quel ciclo si è chiuso e se ne deve aprire un altro».
Sulla stessa lunghezza d’onda è il vicepresidente Paolo Lovascio, già capogruppo in consiglio provinciale di Forza Italia (diventata nel frattempo Popolo delle Libertà): «Ci rifacciamo al popolarismo europeo e ai suoi canoni che vogliono la persona al centro della politica, con i suoi bisogni sempre più evidenti e calzanti».
Lovascio conferma poi come «Siamo in piena fase di ascolto e non di proposizione. La gente, emerge sempre più, non riesce a parlare perché non è proprio ascoltata. Eppure vi sono problematiche che esulano dalle fasce d’età e dalla cosiddetta classe sociale. Penso a temi come il lavoro, la sanità, la scuola o le dipendenze. Eppure nessuno li ascolta. Un po’ perché non c’è tempo. Un po’ perché parlano tutti ed è come se non parlasse nessuno. Noi faremo da referenti per questo persone di centro inascoltate».

Foto tratta dal profilo Facebook di Popolari Ancona

Insomma per adesso nessun atto politico ufficiale ma solo un’importante fase di ascolto.
«Esatto. Nella prossima riunione, a cui parteciperà un importante nome della politica nazionale, verranno sviscerati i valori popolari alla base del popolarismo italiano ed europeo, con nuovi bisogni da portare avanti e soprattutto un tema che non va mai dimenticato».
Sarebbe a dire?
«Quello della Pace. Occorre adoperarsi per fermare ogni guerra. Perché ognuna di esse costituisce un arretramento della civiltà, portando solo morte, dolore e sofferenze. E proprio come ha detto Papa Francesco “non esiste una guerra giusta”. Che temi come questi siano molto sentiti lo dimostra il fatto che a Popolari Ancona si sono avvicinati molti giovani, mentre molte altre persone guardano con curiosità e interesse al progetto. Per dire, tra i nostri obiettivi, c’è anche quello di rilanciare la storia e la cultura locale».
Lei è uno storico militante di Forza Italia. Popolari Ancona ne sancisce la sua uscita?
«No perché al momento Pa non è un partito ma un movimento politico culturale. Se e quando diventerà un partito allora valuterò il da farsi».

Foto tratta dal profilo Facebook di Popolari Ancona

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