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Abusi sessuali, pannoloni sporchi sul piatto
nella struttura riabilitativa dell’orrore:
arrestati marito e moglie

L'INDAGINE coordinata dalla procura dorica, è stata sviluppata dai poliziotti della Squadra Mobile e del Commissariato di Fabriano a seguito di una serie di episodi raccontati da una delle pazienti nel corso di un colloquio clinico avvenuto al Centro di Salute Mentale di Jesi. Nove le vittime. In manette un 86enne e la coniuge 78enne
Violenza e abusi nella struttura riabilitativa privata: arrestato un 86enne e la moglie a Jesi

L’86enne mentre prende la testa di una paziente e gliela sbatte sul tavolo

Violenza sessuale aggravata ai danni di una donna affetta da gravi patologie psichiatriche, ospitata presso una struttura riabilitativa residenziale privata di Jesi, operante dal 2018. A finire in manette è stato un 86enne italiano, colto in flagranza di reato, arrestato con la moglie 78enne dai poliziotti della Squadra Mobile di Ancona in collaborazione con i colleghi del Commissariato di Fabriano.
Da quanto appreso durante la fase di indagini, coordinate dalla procura dorica l’uomo, secondo l’ipotesi investigativa, approfittando e strumentalizzando la sua posizione di preminenza in qualità di responsabile e gestore della struttura, da circa un anno era solito molestare e abusare sessualmente non solo di quella donna, ma anche delle altre ospiti presenti nella struttura.
In tutto sono 9 le vittime accertate di violenze e abusi sessuali mentre, 5 di loro, anche di maltrattamenti.
Calci, pugni, teste sbattute sui tavoli quando non obbedivano. In un caso, tra i tanti emersi, ad un’ospite che aveva chiesto di poter mangiare solo la frutta evitando il resto del pasto, venne messo sul piatto un pannolone sporco.
Abusi e violenze sessuali di ogni tipo, da parte dell’86enne, che avvenivano quando le ospiti, disabili al 100%, dovevano essere lavate.

L’indagine ha avuto inizio a seguito di una segnalazione indirizzata alla procura di Ancona, con la quale si erano portati a conoscenza una serie di gravi fatti segnalati all’interno della residenza, che aveva sede in un appartamento a Jesi. Episodi raccontati da una delle pazienti nel corso di un colloquio clinico avvenuto presso il Centro di Salute Mentale di Jesi.
Durante il colloquio la paziente, in modo dettagliato, aveva descritto le condizioni in cui vivevano le ospiti: utilizzo scarsissimo del riscaldamento nei mesi invernali; lucchetti alle finestre e porte chiuse a chiave nelle ore notturne; nessun accesso alle chiavi e al cellulare; prive di una figura notturna di supporto, erano sottoposte a punizioni con sottrazioni di cibo e a volte corporali; oltre a umiliazioni, insulti continui («Puzzi come una latrina»), percosse, calci e pugni, da parte dei coniugi gestori della struttura.

Lo scorso 8 aprile inoltre, un’altra paziente che alloggiava nella struttura, era inoltre stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Jesi con ferita al lobo dell’orecchio destro. La donna, aveva poi riferito che quella ferita gli era stata provocata dalla titolare della struttura che, con violenza, le aveva afferrato l’orecchio per punirla, provocandole un taglio all’attaccatura cutanea. Le indagini sono state sempre più fitte, al punto da ricostruire, tramite anche filmati riprese da telecamere posizionate in punti nascosti della struttura, quanto avveniva e documentandolo in maniera inequivocabile.
Ieri, l’86enne è stato raggiunto nella struttura e arrestato in flagranza. Il Gip del tribunale di Ancona ha convalidato il provvedimento precautelare adottato nei confronti dell’uomo e, contestualmente, ha disposto nei suoi confronti e nei confronti della moglie, 78enne contitolare della struttura, gli arresti domiciliari in merito ai plurimi episodi di maltrattamento e lesioni personali commessi in danno delle donne ospitate.
L’appartamento nel quale si trovava la struttura è stato sequestrato e tutte le ospiti messe in protezione.

al. big.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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