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Operata al legamento
dopo la caduta in strada:
risarcita dal Comune per 15mila euro

JESI - In via stragiudiziale la responsabilità fu negata. La donna si è così rivolta all'avvocato Stefano Guerra, del Foro di Macerata. Il tribunale di Ancona ha accertato, con sentenza, colpe e cause

Il tribunale di Ancona (Archivio)

Era uscita da un locale di via Scotellaro, a Jesi, quando cadde rovinosamente a terra a causa dell’avvallamento, rispetto al piano stradale, di una caditoia. Dislivello ritenuto inoltre importante, perché tra i 12 e i 14 centimetri.
Era la sera del 26 gennaio 2019 e la donna, a seguito di quell’infortunio, riportò serie lesioni alla caviglia sinistra, al punto che si rese necessario un intervento chirurgico per la ricostruzione del legamento.
In via stragiudiziale, la signora si rivolse al Comune di Jesi che però, tramite la propria compagnia assicurativa, negò la responsabilità a proprio carico.
La vicenda poteva dirsi dunque chiusa ma la donna, visto il grave danno subìto, non si dette per vinta e decise di affidarsi ad un legale, l’avvocato Stefano Guerra del Foro di Macerata, in modo tale da far valere le proprie ragioni, soprattutto per il fatto che il legale, analizzando il teatro dell’incidente, notò subito elementi che caratterizzano l’insidia stradale: la caditoia si mimetizzava con il manto stradale; si trovava su una strada nella quale non erano presenti lavori in corso; il tombino avvallato non era indicato da alcun segnale di pericolo e, infine, la strada risultava scarsamente illuminata e in ombra.

L’avvocato Stefano Guerra del Foro di Macerata

L’avvocato Stefano Guerra ha quindi invitato il Comune di Jesi a stipulare una convenzione di «negoziazione assistita obbligatoria, prodromica alla successiva azione giudiziaria – spiega Guerra –, alla quale tuttavia non era seguito alcun riscontro nei termini di legge da parte del Comune. Pertanto – aggiunge l’avvocato –, per conto della mia assistita ho citato in giudizio il Comune di Jesi al tribunale di Ancona che, dopo 2 anni, ha accertato con sentenza che il sinistro si era verificato per colpa e causa del Comune».
In definitiva, la signora era incappata in una vera e propria insidia stradale, vincendo successivamente la causa contro il Comune di Jesi, che è stato condannato in questi giorni al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali per una somma complessiva di circa 15mila euro a favore della danneggiata, oltre alla refusione delle spese legali.
«In campo civilistico, e nello specifico in ambito assicurativo – spiega l’avvocato Guerra, con una consolidata esperienza in questi ambiti –, ritengo doveroso esperire ogni tentativo di conciliazione per transigere le controversie, evitando da un lato contenziosi troppo spesso dispendiosi in termini di tempi e costi, che affaticano la macchina della giustizia italiana con ovvie nefaste ripercussioni sul piano socio-economico, e offrendo dall’altro – prosegue – la possibilità ai danneggiati di ottenere un congruo risarcimento senza interminabili attese. In questa occasione, purtroppo non è stato possibile evitare il procedimento civile, ma esprimo piena soddisfazione – conclude – per la massima tutela ottenuta in sede giudiziale in favore della mia cliente, che finalmente ha ottenuto giustizia».

Redazione CA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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