E’ terminato il percorso di formazione dei volontari che dovranno svolgere il compito di “facilitatore” al Pronto soccorso dell’ospedale “Carlo Urbani”. Un progetto condiviso tra il Tribunale del Malato di Jesi e la Direzione Strategica di Ast Ancona, con l’obiettivo di colmare i possibili vuoti di comunicazione tra operatori e familiari dei pazienti in attesa, che si traduce molto spesso in ansia, a volte anche rabbia, da parte degli stessi parenti desiderosi di aggiornamenti sul percorso del paziente. Le giornate di formazione sono state 3, in totale, e sono state tenute dalla dottoress Berenice Bonomi la quale si è adoperata con grande passione a formare i volontari, coinvolgendoli in modo proattivo con teoria e pratica per sviluppare quella capacità relazionale e comunicativa che possa permettere loro di affrontare le varie situazioni in cui potrebbero trovarsi.
«Dopo tale percorso, in accordo con il direttore del Pronto Soccorso di Jesi, Mario Caroli, si passerà alla sperimentazione pratica all’interno del Pronto soccorso che avverrà nei giorni di mercoledi 5 e giovedi 6 novembre prossimi, quando i volontari entreranno in reparto con la loro pettorina con la scritta “Chiedi a me”. – si legge in una nota nota della Direzione Strategica Ast Ancona e del Tribunale del Malato di Jesi – I giovani, assistiti in questa prima fase dalla formatrice e dal coordinatore del Pronto soccorso, daranno vita a questa nuova figura che tutti auspicano possa trovare utilità per operatori, pazienti e familiari. Spesso balzano alle cronache notizie di episodi di esasperazione e violenza nei Pronto Soccorso in tutta Italia: se da questa fase sperimentale presso l’ospedale “Carlo Urbani” di Jesi dovessero uscire risultati apprezzabili, come si spera, ci si adopererà affinché questo progetto sperimentale possa trovare spazio anche in altri Pronto Soccorso della Ast Ancona».
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