Tempio crematorio, Nobili (Avs):
«Vittoria del Comitato,
ma ora serve un Piano Regionale»

ANCONA - Il consigliere regionale esulta per il dietrofront su Tavernelle: «Basta procedere in modo disordinato, la Giunta programmi e tuteli la salute»

Andrea Nobili

«Con un’articolata mozione, presentata il 29 dicembre scorso, avevo posto alla Giunta regionale precise e articolate richieste sulle norme di realizzazione di forni crematori nelle Marche, per chiedere maggiore programmazione e controlli e, nel frattempo, sospendere gli iter di realizzazione dei nuovi impianti. Ora ho appena appreso con soddisfazione l’annuncio del sindaco di Ancona che il crematorio di Tavernelle non si farà. Verrà invece scelto un altro sito».
E’ il commento del consigliere regionale di Avs Andrea Nobili, in merito alla decisione di Daniele Silvetti annunciata anche via Facebook nottetempo e sulla stampa.
«Un’apertura – riprende Nobili – che arriva dopo un lungo braccio di ferro con coloro che chiedevano un ripensamento sull’impianto, invocando, legittimamente, un referendum cittadino, a cui l’amministrazione comunale si è opposta in ogni modo. Di certo non è merito della mozione da me depositata, che avrei illustrato pubblicamente nell’immediato: mi sia consentito, quindi, di ringraziare il Comitato per il risultato ottenuto, frutto di un lavoro incredibile di tanti cittadini anconetani».

Nella mozione depositata alla Giunta, Andrea Nobili chiede l’approvazione urgente del Piano regionale dei crematori, sancita nel 2001 con una normativa nazionale ma mai accolta dalla Giunta, nonostante nel 2021 il Consiglio regionale delle Marche avesse presentato una risoluzione a riguardo. «Qualsiasi sarà il prossimo sito scelto dal Comune di Ancona per il forno crematorio, la nostra mozione resta urgente e centrale e continueremo a vigilare e a chiedere pianificazione, monitoraggi e trasparenza sui nuovi impianti», spiega Andrea Nobili.
Come chiarito nel documento protocollato dal consigliere Avs, a tutt’oggi la Regione Marche resta priva di questo strumento fondamentale di distribuzione territoriale degli impianti e «in sua assenza si procede in modo disordinato, senza criteri, Comune per Comune, con il rischio di accumulare emissioni, mettendo così da parte la tutela della salute dei cittadini, in aree già fragili». Il punto che era stato individuato per il sito di incinerazione a Tavernelle è storicamente classificato come Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (Aerca). Come ricorda lo stesso Nobili, «è una zona che da decenni concentra fumi industriali, portuali e di traffico veicolare e che dal 2015 è priva di un Piano di risanamento aggiornato. Per questo – continua il consigliere di Avs, membro della Commissione Ambiente – deve essere dato ampio spazio ad Arpam, affinché l’Agenzia possa valutare i modelli di dispersione nell’area e gli effetti, con piena trasparenza dei monitoraggi e rendendo pubblici i dati».
«Non si può continuare a decidere senza una pianificazione regionale su impianti che hanno un impatto ambientale e sanitario rilevante. Vale per quello di Torrette, su cui si è appena fatta marcia indietro. E vale per l’individuazione dei futuri impianti. La Regione deve fare la sua parte – conclude –. La nostra richiesta di approvazione del Piano regionale, insieme alla pretesa di maggiori controlli ambientali e all’aggiornamento del Piano Aerca Ancona-Falconara, nonché alla conseguente moratoria di tutti gli iter progettuali fino a quando non si svolgano appropriati approfondimenti, nasce come atto di prudenza amministrativa e di rispetto del principio di precauzione per la salute dei cittadini, come richiesto dall’articolo 32 della Costituzione».

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