Non c’è un’interruzione definitiva ma solo una sospensione della procedura per la realizzazione dell’impianto di cremazione previsto nel cimitero di Tavernelle. E al momento non sono state individuate aree comunali alternative. Nella scelta del nuovo sito che accoglierà il tempio crematorio l’amministrazione comunale di Ancona intende muoversi nel rispetto della normativa cimiteriale nazionale, cercando di non compromettere gli investimenti economici già avviati e i contratti con le ditte aggiudicatarie degli appalti. Lo ha spiegato oggi pomeriggio in Consiglio comunale l’assessore Stefano Tombolini nel corso di una discussione nata dalla presentazione di due interrogazioni firmate dai consiglieri di opposizione Mirella Giangiacomi (Pd) e Francesco Rubini (Aic) e dall’interpellanza orale a risposta scritta depositata da Giacomo Petrelli (Pd) sullo stop al progetto dell’impianto crematorio sul sito originario di Tavernelle annunciato lo scorso 3 gennaio dal sindaco Daniele Silvetti con un post sui social. Il presidente del Consiglio comunale Simone Pizzi ha deciso di accorpare interrogazioni e interpellanze, trattando la questione come caso eccezionale per ottimizzare i tempi del dibattito.
In premessa i 3 consiglieri comunali hanno espresso sorpresa per la decisione del sindaco, comunicata improvvisamente e in orario serale, di non procedere più con la realizzazione dell’impianto nel cimitero principale della città. «Mentre il sindaco rifletteva sul da farsi in questi mesi, la maggioranza nel frattempo bocciava la nostra mozione di sospensione dell’iter per il crematorio a Tavernelle presentata a luglio scorso» ha ricordato Petrelli. Pur condividendo nel merito la scelta, tutti e tre gli interroganti hanno chiesto di chiarire le motivazioni formali, gli atti amministrativi che la renderanno effettiva e le conseguenze sui contratti già stipulati.
Stefano Tombolini ha spiegato subito che non vi sono nuovi elementi tecnici o ambientali perché l’impianto aveva già ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie. Ha poi aggiunto che la decisione è nata dalla volontà politica del sindaco di approfondire ulteriormente la possibilità di una rilocalizzazione, tenendo conto delle preoccupazioni espresse anche con una petizione dai residenti del popoloso quartiere di Tavernelle e dai Comitati di protesta. Se Petrelli aveva citato il filosofo Søren Kierkegaard, richiamando il suo pensiero (“Non scegliere o rimandare una decisione è già una scelta”) per criticare i tempi e le modalità con cui l’amministrazione è arrivata alla sospensione del progetto, l’assessore in un passaggio del suo intervento ha scomodato il profeta Giona. Attraverso le sue parole ha offerto una lettura etico-politica della scelta del sindaco, fondata sull’ascolto delle istanze dei cittadini. «Anche se c’è una sola persona che manifesta una perplessità fondata, è doveroso fermarsi, riconoscere che quella voce va ascoltata e provare a cercare una strada alternativa» ha detto.

La consigliera Mirella Giangiacomi oggi era collegata da sistema remoto con l’aula consiliare (Archivo)
Dal punto di vista amministrativo, l’assessore ha precisato che si procederà solo tramite una sospensione dei contratti ai sensi del Codice dei contratti pubblici, e non con un annullamento dell’iter come è già stato concordato con le ditte appaltatrici. È in corso un coordinamento tra gli uffici comunali per valutare eventuali siti alternativi, nel rispetto delle leggi sanitarie, urbanistiche e cimiteriali, evitando aumenti dei costi complessivi. Ha chiarito inoltre che, sebbene in passato fossero stati ipotizzati tre siti (tra cui via delle Saline ai confini con i territori comunali di Falconara e di Camerata Picena), «nessuna nuova localizzazione è stata ancora decisa», tornando a ribadire che ogni scelta dovrà contemperare esigenze ambientali, sociali ed economiche
Nelle repliche finali, i consiglieri Giangiacomi, Rubini e Petrelli hanno ribadito l’apprezzamento per l’ascolto dei cittadini ma hanno sollevato dubbi sul principio di buon andamento dell’azione amministrativa, evidenziando la mancanza di una chiara roadmap procedurale. È stata richiesta maggiore trasparenza, e soprattutto il coinvolgimento del Consiglio comunale nei prossimi passaggi perché sono necessarie risposte più puntuali negli atti scritti successivi per definire questo nuovo progetto di impianto di cremazione.
In apertura di seduta oggi pomeriggio il presidente del Consiglio comunale, Simone Pizzi, ha commemorato la ricorrenza del Giorno della Memoria. «La memoria non è un esercizio nostalgico del passato, è un vigilanza morale sul presente e sul futuro. – ha detto Pizzi – Questa giornata ci richiama un dovere che trascende, come diciamo, il passato e interroga, però profondamente il presente. Come consiglieri comunali siamo chiamati a costruire, a trasmettere questo patrimonio morale affinché il rispetto della persona, la tutela della vita e la convivenza civile restino principi imprescindibili la filosofa Hannah Arendt ci ricorda che La banalità del male nasce dalla mancata riflessione, non basta agire. La memoria significa educare al rispetto alla solidarietà, al coraggio civico affinché la storia non sia soltanto un ricordo, ma una guida morale per il presente» ha concluso il presidente Pizzi.
(Redazione CA)
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