Stop al crematorio, il Comitato Aria Nostra:
«Vinte le nostre ragioni,
ma ora servono atti ufficiali»

Il progeto dell’impianto di cremazione al cimitero di Tavernelle di Ancona
«Abbiamo appreso dagli organi di stampa e dai social network la notizia del “passo indietro” del sindaco di Ancona riguardo alla realizzazione dell’impianto crematorio all’interno del cimitero di Tavernelle. Evidentemente, la validità delle ragioni portate avanti in questi mesi contro il progetto ha finalmente convinto l’amministrazione della necessità di un ripensamento».
Così il Comitato Aria Nostra in una nota stampa.
«Tuttavia, la vicenda non può dirsi conclusa. In attesa degli atti formali che sanciscano ufficialmente la parola “fine” al progetto, chiediamo che la Regione Marche assuma ora il ruolo di coordinamento che le compete per legge. Spetta infatti alla Regione, attraverso il Piano di Coordinamento regionale, determinare il reale fabbisogno e individuare i siti idonei per eventuali nuovi impianti. Riteniamo fondamentale – conclude – che le future valutazioni vengano effettuate con il massimo rigore scientifico e ambientale. Non va dimenticato che un impianto crematorio è classificato come industria insalubre di I classe: l’impatto delle emissioni di inquinanti persistenti sul suolo e nell’aria richiede una pianificazione che metta al primo posto la tutela della salute pubblica e la salvaguardia del territorio».
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