Bilancio: i dubbi di un revisore contrario.
Per la prima volta un parere negativo

SENIGALLIA - Uno degli aspetti contestati è l'insufficiente accantonamento per il processo dell'alluvione del 2014. Le parti civili chiedono 33 milioni di euro. Il sindaco Olivetti è tranquillo: «Il fiume non è competenza del Comune». Assist a Mangialardi imputato

Consiglio comunale di Senigallia

di Sabrina Marinelli

Secondo il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti, il suo predecessore Maurizio Mangialardi, a processo per l’alluvione del 3 maggio 2014, non avrebbe responsabilità sul versante della gestione del Misa.

Non l’ha detto in modo esplicito ma si evince chiaramente da un passaggio del suo discorso durante l’ultimo consiglio comunale di giovedì.

In aula, il primo cittadino ha infatti detto che «il fiume non è competenza del Comune». Un’affermazione che, nei fatti, finisce per scagionare l’ex sindaco dalla sua manutenzione.

L’uscita di Olivetti si inserisce nel caldissimo dibattito sulla salvaguardia degli equilibri del bilancio di previsione 2026/2028 e, nello specifico, sulla gestione dei fondi da accantonare per coprire i rischi legati ai contenziosi legali.

Già ad aprile scorso i revisori dei conti avevano sollevato dubbi sui rischi risarcitori. Ora uno di loro è tornato a ribadirlo, chiedendo di congelare una somma maggiore per far fronte a un’eventuale soccombenza dell’ente.

A spingere verso questa linea di cautela è stata la comunicazione inviata dal legale del Municipio lo scorso 30 giugno, che li informava di una richiesta di risarcimento da 33 milioni di euro avanzata dalle parti civili nel processo ancora aperto a L’Aquila. Cifra, va precisato, che non è stata richiesta al Comune ma a chi, eventualmente, verrà condannato. Sono otto gli imputati che rappresentano Comune, Provincia e Regione.

«Non essendo titolare del fiume, come è stato detto mille volte, non ci può essere imputato l’allagamento delle case o delle macchine, ma eventualmente solo il mancato avviso alla popolazione, se si scopre il nesso di causalità – le sue parole -. Credo che i revisori dei conti dovrebbero mettersi a tavolino con noi per guardare i documenti e capire se effettivamente quel rischio c’è o non c’è. Ora non sappiamo quanto sarà l’esatto ammontare del danno finale e nemmeno la responsabilità di chi verrà condannato e se verrà condannato».

A tutela delle casse comunali, Olivetti ha infine ricordato la presenza di una polizza assicurativa già attiva da 5 milioni di euro.

«Su quel processo non siamo gli unici responsabili oggettivi – ha aggiunto ricordando Provincia e Regione -. Io ritengo un’ipotesi molto remota che il giudice possa dire che la colpa è solo del Comune di Senigallia che non ha competenze sul fiume. Aspettiamo la prossima variazione e mettiamo in riserva parte di quel denaro».

In finale si è detto comunque disposto ad accantonare più soldi in caso di una sentenza nefasta. 

Il revisore con un parere negativo ha contestato anche un altro aspetto tecnico poi modificato con un emendamento, che non gli ha fatto comunque cambiare idea.

«Sono molto preoccupato nel leggere questi pareri – l’intervento di Dario Romano, capogruppo del Pd -, quell’emendamento presentato poi è evidente che è un correttivo per qualcosa che non andava. Ma il fatto che sia stato confermato il parere negativo dallo stesso revisore, che aveva bocciato la delibera in prima istanza, fa riflettere ancora di più».

Infine ha paventato la possibilità di trasmettere il documento alla Corte dei Conti.  

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