Si spacciano per Maresciallo dei carabinieri
e gli svuotano il conto:
tre denunce per una truffa da 35mila euro

ANCONA - Vittima un 35enne del capoluogo. I militari della Stazione Principale hanno identificato i responsabili, sequestrando 11mila euro sui loro conti

I carabinieri sono risaliti agli autori della truffa (Archivio)

Si è fidato della voce al telefono che si era presentata come un “Maresciallo dei Carabinieri di Ancona” ed è caduto in un subdolo e ben congegnato raggiro.
La vittima, un 35enne anconetano, ha visto sparire dal proprio conto corrente l’ingente somma di 35mila euro. A distanza di due mesi dai fatti, risalenti allo scorso aprile, i carabinieri della Stazione Ancona-Principale hanno chiuso il cerchio attorno ai presunti responsabili, denunciando in stato di libertà tre persone per truffa aggravata.
La tecnica utilizzata dai malviventi ha fatto leva sulla paura e sulla buona fede della vittima. Il 35enne è stato contattato sul cellulare da un uomo che, spacciandosi per un sottufficiale dell’Arma, lo ha allarmato paventando la necessità e l’urgenza di dover bloccare alcune inesistenti “operazioni bancarie sospette” sul suo conto. Spaventato dal possibile danno economico e rassicurato dal finto ruolo istituzionale dell’interlocutore, l’uomo ha seguito le istruzioni impartite al telefono, effettuando un trasferimento di denaro verso coordinate bancarie che, in realtà, erano gestite dai criminali.
Dopo la denuncia della vittima, i carabinieri hanno avviato una rapida e meticolosa attività investigativa. Attraverso l’analisi dei flussi finanziari e dei tabulati telefonici, i militari sono riusciti a raccogliere gravi e concordanti indizi di colpevolezza a carico di tre uomini di 42, 40 e 29 anni, tutti disoccupati, residenti in altre regioni italiane e già noti alle forze dell’ordine per precedenti di polizia.
Oltre al deferimento all’Autorità Giudiziaria, gli investigatori hanno puntato a colpire immediatamente il profitto illecito della truffa. I militari hanno infatti dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Ancona. L’operazione lampo ha permesso di intercettare e congelare 11.000 euro distribuiti su vari rapporti finanziari riconducibili agli indagati, oltre a porre sotto sequestro un ulteriore conto corrente postale.

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