Fondi per le botteghe storiche:
la Regione investe un milione di euro

ECONOMIA - Finanziamenti freschi a beneficio del comparto produttivo tipico. Palazzo Raffaello stanzia risorse destinate a favorire digitalizzazione, fiere e ammodernamento tecnologico, salvaguardando il futuro dei piccoli marchi

Una bottega artigiana di Castelfidardo

Un milione di euro per l’artigianato delle Marche rappresenta una boccata d’ossigeno fondamentale per l’economia locale. La Giunta regionale ha approvato il piano 2026 da 980 mila euro interamente dedicato alla tutela, allo sviluppo e alla valorizzazione di un comparto che unisce tradizione e innovazione. I fondi saranno impiegati per modernizzare i laboratori e ristrutturare le vecchie botteghe, ma anche per l’acquisto di nuovi macchinari e il recupero di attrezzature storiche. L’obiettivo è spingere la commercializzazione e promuovere l’artigianato artistico e tipico del territorio marchigiano.

Le misure concrete prevedono una serie di bandi specifici che sosterranno le imprese nell’acquisto di strumentazioni innovative e nella partecipazione a fiere di settore. Una fetta importante degli interventi sarà dedicata anche al rafforzamento della presenza digitale e online delle piccole aziende. Questa strategia complessiva punta a consolidare la competitività del territorio marchigiano, scommettendo sulla qualità assoluta delle produzioni locali per affrontare i mercati moderni.

Il provvedimento nasce da un lungo percorso di collaborazione istituzionale con le associazioni di categoria del territorio. L’assessore allo sviluppo economico, Giacomo Bugaro, ha spiegato che il piano è stato condiviso anche con la commissione consiliare competente. Secondo l’esponente della giunta si tratta di una scelta mirata per accompagnare le imprese nei processi di innovazione: «Proseguiamo il confronto per un settore strategico per l’economia marchigiana. Con i nuovi bandi investiamo nell’ammodernamento dei laboratori e nella commercializzazione delle produzioni. Continuiamo a puntare su qualità e promozione, valorizzando un patrimonio che rappresenta uno dei tratti distintivi delle Marche».

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