Rivoluzione tecnologica a Torrette:
inaugurata la prima
sala operatoria ibrida
Riduzione dei margini di errori, più sicurezza, miglior gestione del rischio e tempi di dimissioni più rapidi grazie ad applicazioni di ultima generazione: un sistema innovativo attraverso il quale il paziente resta il focus in sala operatoria e a girare intorno sono i professionisti.
L’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche ha inaugurato la sua prima sala ibrida interventistica all’interno del presidio di Torrette. Si tratta di uno spazio chirurgico rivoluzionario attivo h24 che integra un blocco operatorio sterile tradizionale con sistemi di imaging radiologico avanzati e in tempo reale. Questa unione consentirà agli specialisti di eseguire procedure mininvasive guidate dalle immagini e, se necessario, convertire immediatamente l’intervento in chirurgia aperta nello stesso letto.
La nuova struttura è stata intitolata a Simona Giacchetti, coordinatrice del Blocco Operatorio dell’Aou delle Marche scomparsa nell’aprile del 2022, ricordata con una targa all’ingresso. Il direttore generale dell’Azienda, Armando Marco Gozzini, ha sottolineato la portata dell’evento: «Stiamo parlando di una grandissima innovazione, un vero e proprio avvenimento vista la novità che l’Azienda mette in campo. Un’apparecchiatura di livello elevato che integra la tecnologia radiografica e la parte operatoria con al centro il letto del paziente. Tutto è concentrato all’interno di un ambiente multidisciplinare unico».
Il Dg ha poi spiegato che il percorso ha subìto rallentamenti durante la pandemia, ma è stato ripreso fino a coronare questo risultato virtuoso, ringraziando gli apparati amministrativi, clinici e tecnici. Il piano prevede inoltre il completamento di una seconda sala ibrida, già cantierizzata e con una funzione più indirizzata alla cardiochirurgia, che verrà consegnata tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Dal punto di vista clinico, l’approccio multidisciplinare evita al paziente di dover essere trasferito d’urgenza in un altro blocco in caso di complicanze. L’angiografo integrato genera ricostruzioni tridimensionali istantanee e permette la “fusione immagine”, sovrapponendo la Tac precedente alla radioscopia in diretta. I sistemi riducono drasticamente la dose di radiazioni ionizzanti, garantendo un livello di sterilità (Classe Iso 5) identico a quello delle sale cardiochirurgiche. L’ambiente ultra-sterile e l’approccio percutaneo riducono le infezioni post-operatorie e permettono dimissioni rapide.
A Torrette queste tecnologie troveranno applicazioni specifiche nella Neuroradiologia d’urgenza per il trattamento dell’ictus ischemico acuto tramite trombectomia meccanica, nei trattamenti vascolari per il salvataggio di arto nell’arteriopatia obliterante e nella riparazione endovascolare di aneurismi complessi dell’aorta, in collaborazione con la Chirurgia Vascolare, la Chirurgia Toracica e la Neurochirurgia.
Il Blocco Operatorio di Torrette dispone di 18 sale operatorie e produce ogni anno oltre 16mila interventi chirurgici.
L’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha evidenziato la fiducia nel cammino intrapreso sulle liste d’attesa, aggiungendo: «Si tratta sicuramente di un investimento importante che mira a premiare ancora di più le grandi professionalità e le specializzazioni dei medici e dei chirurghi di Torrette e dell’intera Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Questo fa il paio con le indicazioni regionali che hanno premiato giustamente Torrette e gli altri presidi di Aoum, sia come investimenti che come maggiorazione del personale». Calcinaro ha ricordato che in questo anno all’Aou delle Marche, azienda di riferimento regionale, è stata assegnata una quota superiore di personale rispetto alle altre aziende.
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