Quando l’arte si fa ‘digitale’:
la Pinacoteca di Fabriano
diventa multimediale

GRAZIE AI FONDI del bando ministeriale, si potranno ammirare dall’11 settembre le opere delle chiese di San Domenico, Sant’Agostino, Oratorio Beati Becchetti, danneggiate dal sisma e ancora non accessibili. La loro restituzione virtuale permetterà di trasformare il pubblico da semplice spettatore a protagonista dell'esperienza

La Pinacoteca di Fabriano

Si avvia verso la conclusione il progetto di innovazione e valorizzazione della Pinacoteca di Fabriano, nato a seguito della vittoria del bando Piccoli Musei del Ministero della Cultura e realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze, che ha contribuito alle attività di progettazione e sviluppo, mettendo a disposizione competenze e professionalità nel campo dell’innovazione applicata alla valorizzazione del patrimonio culturale. Il progetto del Comune di Fabriano, classificatosi al 14esimo posto su 600 partecipanti, ha ottenuto il finanziamento maggiore tra quelli assegnati ai vincitori.

È stato così possibile sviluppare un articolato percorso dedicato alla valorizzazione, alla conoscenza e alla fruizione del patrimonio culturale attraverso l’impiego delle nuove tecnologie digitali.Dopo il superamento delle diverse fasi previste dal progetto, della durata di dodici mesi, si sta ultimando l’ultima e più attesa: l’allestimento della nuova sala multimediale, uno spazio della Pinacoteca nel quale il visitatore potrà vivere un’esperienza immersiva alla scoperta di opere e ambienti oggi non direttamente accessibili a causa dei danni provocati dal sisma.

La sala verrà aperta al pubblico e inaugurata venerdì 11 settembre nel corso dell’evento Fabriano, Carta è Cultura. «La frizione del patrimonio culturale di Fabriano si apre alle nuove tecnologie. Con un progetto innovativo, in collaborazione con l’Università di Firenze, Fabriano ha ottenuto il finanziamento più cospicuo dal Ministero della Cultura – spiega in una nota il sindaco Daniela Ghergo –. È un risultato che premia la qualità del lavoro svolto dal Comune e che consegna alla città un nuovo spazio di valorizzazione culturale e turistica. Con la sala multimediale restituiamo virtualmente ai cittadini e ai visitatori opere e ambienti che il sisma ha per ora reso inaccessibili».

Il progetto nasce dalla volontà di utilizzare l’innovazione tecnologica non come semplice strumento di supporto alla visita, ma come una vera e propria modalità di restituzione e valorizzazione del patrimonio. Attraverso la realtà virtuale sarà infatti possibile ricostruire digitalmente ambienti e opere, presentandone non soltanto lo stato attuale, ma anche gli aspetti storici e le trasformazioni avvenute nel tempo. Il progetto prevede la restituzione attraverso le tecnologie digitali delle opere d’arte che si trovano all’interno sia della Chiesa di San Domenico che del complesso di Sant’Agostino, comprendente anche l’Oratorio dei Beati Becchetti, chiusi a causa del sisma del 2016.

La sala sarà dedicata ad Allegretto Nuzi, uno dei protagonisti assoluti della storia artistica fabrianese, che lavorò a Fabriano per quasi trent’anni, lasciando nella città una straordinaria testimonianza della sua arte. Maestro di riferimento della scuola pittorica fabrianese del Trecento e principale artefice di molte opere che saranno protagoniste del tour immersivo, Allegretto rappresenta il filo ideale che unisce il patrimonio storico della Pinacoteca alle nuove modalità attraverso cui oggi è possibile conoscerlo, valorizzarlo e renderlo nuovamente accessibile.

La restituzione virtuale permetterà inoltre di trasformare il pubblico da semplice spettatore a protagonista dell’esperienza. Un’attenzione particolare sarà riservata all’accessibilità e all’inclusività: la realizzazione di modelli tridimensionali e di contenuti tattili consentirà di offrire modalità di fruizione adatte a una pluralità di visitatori, comprese le persone ipovedenti, facendo della nuova sala uno spazio nel quale la tecnologia contribuisce concretamente ad abbattere le barriere alla conoscenza e alla partecipazione.

«Questa impostazione è in linea con la prospettiva indicata dall’Unesco, che riconosce nell’applicazione della realtà virtuale un’opportunità per favorire la conservazione, la conoscenza, la valorizzazione e la trasmissione del patrimonio culturale – aggiunge l’assessore alla Bellezza Maura Nataloni –. Nel progetto della Pinacoteca di Fabriano la tecnologia non sostituisce l’opera d’arte e il luogo storico, ma ne amplia le possibilità di conoscenza e di fruizione, soprattutto dove il patrimonio risulta oggi inaccessibile. Fabriano utilizza l’innovazione per restituire alla comunità e ai visitatori una parte del proprio patrimonio, creando un’esperienza nella quale si incontrano storia dell’arte, memoria, tecnologia e accessibilità».

La nuova sala multimediale si propone così come un ulteriore tassello nel percorso di valorizzazione della Pinacoteca e dell’identità culturale della città: un luogo nel quale sarà possibile non soltanto osservare, ma entrare nella storia, esplorarla, comprenderla e viverla in prima persona, integrando la visita tradizionale con un’esperienza digitale innovativa.

 

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