Dal debito alla ripartenza:
la rinascita di un fruttivendolo
vittima della ludopatia
di Sabrina Marinelli
Dalla trappola della ludopatia al percorso di riabilitazione, fino alle aule del Tribunale di Ancona per salvare il salvabile. E’ la storia di un fruttivendolo senigalliese, residente nella vallata, che ha scelto di mettere a disposizione il proprio patrimonio per saldare un debito di 300mila euro, accumulato negli anni a causa del gioco d’azzardo.
Una parabola dolorosa, nata dietro al banco di un’attività di commercio al dettaglio di frutta e verdura, gestita per una vita con impegno e levatacce all’alba. Quello che all’inizio sembrava un passatempo privo di rischi si è trasformato in una voragine finanziaria. L’uomo ha iniziato a bruciare le proprie risorse, lasciando indietro anche il pagamento delle imposte e facendo così lievitare il passivo fino a cifre insostenibili.
A fare la differenza sono stati gli amici che hanno spinto il commerciante a prendere atto della situazione e chiedere aiuto. Nel mese di gennaio il 63enne ha intrapreso un percorso clinico per curare la ludopatia. E’, inoltre, ricorso al Tribunale di Ancona per ottenere l’accesso alla liquidazione controllata dei beni.
L’attivo patrimoniale messo a disposizione comprende due appartamenti con pertinenze, del valore stimato di 255mila euro; un locale commerciale valutato circa 10mila euro e un’utilitaria ormai priva di valore sul mercato. L’Organismo di composizione della crisi ha analizzato la documentazione prodotta, confermando lo stato di grave sofferenza finanziaria.
Il 15 settembre il Tribunale dorico ha accolto l’istanza, autorizzando la procedura. Ha poi provveduto a nominare un giudice delegato e un liquidatore. Il provvedimento definisce regole chiare: per garantire il sostentamento del debitore e del suo nucleo familiare è stata riconosciuta la quota esente di 1.120 euro al mese. Ogni eventuale reddito eccedente dovrà essere versato alla procedura per i prossimi tre anni.
I beni immobili saranno destinati al soddisfacimento dei creditori, con la possibilità di escludere il negozio se la vendita non si rivelasse conveniente, mentre il veicolo rimarrà temporaneamente in uso al 63enne. Con l’avvio formale dell’iter scatta il blocco automatico di qualsiasi pignoramento o rivalsa individuale. I creditori avranno ora 90 giorni di tempo per presentare domanda di ammissione al passivo.
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