Il viaggio di Adrian e Sky:
in bici per il mondo
con il suo anziano Labrador

ANCONA - Dalla Francia alla Croazia passando per il capoluogo dorico. «Il mio cane è tutto quello che ho. Viviamo la vita»

Adrian e Sky

di Alberto Bignami

Una bicicletta spinta a mano sul marciapiede sotto la galleria del Risorgimento, in direzione centro. A traino, un carrellino con sopra un grande cane nero.
E’ una di quelle scene di fronte a cui è impossibile tirare dritto.
Basta un cenno per fermarli. Dall’altro lato non c’è diffidenza, ma uno di quei sorrisi aperti di chi ha tutto il tempo del mondo e il piacere sincero di scambiare due parole.
Lui si chiama Adrian, ha 37 anni e viene da La Rochelle, in Francia. Il compagno di viaggio si chiama Sky: un Labrador di 14 anni che guarda il mondo da quel carretto come se ne fosse il re. Insieme, ormai da anni, affrontano le giornate così come vengono. Nessuna tabella di marcia, nessun piano prestabilito se non quello di stare in mezzo alla natura e riscoprire l’essenziale. «Riscoprire la vita», dice Adrian.

Adrian e Sky

Parla solo francese e le parole a disposizione non sono molte, ma non servono grandi discorsi per capire cosa rappresenti quel cane per lui. Quando parla di Sky gli si illuminano gli occhi e la mano gli va d’istinto al petto, all’altezza del cuore, come a voler trattenere una gioia che straborda. Sky non è solo un animale domestico… è il suo centro di gravità.
In Italia ci sono arrivati lo scorso ottobre. Hanno seguito la costa tirrenica fino al Sud, poi hanno tagliato per la spina dorsale degli Appennini e sono risaliti fino ad Ancona. Una tappa quasi obbligata perché proprio dal porto dorico si imbarcheranno poi per la Croazia, non appena si avrà quel che occorre per acquistare i biglietti.
Prima di approdare qui, la coppia ha macinato chilometri tra Francia, Spagna, Ibiza e Corsica. E dopo la Croazia? «Vedremo». Il futuro ha senso solo un giorno alla volta.

Adrian e Sky

Adrian racconta di non avere una famiglia, ma alla domanda su come riesca a tirare avanti risponde con disarmante semplicità: «Ogni tanto qualcuno mi aiuta, mi dà qualcosa». Come questa mattina, quando una ruota del carrello si è sgranata e ha trovato qualcuno che gli ha dato una mano, quanto basta per permettergli di rimettersi in cammino verso un’officina o qualcosa di simile. Per il resto, l’unico ponte con il mondo “ordinario” è un cellulare per le emergenze, ricaricato con un piccolo pannello solare posizionato tra i bagagli.
Prima di salutarsi c’è tempo per una foto. Adrian si siede vicino a Sky che subito gli lecca il viso. Non c’è nulla di recitato. E’ solo la fotografia di un amore reciproco e libero, che viaggia all’unisono.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

X