Maxillo-Facciale, 10 anni di eccellenza:
la sola struttura in Italia
con odontoiatra in reparto

ANCONA - Il direttore Paolo Balercia: «Nel nostro reparto sono presenti tutte le professionalità necessarie»

L’équipe

Ridare sorriso a chi l’ha perso per una patologia oncologica o per un trauma: la missione dell’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche raggiunge un traguardo temporale e si conferma come struttura d’eccellenza a livello nazionale.
Proprio quest’anno, infatti, ricorre il decimo anniversario del Servizio di Riabilitazione implanto-protesica del cavo orale nel paziente oncologico. In questo primo decennio, il servizio ha garantito la continuità assistenziale a 145 pazienti interni, in seguito agli interventi di asportazione e ricostruzione oncologica: «Ciò che rende la nostra attività unica in Italia è avere all’interno del nostro reparto tutte le figure professionali necessarie a trattare casi così delicati, ossia mettere assieme sia la parte squisitamente chirurgica, ma anche quella odontoiatrica – spiega il direttore della Chirurgia Maxillo-Facciale, Paolo Balercia (è anche direttore di dipartimento) -. Ciò consente un trattamento a 360° del paziente, evitando che siano due unità differenti a trattare lo stesso caso e quindi un solo intervento invece di più sedute. Non è un caso che il Pdta (Percorso Diagnostico Tecnico Assistenziale) specifico sia nato proprio in seno alla nostra Uo. Nell’ambito italiano una struttura del genere, con un odontoiatra che segue la riabilitazione di pazienti oncologici trattati per tumori non ce l’ha nessuno. La nostra unicità sta nel fatto che l’odontoiatra interno partecipa alla pianificazione dell’intervento che non viene eseguito solo per risolvere la malattia, ma anche nell’ottica di avere le condizioni ottimali per una riabilitazione protesica e masticatoria successiva. I pazienti vengono successivamente seguiti per tutta la parte successiva all’intervento, ossia il follow up a cui i pazienti sono sottoposti, sia per seguire le eventuali modifiche della patologia, ma anche quelle protesiche».

La Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, effettua circa 400 interventi del cavo orale (la bocca) su pazienti oncologici, di cui non tutti necessitano di riabilitazione.
Si tratta, in linea generale, di interventi microchirurgici di alta complessità attraverso l’uso di placche customizzate o di frammenti dell’anca e lembi liberi del perone. Interventi che rientrano nella sfera del servizio pubblico con una qualità elevatissima e costi limitati per i pazienti: «A loro spetta quello del materiale necessario per le protesi, mentre l’intervento, i device utilizzati e i controlli sono a carico dello Stato, esiste un tariffario concordato – aggiunge Balercia -. Il tutto con una qualità altissima finalizzata a una ricostruzione morfologica e funzionale ottimale. L’attività si è progressivamente ampliata, estendendosi anche a pazienti provenienti da altri reparti e affetti da patologie analoghe per territorio anatomico o complicanze farmacologiche. La crescente complessità dei casi trattati e l’impegno costante nella presa in carico del paziente fragile hanno consolidato il nostro reparto nel territorio ma anche diventando punto di riferimento attrattivo extra-regionale».

Nell’ultimo anno l’offerta assistenziale è stata estesa al trattamento dei pazienti traumatizzati (a esempio persone coinvolte in incidenti stradali), fornendo risposte terapeutiche a esiti anatomici complessi e deturpanti che, spesso, non trovano soluzioni adeguate nel settore privato.

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