Chiesa di Portonovo, convenzione finita:
«Speriamo di riaprirla presto al pubblico»
In questi giorni ha avuto termine la più recente convenzione con la Soprintendenza del Ministero per la Cultura e l’Associazione Italia Nostra, sezione di Ancona, per la apertura e valorizzazione della Chiesetta di Portonovo. «Aperta dalla Associazione fin dal 1993, prima come “Portonovo srl”, poi in gestione diretta, salvo una breve interruzione di tre anni, i soci volontari di Italia Nostra hanno permesso l’accesso e la conoscenza alla Chiesetta ad oltre 60.000 visitatori nelle ultime sei estati, nonostante la epidemia di Covid 19, e ad altre decine di migliaia di persone in trent’anni di volontariato.- ricorda una nota il Consiglio Direttivo dell’associazione culturale – L’entrata è sempre stata gratuita evitando che, questioni economiche, vietassero l’accesso a chi non ne avesse la disponibilità. Negli anni abbiamo permesso l’accesso a intere scolaresche, a turisti stranieri molto informati in genere sulla chiesetta e la abbiamo valorizzata, grazie anche alla collaborazione di “Zona Musica” con decine di concerti, con conferenze, con rappresentazioni anche di soggetti terzi ed abbiamo collaborato alla riuscita di tutte le iniziative svolte, tipo quelle religiose, quelle di poesia, di fotografia etc».
E’ cresciuta negli anni, insomma, la conoscenza del bene culturale e l’apprezzamento per il volontariato «svolto dai nostri soci che ringraziamo sentitamente – prosegue il comunicato di Italia Nostra – e che sono stati i protagonisti di questo continuo impegno civile, stagione dopo stagione, anno dopo anno. Tale attività ha incrementato il turismo culturale nell’area apportando beneficio economico agli operatori locali che ringraziamo, in particolar modo il “Consorzio la Baia”. Ora l’auspicio è che al più presto si svolgano le formalità per procedere alla riapertura al pubblico della Chiesetta con una nuova convenzione (e non una concessione che è cosa diversa) e mantenendo la gratuità dell’accesso perché il bene culturale appartiene alla intera comunità, non solo locale. La possibilità di visita dovrebbe essere estesa anche agli altri beni culturali presenti a Portonovo».
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