Fesmed Marche, Giuseppe Miranda
è il nuovo presidente

ANCONA - Il medico responsabile della Sos di Chirurgia Robotica presso la Clinica Chirurgica Generale e d’Urgenza dell’Aoum succede a Gilberto Politi, che ha guidato la federazione negli ultimi anni, ed entra anche nel coordinamento regionale accanto al presidente Luciano Moretti

Giuseppe Miranda

 

La Federazione Sindacale Medici Dirigenti (Fesmed) delle Marche ha un nuovo presidente regionale. E’ il dottor Giuseppe Miranda, chirurgo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria delle Marche e responsabile della Sos di Chirurgia Robotica presso la Clinica Chirurgica Generale e d’Urgenza. Miranda succede a Gilberto Politi, che ha guidato la federazione negli ultimi anni, ed entra anche nel coordinamento regionale della Federazione Cimo-FesmedMarche, il accanto al presidente Luciano Moretti. Con oltre 15 anni di esperienza sindacale, Giuseppe Miranda porta in dote una conoscenza diretta e approfondita del sistema sanitario marchigiano e delle criticità quotidiane vissute dai dirigenti medici. È stato delegato aziendale Fesmednell’ex Area Vasta n.1 dell’Asur, poi all’Ast1 e infine all’Azienda Ospedaliera Universitaria delle Marche, dove è stato eletto anche segretario aziendale della Federazione Cimo-Fesmed. Da più di dieci anni ricopre inoltre l’incarico di vice fiduciario regionale Fesmed, diventando un punto di riferimento per i colleghi e accompagnando le principali battaglie della federazione. «La mia esperienza – sottolinea in una nota il neopresidente Giuseppe Miranda – mi ha permesso di ascoltare e rappresentare i medici in anni molto difficili per la nostra professione. Oggi quest’impegno si traduce in una nuova responsabilità: difendere i colleghi significa anche difendere la qualità della sanità pubblica e i diritti dei cittadini».

La Fesmed è un sindacato con una peculiarità unica: non è nata solo da un’iniziativa sindacale, ma dalle competenze di quattro società scientifiche mediche, tra cui oggi spiccano due Società scientifiche importantissime: Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani e Aogoi (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani. Questa origine rappresenta un valore aggiunto straordinario: la Fesmedunisce la rappresentanza sindacale alla cultura scientifica, mettendo in stretta connessione benessere dei professionisti, qualità clinica e sicurezza delle cure. «Essere stati costituiti da società scientifiche – evidenzia Miranda – significa avere nel nostro dna la cultura della buona pratica clinica e dell’innovazione. Questo ci distingue da qualsiasi altro sindacato: quando difendiamo i medici, difendiamo anche la qualità delle cure e quindi i diritti dei cittadini».

«Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità – prosegue il neoeletto– in un momento particolarmente critico per la sanità pubblica e per i dirigenti medici. La carenza cronica di personale, l’aumento insostenibile dei carichi di lavoro, le difficoltà a garantire ferie e turni adeguati, la scarsa valorizzazione economica e le limitate prospettive di carriera stanno compromettendo il benessere professionale dei medici e, di conseguenza, la qualità e la sicurezza delle cure offerte ai cittadini». Il nuovo presidente regionale ha individuato alcune priorità fondamentali. Intanto la carenza di organico e carichi di lavoro: la riduzione del personale ha raggiunto livelli insostenibili, con turni massacranti, ferie difficili da concedere e un aumento preoccupante dei casi di burnout. Poi l’emergenza-urgenza e pronto soccorso: i reparti più critici sono sempre più trascurati dai giovani medici. «Aree come pronto soccorso, anestesia e chirurgia rischiano di rimanere senza specialisti: i carichi sono enormi e i riconoscimenti troppo limitati», avverte Miranda. E ancora: i conferimenti di incarichi e percorsi di carriera: il riconoscimento delle professionalità passa anche da percorsi di carriera chiari, assegnazione trasparente degli incarichi e valorizzazione delle responsabilità, strumenti oggi troppo spesso disattesi; le retribuzioni e fuga all’estero: sempre più giovani medici lasciano l’Italia attratti da stipendi che all’estero possono raddoppiare. «Se non colmiamo questo divario – sottolinea Miranda – continueremo a formare professionisti eccellenti che vanno a lavorare in Germania, Francia o Svizzera, privando i cittadini italiani di risorse preziose».

Il Trauma center e chirurgia d’urgenza: l’Ospedale di Torrette è l’unico trauma center regionale, con oltre 1.500 casi l’anno gestiti da team multidisciplinari che non ricevono un riconoscimento adeguato all’impegno e alla complessità delle prestazioni. Infine le reti cliniche e oncologiche: è fondamentale assicurare la piena attuazione di queste reti per garantire equità di accesso e uniformità della qualità delle cure su tutto il territorio; e l’applicazione del Dm 70 e Dm 77: il riordino della rete ospedaliera e il rafforzamento dell’assistenza territoriale sono strumenti imprescindibili. La Fesmed sollecita la Regione a garantire la loro attuazione rapida e completa, con investimenti concreti in strutture e risorse umane. «La nostra battaglia – conclude il neopresidente Miranda – è duplice: tutelare i medici e rafforzare la sanità pubblica. Sono due facce della stessa medaglia. Solo medici motivati, riconosciuti e sostenuti possono garantire cure tempestive, sicure ed efficaci. Perché il benessere dei medici è la prima garanzia della salute dei cittadini».

 

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