«Conerobus, si va verso la riduzione
del capitale sociale senza escludere
una possibile ricapitalizzazione nel 2026»

ANCONA – Lo ha specificato stamattina in Commissione il sindaco Daniele Silvetti in vista dell’Assemblea dei soci del 29 dicembre, per l’azienda di Tpl con i conti in rosso, e in attesa della Finanziaria regionale. Tra le novità per il prossimo anno l’introduzione della bigliettazione elettronica sui mezzi e controlli più assidui. Tra i numeri il circuito di Jesi è stato indicato come uno dei più critici, con una perdita stimata di circa 500.000 euro come quello di Osimo con perdite che si attestano sui 200.000 euro, quello urbano di Ancona è invece in equilibrio. Tra le altre società partecipate dal Comune Fondazione Muse chiuderà il bilancio 2025 in attivo

I lavori della VII Commissione consiliare questa mattina

 

Cominciano a delinearsi in maniera più netta i contorni delle strategie messe in campo per il piano di risanamento dei conti di Conerobus. Il Comune di Ancona, socio di maggioranza relativa dell’azienda che gestisce il Tpl in tutta la nostra provincia, è orientato verso la riduzione del capitale sociale ma non esclude la possibilità di una ricapitalizzazione nel 2026. Annuncia inoltre per il prossimo anno l’introduzione della bigliettazione elettronica con il sistema Marta che limiterà le azioni dei viaggiatori ‘portoghesi’. Lo ha spiegato questa mattina il sindaco Daniele Silvetti nel corso dei lavori della VII Commissione consiliare, presieduta da Vincenzo Rossi e chiamata ad approvare il Piano di razionalizzazione delle società partecipate dal Comune. Tra le varie aziende, Conerobus resta il caso più delicato e politicamente rilevante con la sua situazione economico-finanziaria in sofferenza, che ha generato proteste per il taglio delle corse, disservizi e forte preoccupazione per il futuro dei lavoratori.

 

Daniele Silvetti

 

Stamattina Daniele Silvetti ha subito chiarito che non esistono problemi per il pagamento delle tredicesime o degli stipendi ai dipendenti di Conerobus, ribadendo che il trasporto pubblico locale resta «un servizio essenziale e imperdibile» per la città. Dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2024 che ha registrato una perdita di circa 1,09 milioni di euro, il 29 dicembre il Consiglio di amministrazione di Conerobus ha convocato l’Assemblea dei soci per assumere decisioni sulla copertura delle perdite, o con riduzione o aumento del capitale e per modificare la Statuto aziendale alla composizione del CdA. Prima della fine dell’anno verranno quindi assunte scelte centrali per la messa in sicurezza dell’azienda. In primo luogo sarà esaminata la perdita del bilancio 2024 «e si delibereranno i provvedimenti conseguenti ai sensi dell’art. 2446 del Codice civile, con l’orientamento prevalente del Comune di Ancona per la copertura della perdita tramite riduzione del capitale sociale, come indicato anche dal collegio sindacale fino a un terzo» ha spiegato il sindaco. Contestualmente, l’assemblea sarà chiamata a valutare modifiche statutarie necessarie ad adeguare la governance alle indicazioni della Corte dei Conti, «inclusa la possibile ridefinizione degli organi amministrativi, ad esempio amministratore unico o nuovo assetto del CdA a tre» ha aggiunto. Un passaggio obbligato per superare la fase di emergenza, tutelare il patrimonio aziendale, garantire i trasferimenti pubblici e aprire la strada a un successivo piano industriale di rilancio.

 

Da sin. Giacomo Petrelli, Mirella Gingiacomi e Susanna Dini

 

E’ stato inoltre delucidato che in una fase iniziale, il Comune di Ancona aveva previsto un accantonamento prudenziale di circa 600 mila euro nell’ultima variazione al bilancio di previsione 2025, in assenza di indicazioni certe su come la perdita sarebbe stata ripianata. Successivamente, alla luce dell’orientamento dell’assemblea dei soci di ridurre il capitale sociale, l’accantonamento non è stato reiterato nel bilancio 2026, pur mantenendo una clausola di salvaguardia in una nota integrativa. E qui, a richiesta esplicita del consigliere d’opposizione Giacomo Petrelli (Pd), Silvetti ha chiarito che la possibilità di una ricapitalizzazione nel 2026 viene considerata come uno scenario aperto ma non immediato, «subordinato all’esito dell’attuazione di un serio percorso di risanamento e a un nuovo piano industriale credibile», al miglioramento dei conti, alla chiarezza sui finanziamenti regionali al Tpl e il mantenimento di un equilibrio nella governance, evitando soprattutto che un eventuale intervento del socio privato possa ridurre eccessivamente il controllo pubblico sulla società.

 

Il sindaco Silvetti con il dirigente Camilletti

 

Per gli sviluppi certo può giocare un ruolo chiave anche la Regione Marche, prossima a varare la Finanziaria 2026 e chiamata a chiarire l’entità delle risorse destinate al trasporto pubblico locale, in particolare attraverso la revisione del costo chilometrico. Il sindaco ha sottolineato come la sostenibilità futura di Conerobus dipenda anche da scelte nazionali. Il nuovo piano industriale di Conerobus dovra essere capace di ridurre le perdite, migliorare l’efficienza e affrontare criticità strutturali come la vetustà della flotta, l’evasione tariffaria e l’organizzazione del servizio. La consigliera Mirella Giangiacomi (Pd) ha ricordato le conseguenze della contingentazione delle corse tradotte in disagi per l’utenza. Silvetti di contro ha puntualizzato che dallo scorso settembre è stato rilevato un aumento della vendita dei titoli di viaggio, segnale interpretato come positivo. Ha poi approfondito evidenziando come le criticità di Conerobus non siano uniformi, ma concentrate soprattutto in alcuni bacini territoriali specifici. Il circuito di Jesi è stato indicato dal primo cittadino di Ancona come uno dei più critici, con una perdita «pesante» stimata di circa 500.000 euro come quello di Osimo dove le perdite vengono collocate sui 200.000 euro. Ancona non risulta in perdita, «anzi il circuito urbano appare in equilibrio o in attivo». Sui conti complessivi dell’azienda, non possono che pesare anche l’evasione tariffaria e gli squilibri tra costi del servizio e ricavi.

 

da sin. Vinceno Rossi e Jacopo Taccaceli

 

E in questo contesto Silvetti ha anticipato che entro il 2026 sui mezzi Conerobus sarà introdotto ‘Marta’, il sistema regionale di bigliettazione elettronica basata su tecnologia Account-Based Ticketing (Abt), che non lega quindi il titolo di viaggio a un supporto fisico, ma a un account digitale dell’utente, consentendo maggiore flessibilità, tracciabilità e integrazione tra diversi mezzi di trasporto «proprio come avviene in tante realtà europee» ha sottolineato il sindaco di Ancona. Che ha raccontato anche di aver visitato personalmente l’azienda produttrice Blueservice a Marzocca. La bigliettazione Marta è ritenuto un passaggio strutturale e non rinviabile per l’ammodernamento del servizio «sebbene non è l’intervento prioritario rispetto alle emergenze finanziarie» è stata la sottolineatura del sindaco. Lo sarà però insieme a un rafforzamento del controllo sulla società partecipata, della comunicazione aziendale («A mio giudizio, l’azienda dovrebbe comunicare meglio all’utenza sia la criticità come anche i passaggi positivi» ha proseguito Silvetti) e del rapporto di fiducia con lavoratori e cittadini, considerati elementi fondamentali per il futuro di Conerobus. Sulla stessa lunghezza d’onda si sono trovati i consiglieri di maggioranza Arnaldo Ippoliti (Ancona Protagonista) che ha esaltato l’importanza della filiera istituzionale e Jacopo Toccaceli (FdI).

 

Arnaldo Ippoliti

 

Quanto ai controlli che verranno effettuati su Conerobus dopo la sentenza che la indica come una società controllata, il sindaco ha detto che l’Amministrazione comunale intende vigilare sull’attuazione del piano di ristrutturazione e del futuro piano industriale, sul contenimento delle perdite, sull’uso corretto delle risorse pubbliche e sull’efficienza del servizio, anche alla luce delle indicazioni della Corte dei Conti. A tutto questo si affiancheranno «controlli operativi sul servizio e sui ricavi, incluso il contrasto all’evasione tariffaria» e, in prospettiva, l’utilizzo dei dati forniti dal nuovo sistema di bigliettazione elettronica Marta, che consentirà una tracciabilità più puntuale delle validazioni e dei flussi di utenza.

 

Un autobus in servizio

 

Più in generale sul processo di razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche del Comune di Ancona, in linea con i principi di efficienza, contenimento della spesa pubblica e rispetto delle regole di mercato, Daniele Silvetti ha ricapitolato che sono in corso procedure di liquidazione non ancora concluse per alcune società minori del Comune (tra cui Tirrena, Acqua e Scarl, Consorzio Zona Palombare, Flag Market), mentre altre situazioni restano sotto osservazione continuativa. AnconAmbiente è coinvolta in un percorso di rafforzamento strutturale, con la prevista fusione per incorporazione di Sogenius, finalizzata a superare criticità evidenziate dal Tar e a consolidare il ruolo di gestore unico provinciale dei rifiuti. Ancona Entrate continuerà invece a operare nella riscossione e nella gestione di servizi comunali e per il momento non sarà ‘oberata’ di nuovi servizi (come ha domandato la consigliera dem Susanna Dini). Le altre società come Viva Energia, Estra, Multiservizi, Marina Dorica e Atma risultano partecipate con quote e funzioni diverse, senza criticità immediate paragonabili a Conerobus.

 

Il teatro delle Muse in piazza della Repubblica

 

Particolare attenzione infine è stata riservata a Marche Teatro e alla Fondazione Muse, chiamate a dimostrare equilibrio gestionale e sostenibilità, evitando duplicazioni e garantendo una gestione coerente con gli obiettivi pubblici e i vincoli di finanza pubblica. Nel dettaglio per la Fondazione Muse è emersa una situazione in miglioramento rispetto al passato, dopo una fase caratterizzata da squilibri patrimoniali dello scorso anno. Il sindaco ha evidenziato che «il bilancio dell’esercizio in corso dovrebbe chiudere in utile, con una stima compresa tra circa 100.000 e 200.000 euro. Tra i fattori che incidono sul miglioramento c’è anche la svalutazione di un credito legato a vicende pregresse come il fallimento del Teatro Stabile». Un risultato considerato positivo perché consente di ricostituire gradualmente il patrimonio eroso negli anni precedenti. Una buona notizia letta anche dalla minoranza come un segnale di maggiore equilibrio gestionale, ritenuto necessario per garantire continuità, sostenibilità e corretto utilizzo delle risorse pubbliche nel medio periodo.

 

(Redazione CA)

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