Fumata nera per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale di Osimo. La candidata proposta dalla maggioranza della sindaca Michela Glorio, Eliana Flamini (Pd), nella seduta consiliare di oggi pomeriggio non ha raggiunto la maggioranza qualificata dei due terzi nelle prime due votazioni segrete, fermandosi a 15 voti favorevoli (quelli della maggioranza) su 17 necessari. L’elezione è quindi rinviata di una settimana, quando basterà la maggioranza semplice. La candidatura dell’attuale capogruppo dem Flamini nasce dopo le dimissioni del precedente presidente, Simone Pugnaloni, che ha lasciato l’incarico di vertice della Sala Gialla e di consigliere comunale per assumere il ruolo di amministratore delegato di Astea Spa. Nel suo seggio del gruppo Pd oggi è subentrato il consigliere Matteo Canapa. Durante la seduta, presieduta dal vicepresidente in carica Paolo Strappato (Progetto civico Osimo 2030), Flamini si è astenuta in sede di entrambe le votazioni concluse con 15 sì e 10 astensioni.
La maggioranza ha sostenuto con forza la candidatura della consigliera Flamini da 11 anni in Consiglio comunale, sottolineandone l’esperienza politica, il profilo istituzionale e la capacità di rappresentare in modo super partes sia maggioranza sia opposizione. Diversi colleghi, da Giorgio Campanari e Cristiano Pirani (entrambi Pd), da Marika Mengoni, Caterina Osimani e Francesco Lanari (liste Glorio sindaco) al neo consigliere Canapa, hanno ricordato il suo ruolo di vicepresidente del Consiglio, l’impegno nelle commissioni e la lunga militanza nel Partito Democratico. E’ stata anche consigliera della provincia di Ancona. Alcuni interventi della maggioranza hanno inoltre evidenziato la continuità con il percorso amministrativo precedente e il valore simbolico di una possibile elezione femminile, ritenendo Flamini la figura più idonea a garantire equilibrio, rispetto delle regole e corretto funzionamento dell’aula consiliare.
Le opposizioni, pur riconoscendo le qualità personali e la preparazione della candidata, hanno invece motivato la loro astensione con una critica alla gestione politica della presidenza del Consiglio da parte della maggioranza. Secondo i consiglieri di minoranza del gruppo FdI ma anche del gruppo Progetto civico Osimo 2030, la nomina di Pugnaloni a giugno 2025 sarebbe stata strumentale e temporanea, legata a dinamiche di potere. Più interventi hanno contestato la coerenza della maggioranza, accusata di aver usato un ruolo istituzionale super partes come “trampolino di lancio” politico, tradendo le promesse di discontinuità fatte agli elettori. Da qui la scelta dell’astensione, definita come atto politico e non come giudizio negativo su Eliana Flamini verso la quale tutti gli esponenti d’opposizione hanno espresso stima e apprezzamento. La capogruppo di FdI, Michela Staffolani, come i colleghi Mauro Calcaterra e Giorgio Magi, ha rammentato che già nel Consiglio comunale del 12 giugno lei e la minoranza avevano manifestato forti perplessità sulla nomina di Pugnaloni a presidente del Consiglio. «Fin dall’inizio era chiaro che quella presidenza sarebbe stata “a tempo”, perché legata alla candidatura regionale, e questo ha rappresentato uno scarso rispetto del ruolo istituzionale del presidente del Consiglio» ha evidenziato Staffolani. Per poi sottolineare che «oggi la maggioranza parla di concretezza e coerenza, ma che proprio quei valori sarebbero mancati allora, visto che dopo pochi mesi si è tornati a votare un nuovo presidente, come l’opposizione aveva previsto».
Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo di Progetto civico Osimo 2030 Matteo Sabbatini che, insieme all’ex sindaco Francesco Pirani, ha analizzato il percorso che ha condotto a questa situazione, giudicato tutt’altro che lineare. «Durante la campagna elettorale – ha detto – era stato promesso un “nuovo corso” e una discontinuità rispetto al passato, sostenendo che l’ex sindaco Pugnaloni sarebbe rimasto defilato ma pochi mesi dopo quelle dichiarazioni, Pugnaloni è stato invece eletto presidente del Consiglio comunale» che secondo Sabbatini non può essere considerato un premio politico né una vetrina, «perchè è un ruolo di garanzia che deve tutelare soprattutto i diritti delle minoranze». Ha anche sollevato il dubbio che il percorso fosse già deciso in partenza, parlando di «una gestione del potere» più che di una transizione amministrativa. Nel dibattito è emersa inoltre una forte contrapposizione sul concetto di concretezza e coerenza: la maggioranza ha accusato l’opposizione di mancanza di rispetto verso la candidata, mentre la minoranza ha ribadito che il problema non è il nome proposto, ma il percorso che ha portato nuovamente alla sostituzione del presidente dopo appena 7 mesi dalla precedente elezione.
Tra quelli che hanno bollato l’atteggiamento delle minoranze come poco coerente visto che proprio a giugno 2025 avevano caldeggiato l’elezione di Eliana Flamini sullo scranno più alto dell’assemblea cittadina, ha spiccato l’intervento del consigliere dem Giorgio Campanari, ex presidente del Consiglio di Osimo. «Eliana ha dato tanto a questa città, ai lavori che sono stati fatti in quest’aula, ha una conoscenza profonda dei lavori dell’aula e sa come si gestisce un Consiglio comunale. – ha sottolineato Campanari – Ha spesso mantenuto un profilo sobrio, rispettoso di tutti e anche delle minoranze. Mi sarei aspettato si risentire dai consiglieri Staffolani e Pirani, le stesse parole che 7 mesi fa, prima delle votazioni di Simone Pugnaloni, avevate espresso dicendo di essere favorevoli a una candidatura della consigliera Flamini come presidente del Consiglio Comunale. Speravo che sareste venuti incontro con coerenza alla nostra proposta, perché come avete detto anche voi e come diciamo tutti, penso che sia la persona migliore in assoluto per dirigere l’aula consigliare. Possibile che è sempre colpa di Pugnaloni? L’altra volta per un motivo oggi per un altro, finisce sempre che non votate Eliana e lo fate senza alcun tipo di appiglio reale. Io ritengo invee che sia la persona più adatta in questo ruolo, tra quelle che hanno più più esperienza. Sarà eletta alla terza votazione».
Anche Michela Glorio è intervenuta a sostegno pieno della candidatura di Eliana Flamini. Prima delle votazioni, la sindaca ha difeso l’operato della maggioranza e rilanciato l’immagine di un’amministrazione rinnovata e a forte presenza femminile, esprimendo piena fiducia nella candidata alla presidenza. Ha elogiato Flamini per la sua serietà, responsabilità e continuità di impegno, ed ha respinto le critiche dell’opposizione, definendo il riferimento a Simone Pugnaloni un «alibi ormai sorpassato», sostenendo che l’amministrazione «ha già dimostrato nei fatti un rinnovamento e una forte presenza di persone nuove». La sindaca ha poi espresso rammarico per il fatto che il voto su Flamini non sia stato unanime. Infine ha rivendicato con orgoglio il carattere fortemente femminile della sua amministrazione comunale, sottolineando che Osimo avrà (per la prima volta) sindaca, vicesindaca e futura presidente del Consiglio comunale. Tutte donne, insieme alla segretaria comunale a a una dirigenza a prevalenza femminile. Ha così concluso ringraziando Flamini per la disponibilità e augurandole buon lavoro, affermando che «la sua elezione rappresenterà un ulteriore tassello del cambiamento e della ventata di freschezza che la maggioranza intende portare in città». L’elezione quindi è solo rinviata e dovrebbe avvenire nella prossima seduta consiliare, da convocare secondo regolamento almeno dopo 7 giorni da quella odierna.
(Redazione CA)
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