Boom multe: «Autovelox tarati ad hoc».
Zinni replica: «Andate piano, per noi spese abnormi»
«Se non prendete la multa ci fate un favore, perché andate a ingolfare il bilancio e a far perdere un sacco di tempo». È una replica tranchant quella del vicesindaco Giovanni Zinni, che risponde così in Consiglio Comunale alle parole di Giacomo Petrelli (Pd) sul boom dei verbali legati agli autovelox. L’esponente della giunta spegne sul nascere il sospetto di una strategia mirata a fare cassa, sollevato stamattina in consiglio comunale. Al centro del dibattito ci sono i dati di uno studio nazionale recente, secondo cui Ancona è la prima città in Italia per incremento delle sanzioni da autovelox, balzate del 116% in un anno. Un dato in netta controtendenza rispetto al resto del Paese, dove i verbali sono in calo. «La convinzione è che abbiate abbassato il livello di tolleranza dei dispositivi, pur restando nei limiti di legge, per innalzare il numero delle multe» ha detto Petrelli. L’ipotesi di un taraggio modificato per colpire i guidatori è stata però respinta con decisione dal vicesindaco, che ha invitato il consigliere a verificare la perfetta regolarità dei dispositivi a norma di legge insieme al comandante della Polizia Locale. «Forse qualche anno fa gli autovelox erano troppo tolleranti, ma senza prove non si possono mettere le cose sul piatto» ha replicato Zinni.
L’esponente della giunta ha poi voluto smontare punto per punto la tesi del guadagno economico per l’ente, svelando i retroscena finanziari e i costi occulti che si nascondono dietro a questa valanga di contravvenzioni. «Macché vantaggi, abbiamo avuto spese abnormi di notifica» ha contrattaccato il vicesindaco, cifre alla mano. Su un presunto incremento di 2 milioni di euro di sanzioni, il Comune ha dovuto sborsare ben 443 mila euro solo per le spedizioni dei verbali. A questo si aggiunge un tasso di riscossione storicamente basso per il codice della strada: quasi la metà degli automobilisti (4,5 su 10) non paga la multa, costringendo l’ente a congelare le somme nel fondo crediti di dubbia esigibilità, un meccanismo che di fatto paralizza le risorse disponibili in bilancio.
La spiegazione non ha però convinto l’opposizione, e il faccia a faccia in aula si è chiuso con il consigliere dem rimasto fermo sulle proprie posizioni. Nella sua replica, Petrelli ha voluto controbattere alle cifre della giunta sottolineando come, a parità di tasso di riscossione con gli anni passati, un aumento così vertiginoso degli accertamenti garantisca comunque un incasso maggiore per il Comune. Congedandosi dall’aula, il consigliere ha rispolverato un celebre aforisma di Arthur Conan Doyle: «Eliminate l’impossibile; ciò che rimane, anche se improbabile, deve essere la verità. Credo che la verità sia una riduzione della tolleranza al minimo consentito, con il risultato di fare più sanzioni».
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