Carcere di Barcaglione, sei detenuti
assunti come cuochi grazie a un corso
Un futuro tra i fornelli per lasciarsi alle spalle il passato e ricominciare una nuova vita fondata sul lavoro e sulla dignità. Si è conclusa la quarta edizione del corso di formazione per aiuto cuoco destinato ai detenuti della Casa circondariale di Barcaglione di Ancona, un’iniziativa che apre concrete prospettive occupazionali per ventidue detenuti. Il progetto di inclusione sociale, mirato all’inserimento lavorativo di persone in condizioni di svantaggio, è stato patrocinato dal Garante regionale dei diritti della persona, l’avvocato Giancarlo Giulianelli, e finanziato tramite un apposito bando della Regione Marche. Il percorso formativo ha previsto seicento ore di lezioni teoriche e pratiche con il rilascio di un attestato finale, oltre a un fondamentale periodo di stage esterno per tutti i partecipanti in possesso dei requisiti di legge per l’accesso al lavoro fuori dal carcere.
L’iniziativa ha raggiunto pienamente i propri obiettivi grazie a un’efficace sinergia tra istituzioni e professionisti del settore. L’organizzazione è stata curata da Fores Marche, presieduta da Elio Aureli, con il coordinamento della dottoressa Rossella Papili dell’Ufficio Locale per l’Esecuzione Penale Esterna (Ulepe) di Ancona, mentre la docenza è stata affidata a cuochi professionisti che hanno messo a disposizione degli allievi le proprie competenze culinarie. Il progetto ha visto inoltre la collaborazione strategica del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Ancona, il dottor Roberto Rossi, della Magistratura di Sorveglianza e della Polizia Penitenziaria dorica, guidata dal comandante Nicola De Filippis. I risultati tangibili non si sono fatti attendere: dei venti detenuti che hanno avuto accesso agli stage aziendali tra il 2025 e il 2026, ben sei hanno già trovato un’occupazione stabile nel settore della ristorazione. «La conclusione di questo corso ci offre l’occasione per sottolineare ancora una volta l’importanza dei percorsi professionalizzanti negli istituti penitenziari marchigiani – ha dichiarato con soddisfazione il Garante regionale Giancarlo Giulianelli –. Offrire una seconda opportunità a chi ha saldato il proprio debito con la società rappresenta un dovere sociale oltre che istituzionale».
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