Univpm, festa per il Dottorato Day 2026:
l’ateneo marchigiano vola
nella top 20 della ricerca
Eccellenza accademica, alta formazione e trasferimento tecnologico si sono uniti all’Università Politecnica delle Marche per il “Dottorato Day” 2026. La cerimonia si è svolta venerdì 5 giugno presso l’Aula Magna d’Ateneo “Guido Bossi”, dove sono stati consegnati i diplomi a 87 nuove dottoresse e dottori di ricerca delle cinque aree dell’ateneo. Il Rettore Enrico Quagliarini ha inaugurato l’appuntamento evidenziando l’incremento di qualità certificato dalla Vqr (Valutazione della Qualità della Ricerca): nel periodo 2017-2023 l’indicatore dei dottorati è sostanzialmente raddoppiato, permettendo all’Univpm di balzare dalla 42ª alla 20ª posizione a livello nazionale. Con oltre 300 dottorandi stabili e circa 100 nuovi diplomati l’anno, il Rettore ha definito questi ricercatori come «professionisti della conoscenza in grado di generare impatto nei contesti accademici, produttivi e sociali». Sulla necessità di valorizzare i knowledge workers in un mercato italiano ancora indietro rispetto ai Paesi Ocde si è espresso il Delegato alla Didattica Nicola Paone, ponendo l’accento sulla forte transizione del Phd verso l’innovazione industriale e sul premio salariale ad esso collegato, pur ammettendo margini di miglioramento sulle borse e sui servizi. Ospite d’eccezione ed ex dottorando dell’ateneo è stato Gian Marco Luna, attuale Direttore del Cnr Irbim, che ha ricordato gli anni trascorsi alla Politecnica come una «vera palestra di pensiero critico» e uno strumento fondamentale per comprendere il presente e costruire un futuro migliore.
I dati emersi durante l’evento confermano la forte attrattività e l’impatto del titolo di dottorato sul tessuto socio-economico, a fronte di un investimento dell’ateneo di 2 milioni di euro all’anno. Circa il 60% delle borse di studio risulta finanziato da enti esterni, mentre il successo professionale dei percorsi trova riscontro in un tasso di occupazione del 91,5% a un anno dal titolo, con una retribuzione netta media che si attesta intorno ai 1.900 euro mensili. Forte è anche l’orientamento ai temi caldi della contemporaneità: ben 74 tesi su 106 (il 69,8% del totale) sono risultate direttamente collegate agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, abbracciando non solo la tutela ambientale ma anche i parametri Esg legati a governance, lotta alle disuguaglianze, finanza etica e diritti umani.
La manifestazione, arricchita dalle note del coro studentesco di Ateneo “Sing The Future”, è stata anche l’occasione per consegnare numerosi Premi di Laurea e borse speciali intitolate a storici docenti, professionisti e figure di riferimento della comunità accademica. Tra i premiati figurano Chiara Lella (premio Avondo Bodino), Laura Coppetta (premio Fangi) e il trio composto da Federica Valeriani, Eleonora Beccacece e Martina Gatta per il premio Masera. Riconoscimenti alla memoria sono andati anche ad Anass Chebbaki (premio Marziali ets), Simona Colasante (premio Bartola), Irene Carboni (premio Perrone), Gianluca Bonifazi (premio Valenti), Michela Bonetti (premio Ghinassi) e Omar Guazzaroni (premio Biagiola e Pistoor). Per l’ambito sanitario del WoundCare sono state premiate Isaura Vanessa Di Bartolomeo e Francesca Sois (premio Secchi), seguite da Lucia Sterza (premio Cagnoni), Veronica Ilari (premio Giacomucci), Benedetta De Angelis e Andrea Belardinelli (premio Pirani), Veronica Pesaresi (premio Bonati Sorbatti ets) e infine Giorgia Giordani con il premio offerto dall’Associazione Fidapa-Bpw.
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