Meteorite luminoso catturato
dalla camera Prisma del Da Vinci

Anche gli occhi della camera all-sky della Rete Prisma collocata sul tetto dei licei da Vinci di Civitanova hanno ripreso, alle 23,25 di domenica scorsa, il luminoso bolide che ha solcato i cieli dell’Italia centrale fino a ridursi a pochi grammi di peso e terminare il suo viaggio a nord di Orvieto.
Il progetto Prisma – Prima Rete Italiana Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera, coordinato dall’Inaf-Osservatorio astronomico di Torino, ha come scopo principale quello di osservare i cieli italiani in cerca di meteore brillanti, ricava l’area di caduta al suolo di eventuali frammenti meteoritici attraverso complessi calcoli matematici, e coordina le ricerche sul campo.
I cittadini partecipano attivamente alla ricerca delle meteoriti cadute e possono segnalare bolidi di cui sono stati testimoni oculari. Ad oggi la Rete Prisma ha recuperato ben due meteoriti “fresche”, cioè appena cadute sulla Terra: la meteorite Cavezzo, originata dal bolide di Capodanno, avvistato per l’appunto il primo gennaio 2020; la meteorite Matera, originata dal bolide di San Valentino, avvistato il 14 febbraio 2023. «Queste meteoriti – scrive il docente David Fiacchini – sono di un’importanza inestimabile poiché consentono l’analisi di materiale non ancora contaminato dall’ambiente terrestre, e poiché ne esistono solamente circa 50 campioni in tutto il mondo».

La traiettoria del bolide
Il da Vinci ha aderito alla rete Prisma dal 2020 nell’ambito del progetto di laboratori scientifici “Smoa – Stazione Meteorologica e Osservatorio Astronomico”, coordinato dal Dipartimento di Scienze naturali, di cui Fiacchini è referente.
Nell’immagine si osserva la meteora di domenica scorsa così come “catturata” dalla strumentazione del da Vinci: «Questo frammento di roccia vagante nello spazio è stato catturato dalla gravità del nostro Pianeta e si è reso visibile intorno alle 23,25, con sei camere della rete Prisma dell’Italia centrale (Amelia, Civitanova Marche, Elba, Gorga, Perugia, Roma) che ne hanno seguito il viaggio in atmosfera in direzione sudest verso nord-ovest, estinguendosi poco più di 4 secondi dopo a nord di Orvieto – spiega Fiacchini – probabilmente una massa inferiore ai 10 grammi è caduta al suolo, con una probabilità di ritrovamento pressoché nulla vista la conformazione la geomorfologia dell’area e la presenza di vegetazione».
Per i più curiosi, è possibile vedere le immagini in diretta della camera all-sky civitanovese (con l’avvertimento che, ovviamente, di giorno il Sole “satura” l’immagine mentre di notte l’inquinamento luminoso rischiara di parecchio l’orizzonte) collegandosi qui.
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