Carenza di organico nella polizia,
il Siulp Ancona lancia l’allarme:
«Servono nuovi agenti subito»
Agenti in più subito, oppure il controllo del territorio in provincia di Ancona rischia di diventare una missione impossibile.
E’ questo il pesante Sos lanciato dal Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) di Ancona in vista dei prossimi trasferimenti ministeriali di agosto.
Il sindacato ha investito della questione la propria Segreteria Nazionale affinché prema sul Viminale per sanare una carenza di organico ormai cronica, che mette a rischio non solo la tranquillità dei cittadini ma l’incolumità stessa dei poliziotti in prima linea.
L’occasione per riaprire il caso è arrivata da una recente direttiva del Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno che impone ai Prefetti un monitoraggio a tappeto su turni, orari e numero di volanti attive. Un censimento che il sindacato sposa in pieno, sperando che i dati aprano gli occhi a Roma sulla realtà di una provincia che deve fare i conti ogni giorno con microcriminalità, baby gang, degrado urbano, spaccio e abuso di alcol. Secondo il Segretario Generale Provinciale Alessandro Bufarini la situazione è al limite e i numeri parlano chiaro: per permettere a uffici e Commissariati di garantire anche solo una pattuglia a turno serve una mappa di rinforzi ben precisa.
La questura dorica ha bisogno di almeno 5 unità per toccare quota 50 alle Volanti, la Polizia Stradale necessita di 10 rinforzi per non far sparire i controlli dalle grandi arterie, mentre la provincia è in apnea con Fabriano che chiede 7 agenti, Osimo 6, Jesi 8 e Senigallia 4 per arrivare ai livelli minimi di operatività.
Proprio a Senigallia, ricorda il segretario generale provinciale Alessandro Bufarini, la coperta corta ha costretto a inventarsi una contestata divisione del territorio a “zone” pur di sopperire alla mancanza di mezzi e uomini. La sicurezza reale si fa con la visibilità e con la capacità di intervenire subito in emergenza, ma con i numeri attuali, conclude il leader del Siulp, la Polizia di Stato ad Ancona e provincia non può più garantire quella continuità che i cittadini giustamente pretendono.
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