«Inutile, costoso e a ridosso delle case»:
riesplode la rabbia contro il crematorio (Foto/Video)
di Gino Bove
La polemica sul nuovo impianto crematorio di Bolignano si riaccende, trascinandosi dietro una dura battaglia politica e la ferma opposizione dei residenti.
A riaprire lo scontro è stato l’affondo del Partito Democratico con il consigliere Petrelli, che ha tirato fuori una mozione del 1998 in cui l’attuale sindaco Silvetti — allora all’opposizione — si batteva per tutelare la medesima area da una discarica. Un cortocircuito politico che ha riacceso i riflettori sul sito e fatto esplodere la rabbia della comunità locale, decisa a smontare punto su punto le scelte dell’amministrazione. Tra Aspio e Candia, ma anche nelle due frazioni strette, i cancelli delle abitazioni parlano chiaro per conto dei residenti: gli striscioni appesi con “No crematorio” non passano inosservati.
«Se davvero non fa male, perché non lo fanno a Tavernelle dove c’era già un progetto pronto?» incalza Alessandro Mengarelli, rispedendo al mittente la tesi dell’area isolata. «Siamo a trecento metri dall’Aspio, vicini a San Biagio e Candia, in una zona ricca di agriturismi e cantine. Perché il Comune vuole spendere 400.000 euro in più anziché fare un contraddittorio pubblico con i nostri esperti?».
Ai dubbi sulla gestione dei fondi pubblici si uniscono le paure per le ripercussioni sulla salute e sul territorio. «Le rassicurazioni dell’amministrazione sono nulle, un forno crematorio produce fumi e inquinamento» attacca Lucia Mengarelli. «Siamo preoccupati per l’ambiente, per le colture, per i nostri nipoti e per le nostre abitazioni che subiranno un deprezzamento pesante».
A mettere in discussione la logica stessa dell’opera è infine Alberto Pacenti: «Dati alla mano, questo impianto ad Ancona non serve e non serve nemmeno alle Marche. La gestione doveva essere regionale. Invece si sceglie di cacciarlo in un territorio già saturato dall’inquinamento della zona industriale della Baraccola».
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