Beko Melano, il sindaco Ghergo
al ministro Urso e al governatore Acquaroli:
«Fabriano non accetterà ridimensionamenti»
«Il futuro dello stabilimento Beko di Melano non è solo una questione aziendale, ma riguarda l’anima stessa del nostro territorio. Fabriano e l’intero distretto dell’elettrodomestico hanno dato tantissimo all’industria italiana. Non possiamo permettere che scelte di riorganizzazione o tagli occupazionali vadano a penalizzare eccellenze produttive e competenze professionali consolidate in decenni di storia. Per questo motivo saremo presenti allo sciopero indetto l’8 settembre e al tavolo ministeriale convocato il 1 ottobre. Oggi stesso ho indirizzato al Ministro Urso e al Presidente della Regione Acquaroli una richiesta esplicita volta a garantire la tutela dello stabilimento di Melano e dei posti di lavoro e a pretendere da parte di Beko Europe il rispetto dell’accordo sottoscritto il 14 aprile 2025 che prevedeva 62 milioni di euro di investimenti su Melano e il ridimensionamento del ricorso agli ammortizzatori sociali». A scriverlo è il sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo.
«Ad oggi, 16 mesi dopo la chiusura dell’accordo, gli impegni dell’azienda su Melano non sono stati rispettati. Esigiamo una risposta ferma da parte delle istituzioni di governo volta a tutelare il sito produttivo e i lavoratori. Non siamo più disposti a credere a promesse finora non mantenute e ad impegni ad oggi disattesi» sottolinea la prima cittadina di Fabriano. «Come Amministrazione Comunale – prosegue Ghergo – siamo al fianco delle organizzazioni sindacali e di tutte le lavoratrici e i lavoratori nelle mobilitazioni e nei tavoli di confronto presi e da intraprendere. Chiediamo con forza al Governo, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e alla Regione Marche di mantenere altissima l’attenzione su questa vertenza e di attivare ogni strumento utile affinché la proprietà garantisca la continuità industriale e la tutela di ogni singolo posto di lavoro».
«La nostra comunità si trova già ad affrontare sfide complesse legate alla transizione economica e alla crisi energetica; un ulteriore ridimensionamento del sito di Melano avrebbe impatti devastanti sull’indotto e sulla tenuta sociale del nostro Comune. Fabriano non resterà a guardare: faremo sentire la nostra voce in ogni sede istituzionale per difendere il lavoro, la dignità delle persone e il futuro del nostro distretto industriale».
Si torna a trattare sul tavolo ministeriale al Mimit anche per Electrolux, giovedì e venerdì prossimi,. Gli incontri interlocutori svolti a luglio non hanno prospettato grandi novità almeno per lo stabilimento di Cerreto d’Esi della multinazionale svedese, per il quale è stato annunciata la chiusura con 170 lavoratori che rischiano il posto di lavoro. I rappresentarti sindacati saranno a Roma con i lavoratori il 3 e 4 settembre e si dichiarano pronti a nuovi scioperi.
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