Pet rotta all’ospedale di Torrette:
«Apparecchio sostitutivo in noleggio,
pazienti indirizzati a Macerata»

POLEMICHE in Consiglio comunale per l’interrogazione della consigliera dem Mirella Giangiacomi. L’assessore Manuela Caucci ha riferito che l’Aoum ha attivato «il percorso per l’acquisto di una nuova macchina definitiva» e che al momento «il gusto non determina un'interruzione totale dell’attività del reparto di Medicina Nucleare»

L’ospedale regionale di Torrette

Malfunzionamento della Pet all’ospedale regionale di Torrette, la consigliera Mirella Giangiacomi (Pd) ha sollevato il problema questa mattina in aula, sottolineando come l’azienda ospedaliera delle Marche, punto di riferimento per le patologie oncologiche, si trovi attualmente nell’impossibilità di garantire la sua piena funzione diagnostica e di monitoraggio a causa del guasto allo strumento.

In risposta alle preoccupazioni espresse con l’interrogazione urgente dalla rappresentante di minoranza nel Consiglio comunale di Ancona, l’assessore Manuela Caucci ha precisato che, secondo quanto riferito al Comune dall’Auom, la criticità riguarda esclusivamente la Pet-Tc della Medicina nucleare e questo «non determina un’interruzione totale dell’attività del reparto». L’assessore ha spiegato che l’apparecchiatura, ormai datata, «ha manifestato un’anomalia tecnica intermittente che ha reso difficile individuare il componente esatto da sostituire a causa della vetustà dell’apparecchiatura».

Mirella Giangiacomi

Per garantire la continuità delle prestazioni, l’Azienda ospedaliera ha però assicurato di aver attivato diverse misure di emergenza. Tra queste, la collaborazione con altre strutture regionali, come la convenzione con l’ospedale di Macerata dove vengono indirizzati i pazienti, e l’utilizzo della Pet-Rm per i casi clinicamente appropriati. «Inoltre, -ha aggiunto Caucci- si sta procedendo al noleggio temporaneo di un sistema mobile di Pet con la disponibilità che era prevista entro il 2 settembre, mentre resta in corso il percorso per l’acquisto di una nuova macchina definitiva».

Manuela Caucci

La risposta non ha soddisfatto la consigliera Giangiacomi che ha rimarcato la gravità della situazione, ricordando che ritardi nella diagnostica precoce possono compromettere le possibilità di cura dei pazienti. «Ci sono persone che oggi non riescono a completare la diagnostica e il monitoraggio e sono costrette ad andare in altre sedi», ha detto citando i casi di pazienti che sono stati costretti a spostarsi addirittura fino a Milano.

Giangiacomi ha poi puntato il dito contro le liste d’attesa sempre più lunghe, menzionando come «a Pesaro i tempi superino già i due mesi» e ha criticato la gestione della macchina ormai obsoleta definendo la situazione «scandalosa, una vergogna per un ospedale di II livello». Infine ha esortato l’assessore a «buttare il cuore oltre l’ostacolo», a far sentire la propria voce e a intervenire con più vigore nelle sedi opportune.

(m.p.c.)

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