Il “Cristo Morto”,
aspettando la Pasqua
da Cerreto a Sassoferrato

La processione del Venerdì Santo è una tradizione in Italia come in Spagna, paesi fermamente cattolici. Addirittura in Spagna del sud si hanno processioni in tutta la “Semana Santa”. Anche nelle Marche si rinnova la tradizione ogni anno: Mogliano, dove oltre trecento figuranti prendono parte alla storica rievocazione della Passione, Monte San Giusto, Pioraco, Cagli, Montalto delle Marche, Cantiano, Loreto. In Provincia di Ancona per esempio l’appuntamento è per il dopocena a Cerreto e Sassoferrato. A Sassoferrato è la proloco ad organizzarla con la Congregazione dei Sacconi, nome che prende le mosse dalla veste bianca a forma di sacco che i “penitenti” indossano con tanto di cappuccio a punta, con i fori per gli occhi e i simboli della passione: i chiodi del Signore, la spugna imbevuta di aceto, la croce di spine, tra gli altri. Dal Borgo al Castello di Sassoferrato la processione del Cristo Morto partirà domani alle 21.00 dalla trecentesca chiesa di San rancescim e dopo aver percorso il centro la processione giunge a piazza Bartolo da Sassoferrato fino alla Chiesa di San Pietro. A Cerreto D’Esi la liturgia della passione inizia alle 18.30 nel Centro Parrocchiale, alle 21 e un quarto inzia la processione del “Cristo Morto”. La ricca attività pasquale cerretese è inziata con la veglia di preghiera di domenica scorsa e si conclude il 3 aprile con la festa della Madonna del Rosario, in piazza dei Delfini si celebrerà la Messa alle 17.30.
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