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Depuratore di Castelfidardo,
l’assessore Calvani:
“Aspettiamo risposte dalla Regione”

LA BATTAGLIA DI VILLA POTICCIO - E' partita la campagna di sensibilizzazione della Fondazione Ferretti. Il consigliere Santini (Pd-Bic) invita l'amministrazione comunale ad istituire subito un tavolo intercomunale con i sindaci di Osimo e Numana. Il Comune: "Prima sarà necessario attendere i pareri anche della Provincia e dell'Ato"
domenica 5 febbraio 2017 - Ore 16:17
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La ‘cartina’ disegnata dalla Fondazione Ferretti per dimostrare la vicinanza del nuovo depuratore all’area storica dove si svolse la battaglia di Castelfidardo

Enrico Santini

“La questione del nuovo depuratore di Castelfidardo va riproposta in sede politica creando un tavolo di discussione con gli altri sindaci interessati al fine di trovare la soluzione migliore per tutti, senza fossilizzarsi su una sola possibilità che certamente rappresenta una soluzione, ma che altrettanto certamente non può e non deve essere l’unica”. La proposta arriva dal consigliere comunale fidardense Enrico Santini (gruppo Pd-Bic) dopo la campagna di sensibilizzazione lanciata sui social media dalla Fondazione Ferretti e da Italia Nostra. (leggi articolo).

Campagna di sensibilizzazione online della Fondazione Ferretti: ecco la piantina storica ‘rivisitata’ con la localizzazione dell’impianto di depurazione

La storia è ormai nota. Acquambiente Marche sta portando a termine la procedura per il completamento dell’impianto di depurazione di Villa Poticcio Castelfidardo che dovrà servire anche Comuni di Osimo e Numana. (leggi l’articolo) Un ampliamento dell’impianto che porterà la sua capacità di recezione dalla attuali 67mila abitanti a quasi 100mila (leggi l’articolo). “Allo stato delle cose e a seguito di una seduta della commissione urbanistica, la posizione del gruppo consiliare Pd-Bene in Comune si espressa su una serie di valutazioni – fa sapere Santini – Intano il completamento del servizio di depurazione per l’intero comparto della val Musone non è ulteriormente procrastinabile. Non si può continuare a lamentare il puntuale presentarsi del divieto di balneazione all’inizio della stagione estiva e d’altro canto continuare a scaricare acque non depurate nei corsi d’acqua a pochi chilometri dalla costa, creando un abbassamento della qualità della vita per i residenti e notevoli danni economici per il settore turistico”.

L’ossario sacrario di Castelfidardo

Secondo il consigliere democrat di minoranza, pertanto, la proposta di Acquambiente presenta “aspetti positivi relativi alla possibilità di sfruttare opere accessorie già presenti nel sito” ma  anche “lati negativi relativi allo spreco di suolo agricolo, alla deturpazione di un’area riconosciuta di interesse storico da una legge regionale per essere stata teatro della battaglia di Castelfidardo, alla vicinanza ad una zona riconosciuta a rischio idrogeologico, all’aumento dell’impatto ambientale (emissioni odorifere in atmosfera) sugli abitanti del quartiere Acquaviva”.

Tutto il progetto poggia in origine su un accordo preso nel 2005 dalle amministrazioni all’Ato. Santini nel rilevare come lo scenario e la sensibilità collettiva ai temi dell’ambiente siano cambiati negli ultimi 12 anni ritiene anche “che la questione sia stata sottovalutata nel corso di tutti questi anni. Sarebbe stato doveroso per l’Amministrazione di Castelfidardo, in quanto Comune sede dell’impianto, tenere alta l’attenzione in sede sovracomunale perché il progetto venisse ulteriormente dettagliato e, magari, modificato nelle parti più critiche addivenendo ad una soluzione condivisa e sostenibile per tutti. Ma ciò non è stato fatto”.

Romina Calvani

L’assessore Romina Calvani (M5S), che sta seguendo in prima persona la vicenda. non esclude di tentare anche la strada del tavolo intercomunale, “ma prima dobbiamo ottenere risposte istituzionali dalla Regione, alla quale abbiamo chiesto di rendere vigenti i decreti attuativi della legge 2010 sulla tutela delle aree storiche, e poi dall’Ato, dalla Provincia, dalla conferenza dei servizi per capire se fattibile l’ipotesi di individuare un sito alternativo per realizzare l’impianto di Acquambiente Marche”.

La Calvani sottolinea di aver “ereditato come amministrazione comunale questo progetto abbastanza complesso da gestire, il cui iter, iniziato nel 2005, ora è già in fase avanzata. I Comuni di Osimo e Numana, ad esempio, hanno già completato il collettamento verso l’area di Villa Poticcio con investimenti onerosi per allacciare al nuovo impianto le loro utenze”. Insieme alla maggioranza e alla minoranza consiliare, l’assessore quindi sta lavorando per individuare una soluzione condivisa da tutti gli enti coinvolti nella progettazione, nella consapevolezza che la costruzione del depuratore è indifferibile e che il dialogo sovracomunale sia la carta più importante da giocare. “Il Comune di Castelfidardo da solo non può decidere – rimarca- ma in attesa di ricevere tutte queste risposte, soprattutto dalla Regione Marche, di certo non porteremo in discussione in consiglio comunale la variante urbanistica che permetterebbe subito l’ampliamento a Villa Poticcio”.

(m.p.c.)

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