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Grandi opere,
il ministro Delrio firma
“Tra un anno parte il cantiere”

Accordo da 400 milioni, ci sono oltre 20 anni di tempo perso da recuperare. Ministero, Anas e Rfi a Palazzo degli Anziani hanno sottoscritto l'intesa per il Lungomare nord e il collegamento porto-autostrada. Graziano Delrio: "Il documento non resterà nel cassetto: entro il 2017 l'appalto del raddoppio della statale 16. Oggi è una bella giornata perché risolviamo i problemi dello scalo dovuti al suo sviluppo"
giovedì 9 Febbraio 2017 - Ore 18:25
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Il ministro Delrio al fianco del presidente Ap Giampieri e del sindaco Mancinelli nella sala del Consiglio comunale di Palazzo degli Anziani

La firma del protocollo d’intesa. Da sinistra il presidente dell’Autorità di sistema, Rodolfo Giampieri, il ministro alle Infrastrutture Delrio, il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli

 

di Agnese Carnevali

(foto di Giusy Marinelli)

Un patto da 400 milioni per le grandi opere di Ancona. Due le certezze: l’appalto alla fine di quest’anno per il raddoppio da parte di Anas della variante alla statale 16, atteso da vent’anni, ed il via ai lavori nel 2018. Poi, l’avvio del cantiere per la costruzione della scogliera e lo spostamento dei binari entro un anno da oggi. Sono i tempi dettati dal ministro alle Infrastrutture ed ai Trasporti Graziano Delrio, oggi ad Ancona dove ha firmato il protocollo d’intesa su Lungomare Nord e nuovo collegamento porto-autostrada, l’alternativa, dopo 15 anni di ipotesi e progetti, all’Uscita Ovest, naufragata definitivamente lo scorso 14 dicembre. Un patto da circa 400 milioni. In cassa, per il momento, i 230 milioni per il raddoppio della variante ed i 15 milioni per l’intervento di Rfi, più i 14 milioni per i dragaggi. L’immagine degli scranni di Giunta di Palazzo degli Anziani occupati da ministro, sindaco, presidente di Regione e dell’Autorità di sistema, e dai vertici nazionali di Anas e Rfi, tra i quali si scambiano cordialità e complimenti, dicono che la volontà è quella di far capire alla città che stavolta si fa sul serio. Ne va anche della «credibilità delle istituzioni verso i cittadini», come sottolinea anche il sindaco Valeria Mancinelli.

Il ministro Graziano Delrio

Di qui ad un anno, dunque, il primo piede fuori dalla palude che è stata l’Uscita Ovest, assicura Delrio, con i primi due interventi di un progetto complessivo che vedrà anche la realizzazione di un lungomare da Marina Dorica a Torrette, utilizzando i fanghi puliti dei dragaggi portuali e consolidando così anche il piede di frana, il raddoppio della Flaminia (si stimano 60 milioni), che diventerà strada statale e non più comunale, e la costruzione della bretella scalo dorico-grande viabilità, il soprannominato ultimo miglio. Ma è proprio sulla strada che congiugerà tutti gli aspetti del progetto che mancano ancora costi (anche se si è parlato di circa 80 milioni) e tempi. «Anas comincerà la progettazione, valutando le varie ipotesi, e solo quando saremo in fase avanzata potremo sapere i tempi di realizzazione ed i suoi costi e procere al finanziamento – afferma Delrio -. Questo è un metodo di lavoro che ci siamo dati, allocare le risorse quando i progetti sono definiti. Ma state certi – assicura il ministro – questo non sarà uno di quei protocolli d’intesa che resta chiuso nei cassetti». A garanzia, il ministro affida in diretta il coordinamento di tutta l’opera al provveditore per l’opere pubbliche delle Marche, Maria Lucia Conti. «Non deleghi a nessuno», ammonisce alla dirigente presente in sala.  Ma cosa ha portato alla bocciatura del project financing della Passante dorico? «Dopo le ultime valutazioni – riprende Delrio – la società non ha accettato le modifiche che avevamo avanzato, quindi abbiamo ritenuto di non proseguire su quella strada e di voltare pagina. Oggi è una bella giornata perché risolviamo i problemi del porto, che sono problemi positivi, perché dovuti al suo sviluppo». E il ministro invita, però, i marchigiani a ricordare lo sforzo che il Governo ha già fatto nei confronti delle infrastrutture della regione. «Il primo pezzo della Quadrilatero, l’accelerazione della terza corsia, gli investimenti sulla Pedemontana per i territori colpiti dal terremoto».

I firmatari dell’accordo, da sinistra il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani, Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità di sistema portuale, il ministro Graziano Delrio, il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, il presidente della Regione, Luca Ceriscioli, il direttore commerciale di Rfi Giampiero Strisciuglio

Dunque, si riparte. Cinquantadue giorni dopo la chiusura del capitolo Uscita Ovest. Anche questo, per il sindaco Mancinelli, il segnale che stavolta non si perderà tempo. «Dobbiamo al ministro l’operazione verità sull’Uscita Ovest – sostiene il sindaco -. Ha capito che il project era su un binario morto, ci ha fatto uscire dal pantano e si è impegnato a realizzare l’alternativa. Qualità del governo della cosa pubblica alla quale non eravamo abituati. La realizzazione di una strada di collegamento tra il porto e l’autostrada era ormai improcrastinabile, perché sono passati decenni, perché il porto è in pieno sviluppo e perché è necessario risollevare il quartiere di Torrette». Dopo il plauso al ministro, l’avvertimento. «Si sono comunque persi 15 anni e confidiamo ministro nel suo modo di esercitare le responsabilità di Governo affinché vengano rimosse le cause che hanno portato alla palude. Noi da questa vicenda abbiamo tratto un insegnamento: in futuro saremo meno pazienti ed al garbo istituzionale faremo prevalere le necessità di superare pantani». E sulla possibilità di ricordi da parte della Passante dorico che si è vista bocciare il progetto dopo averne vinto l’appalto? «Non è esclusa la possibilità di contenziosi da parte della società, ma non certo rispetto a quest’opera che è completamente diversa dall’Uscita Ovest. Quindi eventuali ricorsi non incideranno sui tempi di costruzione».

L’assessore al Porto Ida Simonella

All’assessore al Porto, Ida Simonella, il compito di illustrare l’intero progetto, compreso lo smart park, che sarà di diretta competenza del Comune, che prevedrà una pista ciclabile ed un percorso pedonale, ed arredi leggeri, gli unici consentiti dall’area di frana. Un intervento che, spiega Simonella «permetterà anche di estendere il monitoraggio della frana». Sottolinea «l’ottimo esempio di progettazione integrata delle infrastrutture, una best practise che contiamo di replicare» il direttore commerciale e servizio rete di Rfi, Giampiero Strisciuglio a cui fa eco il presidente della Regione, Luca Ceriscioli che aggiunge: «il collegamento porto-grande viabilità è un tema strategico per l’intera regione Marche». Il presidente dell’Autorità di sistema dell’Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri, ribadisce la necessità dell’opera che «ha un mercato di riferimento. Il porto sta crescendo nei numeri, nella dimensione, nel ruolo all’interno dello scacchiere della strategia Italia rispetto al mare» e l’esigenza di «tempi certi di realizzazione, ne hanno bisogno le imprese ed anche i cittadini».

Gli anni persi non sono passati però indolore, come ricorda Gianni Vittorio Armani, presidente ed ad di Anas. «In 20 anni abbiamo costruito opere che rappresentano un disastro per le infrastrutture del territorio. Abbiamo ancora il pilastro di un viadotto che doveva far sbucare dal porto a ridosso di un monte. Si è costruito senza analizzare il contesto complessivo. Questo protocollo di oggi segna il cambio della definizione delle infrastrutture in Italia, è una sorta di laboratorio per il Paese. Ancona è una best practise a livello nazionale. Si tratta di un protocollo che fissa la collaborazione fra le istituzioni e un progetti complessivo che guarda anche al miglioramento delle nostre città e non solo al miglioramento della viabilità».

 

 

 

 

 

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