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Dissesto Offagna, Tumini lancia
la volata: fusione in altri Comuni

CONTI IN ROSSO - Il coordinatore di Sel di Osimo, Offagna, Castelfidardo, Loreto, dopo la Cna e la Cisl, rilancia la proposta di referendum popolare per far uscire il borgo medievale dalle sabbie mobili. Poi con una lettera aperta invita il commissario prefettizio a spiegare il passato e il futuro del paese in un'assemblea pubblica
martedì 14 febbraio 2017 - Ore 11:22
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Con una lettera aperta al commissario prefettizio del Comune di Offagna, Michelangelo Tumini, coordinatore di Sel Mchelangelo Tumini chiede spiegazioni sul passato e sul futuro di Offagna, allineandosi alla Cna (leggi l’articolo) e alla Cisl (leggi l’articolo) sull’ipotesi di fusione con altri Comuni. “La Politica è fatta di scelte, più che di propaganda fatta nei modi e nelle forme più o meno azzeccate e civili. – esordisce la lettera di Tumini – Infatti le scelte incidono sì sul breve termine, ma il vero effetto lo si constata sul lungo periodo tanto che, in questi ultimi mesi, Offagna ne sta raccogliendo gli effetti e, visti i tagli che il commissario prefettizio è stato costretto ad effettuare in modo obbligato, ne siamo tutti preoccupati”.

Michelangelo Tumini

La situazione economico-finanziaria di Offagna verrà illustrata in un’assemblea pubblica dal commissario Basilicata. “Come coordinatore politico del Circolo Sel di Osimo, Offagna, Castelfidardo, Loreto – aggiunge Tumini- non avendo avuto rappresentanti in Consiglio comunale nelle ultime due legislature, molte delle notizie le abbiamo apprese attraverso i vari canali mediatici, riportati spesso in modo frammentario per cui non è possibile esprimere giudizi appropriati”. Di qui l’invito al commissario a rivolgersi direttamente ai cittadini per illustrare in quale sabbie mobili è finito il borgo medievale.

Il Comune di Offagna

“Avere un’informazione dettagliata ed articolata sui capitoli di bilancio che hanno prodotto la violazione del patto – scrive Tumini- consentirà a tutti i cittadini di farsi un’opinione appropriata delle motivazioni che indussero la Giunta dell’epoca fare tali scelte e del perché Il sindaco ed i suoi componenti non ritennero opportuno informare tutta la cittadinanza, tenuto conto che l’obbligo del non sforamento avrebbe dovuto essere più che noto a chi è chiamato ad amministrare un Comune. Rispetto al tema di percorrere la via della fusione per superare le difficoltà prodotte dalle diverse sentenze già note e quelle in corso di perfezionamento, riteniamo da tempo che fosse utile e necessario gestire insieme servizi e strutture, tanto più non vediamo alternative oggi a dover sollecitare un referendum attraverso il quale tutti i cittadini si possano esprimere tanto sul tema che con quale Comune possa esserci più assonanza e sia più facile instaurare un rapporto che lasci agli Offagnesi di non essere considerati il parente povero e bisognoso che tende la mano, ma di essere un soggetto che porta valore aggiunto per le cose eccellenti che sono state fatte ad Offagna negli ultimi trentanni e non solo”.

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