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La perseguita con messaggi di amore
e minacce, arrestato per stalking

ANCONA - Si era invaghito della donna quattro anni fa, da tempo la stava tempestando di telefonate, fino ad insinuare che avrebbe messo in pericolo l'incolumità del figlio minorenne avuto dall'ex marito. Incubo finito domenica con l'arresto del 60enne da parte dei carabinieri. Il maniaco è stato fermato alla cabina del telefono di Torrette, dopo l'ennesima chiamata minatoria
martedì 14 febbraio 2017 - Ore 18:44
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Il 60enne anconetano fotograto dai carabinieri poco prima dell’arresto

 

Viveva nella paura, fino a quando non ha trovato la forza di denunciare il suo stalker ai carabinieri. Da tempo la donna era diventato l’oggetto della passione malata di un anconetano, prossimo ai 60 anni. I due si erano conosciuti quattro anni fa e lei era diventata un pensiero fisso per l’uomo, che si era spinto a cercare con ogni mezzo di allacciare una relazione, fino a tempestare la donna con telefonate e messaggi. Terrorizzata dall’insistenza dell’anconetano, la donna è stata costretta a cambiare radicalmente il suo stile di vita e le sue abitudini. L’uomo le inviava continuamente messaggi d’amore, intervallati da telefonate anonime. Prima via chat, poi l’uomo ha iniziato ad usare cabine telefoniche sparse per la città, per sentirsi più sicuro del proprio anonimato e potersi spingere sempre più in là con i propri messaggi, fino a diventare sempre più esplicito con le minacce rivolte alla donna, ma anche al figlio minorenne avuto dall’ex marito ed a chiunque altro uomo si sarebbe avvicinato a lei. Un vero incubo, fino a quando la donna non ha trovato il coraggio di denunciare tutto ai carabinieri. A questo punto è scattato il piano del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ancona. I carabinieri hanno prima monitorato la vittima, poi hanno predisposto il pedinamento dello stalker, utilizzando un localizzatore gps. Domenica mattina, l’uomo è stato seguito a distanza dai militari in borghese, già dall’uscita di casa propria, in provincia di Ancona, dove vive con la convivente e suo figlio. Dopo diverse faccende personali, l’uomo si è avvicinato alla cabina telefonica del centro commerciale di Torrette tra via Conca e via Tenna, sicuro di non essere visto né seguito, per fare l’ennesima chiamata minatoria. Ennesima, ma ultima della lunga serie. Questa volta infatti gli uomini dell’arma hanno fotografato l’intera scena, compresi i numeri digitati sulla tastiera telefonica. A questo punto, i carabinieri hanno contattato la donna, per avere la conferma di aver ricevuto ancora un messaggio minatorio e quindi sono entrati in azione, facendo scattare le manette ai polsi dell’uomo. Incredulo per l’arresto, l’uomo era convinto che la sua vittima non avrebbe mai denunciato nulla ed era certo che le accortezze prese lo avrebbero messo al riparo dai sospetti. Aveva già pronto anche l’alibi: i parenti lo stavano aspettando per il pranzo della domenica poco distante e quindi avrebbe negato di aver mai molestato la donna. Ora è agli arresti domiciliari, convalidati stamattina dal gip, e dovrà portare anche il braccialetto elettronico.

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