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Caos Croce rossa, Cgil:
“C’è già un precario licenziato
Asur chiarisca posizione autisti “

ANCONA - Il sindacato torna sulla questione che dal 1 gennaio ha visto passare gli ex Cri in seno all'area vasta 2 per i soccorsi 118. Un dipendente già Asur non si è visto rinnovare il contratto che scade il 28 febbraio. Chiesto un tavolo in Regione per definire le mansioni dei nuovi arrivati
domenica 19 febbraio 2017 - Ore 19:06
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Foto d’archivio

Ex autisti soccorritori della Croce rossa passati nell’organico dell’Asur, la Cgil denuncia un primo licenziamento tra i precari a tempo determinato e chiede alla direzione di chiare le mansioni dei nuovi arrivati. «Si sta violando la normativa vigente – scrivono in una nota la Fp Cgil Ancona comparto sanità e dell’area vasta 2 – dal 1 gennaio 24 lavoratori dalla Croce rossa sono passati al servizio sanitario regionale, all’area vasta 2. Nessun accordo è però intervenuto in Regione a regolarne modalità e metodo». Chiarezza era stata chiesta, settimane fa, anche dal Coes, l’associazione che riunisce gli autisti soccorritori già dipendenti Asur (leggi l’articolo) che aveva sollevato il problema dei precari Asur con contratti in scadenza e la stessa Cgil era intervenuta per chiedere spiegazioni a tutela dei posti di lavoro (leggi l’articolo).

«Rsu e sindacati hanno chiesto alla direzione di svolgere un tavolo di confronto per affrontare la questione della collocazione degli ex Croce rossa – prosegue la Cgil – c’è stata solamente una lettera del direttore generale dell’Asur, attraverso la quale si è potuto apprendere l’inquadramento giuridico e professionale spettante di tali lavoratori, nel passaggio da un ente pubblico non economico quale la Cri ad un ente pubblico come l’area vasta 2, applicando le tabelle di equiparazione dello Stato. Ebbene, solamente 2 su 24 lavoratori possono essere equiparati giuridicamente e professionalmente agli autisti di ambulanza dell’area vasta 2, mentre per i restanti 22 lavoratori c’è solamente la possibilità di essere inquadrati nel profilo professionale di ausiliari specializzati nei servizi tecnico-economali». Il sindacato sottolinea come è inspiegabile come la direzione dell’area vasta 2 ancora non provveda a far firmare i relativi contratti di lavoro ai 24 lavoratori, esponendo gli stessi ed il servizio pubblico a tutti i pericoli connessi al fatto che, se i lavoratori non firmano i contratti, il rapporto di lavoro non perfezionato è nullo. «Nel frattempo – aggiunge la Cgil – siccome i 24 lavoratori da qualche parte dell’area vasta 2 stanno già lavorando (dove?) e percependo lo stipendio (rispetto a quale inquadramento giuridico ?), si pone il problema della responsabilità legale verso le persone (utenti e gli altri lavoratori regolarmente contrattualizzati) in relazione alle mansioni che stanno svolgendo. Grave ci appare pertanto la posizione della direzione dell’area vasta 2, che sollecitata in proposito, non ha ancora provveduto a chiudere la questione nelle forme previste dalla legge, né ha prodotto alcuna determinazione ufficiale relativa all’acquisizione di tali lavoratori».

« Infatti, non accettando di svolgere un dedicato tavolo negoziale sulla politica occupazionale – continua il sindacato – e sulla consistenza e variazione della dotazione organica, la direzione dell’area vasta 2 ha violato il protocollo d’intesa del 17 febbraio 2014 nel primo caso e quello del 17 ottobre 2011 nel secondo caso, configurando così, a nostro avviso, condotta antisindacale. Per quanto al momento riscontrato, siccome la direzione ha provveduto comunque a collocare i 24 lavoratori in maniera non conforme, cioè non trasparente, ossia senza produrre la obbligatoria e completa informativa sindacale, e senza tener conto dei vincoli giuridici imposti dallo Stato, si ritiene che le assegnazioni dei medesimi possano interferire con il personale precario, autisti di ambulanza, in servizio nella stessa area vasta 2, che potrebbero non venire riconfermati. Sono ben 15 i precari su un totale di 80 autisti di ambulanza». Di questi precari, un lavoratore in scadenza di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato proprio nell’ultimo giorno di questo mese, il 28 febbraio, non è stato confermato. «Per effetto del decreto-legge “milleproroghe” tale lavoratore dovrebbe essere destinatario della proroga – dice la Cgil – e invece la direzione dell’area vasta 2 ha deciso di mandarlo a casa. Rimane ora da domandarsi, il lavoratore torna a casa perché non si vuole applicare il decreto-legge “milleproroghe”, oppure a causa della irregolare collocazione, se c’è stata, del personale ex Cri come autisti di ambulanza? Dinnanzi a fatti come questi, estremamente gravi, compromettenti in quanto in atto dal 1 gennaio e che stanno continuando come se niente fosse, considerato che allo stato attuale la direzione non affronta il problema come dovrebbe lasciando ipotizzare solamente un inizio di discussione che non si sa dove potrebbe andare a parare, assumeremo le nostre decisioni per le pesanti infrazioni alla normativa vigente, e, in generale, per la tutela dei cittadini utenti».

(Mar. Ve.)

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