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Centri estivi, M5S denuncia:
“Il Comune paga di più
e svantaggia chi ha bisogno”

ANCONA – Chiesta dalle opposizioni una commissione ad hoc sulle tariffe e sulla gestione del servizio. “Già nel 2016 molti posti sono rimasti vacanti” attaccano le consigliere Gambacorta e Diomedi. Sotto accusa il sistema di esenzioni che non agevola i bassi redditi
domenica 19 febbraio 2017 - Ore 15:39
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Un momento di gioco al centro estivo gestito dalla soceità cooperativa Hort

 

Le minoranza hanno chiesto la convocazione della commissione consiliare servizi scolastici per approfondire la gestione dei centri estivi comunali. “Per fare un bilancio, per sapere se e quali siano le criticità ravvisate e  per comprendere  il grado di soddisfazione delle famiglie che ne usufruiscono. Abbiamo appreso che non è in uso la pratica di somministrare questionari di gradimento, quindi non c’è da stupirsi se non si è mai ricevuto nessun tipo di lamentela” scrivono le consigliere del gruppo M5S Daniela Diomedi e Maria Ausilia Gambacorta. “L’assessore stesso ha  affermato che  nel 2016 molti posti sono rimasti vacanti. Quali sono le cause? La crisi che ha reso disoccupati tanti genitori ?Forse, ma perché ci sono tanti centri estivi privati  pieni  che a volte costano anche meno di quelli comunali ?” si chiedono le consigliere, che passano poi ad analizzare il sistema delle tariffe. “Per usufruire del  centro estivo comunale è necessario esibire l’Isee, in virtù del quale si  accede ad una delle due sole fasce di pagamento stabilite dal Comune – aggiungono -. Sopra a 5mila euro di Isee  la tariffa a carico della famiglia, senza il servizio mensa, è di 200 euro.  Il Comune integra di 100 euro la quota individuale mensile. Ciò significa che i circa 28 giorni di partecipazione ai centri estivi  costano complessivamente 300 euro (200+100). Sotto i 5mila euro di Isee la tariffa a carico della famiglia, è di 80 euro. Il Comune integra di 170 euro. Ciò significa che in questo caso i circa 28 giorni di partecipazione ai centri estivi  costano complessivamente 250 euro (80 + 170) e la ditta incasserà 250 euro mensili. E’ chiaro quindi – continuano le consigliere – che chi gestirà per conto del Comune il Centro estivo incasserà per ogni bambino iscritto, 300 euro oppure 250, a parità di servizio in base all’Isee del partecipante. E’ legittimo pensare che  il gestore del centro estivo (che non è un ente benefico ma un privato)  potrebbe essere portato a prediligere  l’accesso al centro dei bambini della fascia Isee da euro 200, ovvero la più alta e poi,  solo in caso di posti ancora liberi, ad accettare le domande di coloro che hanno accesso alla tariffa più bassa”. “Il Comune  con questo meccanismo spende di più  ma  rischia di svantaggiare chi si trova in una situazione di bisogno” è la conclusione a cui arrivano Gambacorta e Diomedi, chiedendo di ampliare più equamente le fasce Isee e riportare la selezione delle domande in capo al Comune invece di lasciare la graduatoria in mano ai privati.

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