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Fusione Inrca-Osimo: passa l’odg
con il no delle minoranze,
la maggioranza perde L’Altra Osimo

OSIMO - Alla seduta hanno partecipato i massimi dirigenti della sanità regionale, dell'Area Vasta 2 e dell'Inrca. Tra il pubblico sindacalisti e personale del Ss. Benvenuto e Rocco. Il colpo di scena politico prima del voto finale: Fabio Pasquinelli e Carlo Catena hanno dichiarato al microfono di lasciare la coalizione di governo dopo "L'ennesimo selfie scattato sulle macerie" (VIDEO)
mercoledì 1 Marzo 2017 - Ore 18:56
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Fusione Inrca-Osimo e crisi di maggioranza: la parola al sindaco Pugnaloni

Il sindaco Simone Pugnaloni (da sinistra) con il dg dell’area vasta 2 Maurizio Bevilacqua, il dg dell’Asur Marche, Alessandro Marini, Nadia Storti direttore sanitario dell’Asur e il dg dell’Inrca Gianni Genga

 

Il pubblico presente, tra loro molti operatori degli ospedali e sindacalisti della Cgil e della Cisl

 

di Maria Paola Cancellieri

(Foto Giusy Marinelli)

Pubblico delle grandi occasioni per assistere al consiglio comunale di Osimo che ha cercato di fa luce sul progetto di fusione giuridica tra l’’ospedale di Osimo e l’Inrca della Montagnola di Ancona. Nella Sala Gialla è iniziata alle 18.30 di oggi  la seduta consiliare che ha ospitato il direttore generale dell’Asur Alessandro Marini, Maurizio Bevilacqua dell’area vasta 2, il direttore dell’Inrca Gianni Genga e il direttore sanitario dell’Asur Nadia Storti. L’assise era chiamata a votare un ordine del giorno a salvaguardia dei servizi del Ss.Benvenuto e Rocco (leggi l’articolo).

Il sindaco Simone Pugnaloni

LA MAGGIORANZA PERDE PEZZI –  Dopo una seduta fiume il documento è stato approvato solo con i 13 voti del Pd e di Energia Nuova. Tra i 5 no espressi della minoranza (M5S e Gruppo misto) si è annoverato anche il voto dei 2 consiglieri de L’Altra Osimo con la Sinistra. Fabio Pasquinelli e Carlo Catena, che hanno partecipato alla seduta  ma  alle 21.30 di stasera, prima di esprimere il proprio dissenso sull’odg, hanno formalizzato l’uscita dalla coalizione di governo, in pieno contrasto con le politiche sanitarie dell’amministrazione Pugnaloni. Gesto che era nell’aria da giorni (leggi l’articolo). “Suono le campane a morto per l’ospedale di rete, per l’amministrazione regionale di Ceriscioli che vogliamo mandare a casa, per la politica fallimentare dell’Asur e per l’amministrazione di Osimo che si piega davanti a queste posizioni – ha scandito Pasquinelli al microfono -Noi voteremo contro questo ordine del giorno perchè è l’ennesimo imbarazzante selfie che questa amministrazione comunale si scatta sopra le macerie. Noi non accettiamo di condividere la responsabilità con questa amministrazione e sull’esito di questa vicenda noi esprimiamo un no netto all’amministrazione di Osimo, al suo programma. Usciamo da questa maggioranza e formalizzeremo la nostra fuoriuscita dopo il passaggio formale di dimissioni dagli incarichi di presidenza delle commissione dove siamo stati nominati. La nostra collaborazione con questa amministrazione si chiude qui”. Per il sindaco Pugnaloni  si complica lo scenario. Resta in consiglio comunale con 12 consiglieri comunali (13 con lui) e nessuno potrà permettersi di andare in vacanza in vista di convocazioni consiliari perchè per avere la maggioranza dei voti servono 13 mani alzate su 24.

ASSENTI LE LISTE CIVICHE –  Sono invece rimasti vuoti i banchi di minoranza dei 7 consiglieri della liste civiche che hanno deciso di non partecipare alla seduta consiliare perché “ritengono che l’unico punto in discussione sia solo il tentativo di ricompattare la maggioranza, rassicurando con le chiacchiere, i consiglieri dell’Altra Sinistra sulle sorti dell’ospedale di Osimo – scrivono in comunicato stampa diramata un’ora e mezza fa- In realtà è solo un atto con il quale la maggioranza, abusando della pazienza dei nostri. concittadini, si sottomette alle condizioni imposte dal governo regionale circa le sorti del nosocomio osimano e che non mira in alcun modo ad ottenere garanzie reali per la sua salvaguardia”. I movimenti latiniani ritengono singolare che dopo l’ultimo consiglio comunale saltato per l’assenza di numero legale (leggi l’articolo) “ e le lunghe polemiche alimentate dalla maggioranza circa la convocazione di consigli comunali con uno o più ordini del giorno presentati dalle Liste civiche, in quanto finanziariamente insostenibile per le casse comunali, oggi sia stato convocato un consiglio comunale con il solo ordine del giorno suddetto. Due pesi e due misure”. La replica del sindaco non si è fatta attendere in aula. “Dispiace – ha detto Simone Pugnaloni – Si parla di sanita’ osimana e mancano le liste civiche. Quando ero all’opposizione delle liste civiche ho votato all’unanimità’ tutti i documenti in difesa della sanita’ osimana predisposto da chi governava la citta’ in quei anni. Affronto la politica con grande senso di responsabilità e quando c’e’ da difendere osimo e gli osimani non manco di esserci senza guardare all’appartenenza politica. Altri oggi con la loro assenza rafforzano il loro pensiero di sostegno alla sanita’ privata da loro stessi definito Ospedale della provvidenza”.

OSIMO CONTRIBUIRA’ AL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL PRONTO SOCCORSO – Due le novità annunciate in apertura di seduta. Il sindaco Pugnaloni ha fatto sapere che il Comune di Osimo potrà contribuire finanziariamente al progetto il riqualificazione del pronto soccorso (sta per essere approvato il progetto esecutivo) grazie agli introiti della vendita di una casa colonica con terreno di proprietà ex Usl che si trova in via San Giovanni. Introiti a destinazione sanitaria attesi per circa 250.000- 300.000 che saranno investiti per la realizzazione dell’ascensore di collegamento tra i locali del pronto soccorso e le stanze della terza corsia di Chirurgia, da rimodulare in letti per l’osservazione breve. Il dg Alessandro Marini ha invece comunicato la data di apertura del tavolo tecnico con le organizzazione sindacali, fissata per il prossimo 13 marzo. (leggi l’articolo)

IL DG DELL’AUSUR MARINI: “IL PROTOCOLLO INRCA-OSIMO E’ COME IL TRATTATO DI OSIMO” –Attraverso un excursus storico, il dg Marini ha spiegato le prospettive aperte dal decreto 70/2015 che ha ridefinito gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. “La riorganizzazione delle rete ospedaliera della regione è dettata da questa normativa nazionale che da’ una nuova classificazione degli ospedali. Un ospedale di base deve avere solo i reparti di Medicina, Chirurgia e Ortopedia. Ben diverso è un’ospedale di primo livello che si colloca, secondo il decreto, in un bacino di utenza di 80.000 abitanti. L’unico che in questo momento ha questa dimensione nelle Marche è l’ospedale di Fermo. L’Area vasta 2 si è data una forma organizzativa che è quella del presidio unico che integra i 4 ospedali di Jesi, Senigallia, Fabriano e Osimo per rispettare tutti i requisiti di legge distribuendo i servizi su più stabilimenti. Questo è l’attuale assetto organizzativo. Ora il lavoro è quello di dare una prospettiva alle nostre strutture ospedaliere secondo le nuove dinamiche”. Marini ha ricordato la riconversione dei 13 ospedali di comunità tra i 26 nosocomi esistenti nelle Marche “e il loro importantissimo ruolo di presidi strategici”.

Carlo Catena

Il percorso di integrazione Osimo – Inrca si inserisce in un quadro regionale attuale dove sono presenti 4 soggetti: 2 aziende ospedaliere, l’Asur Marche e l’istituto di ricerca. “Comprendo che i cambiamenti quasi sempre sconvolgono, ma questo percorso di riorganizzazione assicura una prospettiva non solo agli operatori ma all’utenza– ha aggiunto Marini- perché non potrà esserci più un ospedale di rete per provincia. In questa dinamica il protocollo di Osimo richiama un po’ il famoso trattato di Osimo che ha sancito i confini della nostra penisola. Questo protocollo Inrca-Osimo traccia una linea fondamentale verso un percorso di salvaguardia e tutela. Se dobbiamo gestire un presidio unico di area vasta è chiaro che Osimo sarà uno dei 4 ospedali e che risentirà delle esigenze degli altri 3. E questo è un limite per certi versi. Nella fusione con l’Inrca invece troverebbe dei vantaggi, è quindi un’opportunità di tipo tecnico. La sperimentazione Osimo-Inrca terminerà a settembre 2017. Per quella data – ha puntualizzato il dg dell’Asur- dovremo avere una valutazione puntuale di questo percorso. Dobbiamo capire se gli obiettivi sono stati centrati o se dovremo apportare correttivi. Ma da settembre in poi dovremo capire cosa fare, dentro quale contenitore inserire il tutto”. La programmazione dovrà insomma calarsi nelle disposizioni della nuova normativa e poi si dovrà passare alla valutazione degli aspetti pratici, dai contratti, all’impiego delle professionalità. “E’ per questo che abbiamo aperto un confronto sui possibili scenari anche alle relazioni sindacali – ha concluso Alessandro Marini – Il 13 marzo ci rincontreremo e abbiamo chiesto alle sigle sindacali di sviluppare dei tavoli tematici. La finalità ultima, prima ancora che sia  fisicamente pronto il nuovo stabilimento dell’Aspio, è quello di avere già pronto il contenuto. Non aspettiamo che sia costruita la casa, è nell’interesse di tutti”.

L’assessore alla sanità, Daniele Bernardini

IL DG DELL’INRCA GENGA: “CHI LAVORA ALL’INRCA HA GLI STESSI CONTRATTI DEI DIPENDENTI PUBBLICI”– Il dg dell’Inrca ha ricapitolato le varie tappe che hanno punteggiato il percorso di osmosi dei servizi tra il presidio della Montagnola e l’ospedale di via Leopardi, dal 2015, dopo la firma del protocollo d’intesa, ad oggi. “Oggi sono stati attivati al Ss. Benvenuto e Rocco diversi ambulatori Inrca, dal Piede Diabetico, Cardiologia, Dermatologia, la Radiologia Inrca inoltre eseguirà risonanze magnetiche per i degenti di Osimo e per l’Urologia vorremmo spostare ad Osimo il centro regionale della terapia focale del tumore della prostata. Osimo invece porterà i servizi di Gastroenterologia e Pneumologia all’Inrca”. Ha inoltre garantito che sono state confermate Senologia e Oftalmologia in convenzioni con Torrette, e per il futuro si pensa alla gestione in tandem delle equipe degli ambulatori di Analgesia per Inrca, “L’Inrca è un’azienda pubblica – ha aggiunto- e il nuovo Inrca-Osimo non sarà un soggetto scientifico in ambito geriatrico ma un ospedale che ricomprenderà anche le funzioni della ricerca”. E ricordando l’esperienza di Marche Nord che ha suggellato la fusione tra gli organici dell’ospedale di Pesaro e quelli di Fano, ha tenuto a precisare inoltre che i dipendenti “che lavorano all’Inrca hanno gli stessi contratti dei dipendenti pubblici. Quindi non ci saranno problemi per il personale dell’ospedale di Osimo. Saranno salvaguardati il comparto ed i medici”.

Fabio Pasquinelli

IL DIBATTITO CONSILIARE: SCETTICHE LE MINORANZE, CONVINTA LA MAGGIORANZA –Gli ospiti non hanno convinto l’opposizione sulla bontà del progetto, non riuscendo a fugare i dubbi sul possibile smantellamento dell’ospedale di Osimo in un futuro neanche troppo lontano. La capogruppo del Gruppo Misto Maria Grazia Mariani e i due consiglieri del M5S, Sara Andreoli e David Monticelli, sono stati molto critici sulla scelta dell’amministrazione comunale di non concertare anche con le minoranze il documento in discussione, “senza contenuti nuovi che semmai ratificano quanto già deciso dal sindaco e dal governatore Ceriscioli con la firma del protocollo d’intesa di maggio 2016” ha evidenziato la Mariani. Monticelli e Andreoli hanno invece rimarcato lo scollamento che esiste tra le strategie di pianificazione sanitaria dell’Asur e dei vertici politici regionali, rispetto alle esigenze degli operatori che lavorano negli stabilimenti ospedalieri e soprattutto all’utenza. I cittadini fruiscono di servizi sempre più depauperati e per superare le liste d’attesa sono costretti a optare per le prestazioni offerte dalla sanità privata o dall’attività intra moenia dei medici della sanità pubblica. Assertivi invece il capogruppo Pd, Giorgio Campanari, ed i colleghi democrat Matteo Canapa e Diego Gallina Fiorini che sostengono la riforma e credono che apporterà benefici alla popolazione. “Sono molto contento di quello che ho sentito perché sono state smontate alcune bufale della politica dell’allarmismo: l’ospedale non chiude, l’ospedale non viene smontato pezzo per pezzo” ha detto Campanari. Anche la presidente del consiglio Paola Andreoni, nella dichiarazione di voto ha voluto chiarire l’impegno suo e del suo gruppo, speso negli anni per salvare l’ospedale e quindi il sostegno all’ultimo documento. “Certo, ogni volta che chiude un reparto va via un pezzo di cuore ma la storia è partita da lontano – ha detto- Abbiamo avuto tantissimi incontri per capire che cosa poteva rimanere con la fusione Inrca-Osimo. Con la chiusura della Maternità abbiamo perso una battaglia ma ci siamo stati e continuiamo ad esserci. Io voto convintamente questo documento perché il percorso iniziato 10 anni fa possa continuare”. “Noi cerchiamo di fare un percorso che sia vero e non diciamo solo no, solo per motivi politici come il M5S o L’Altra Osimo” ha chiuso il sindaco Pugnaloni garantendo che “Il nuovo ospedale sarà per tutti, anziani e giovani”.

(servizio aggiornato alle 22.45)

 

 

 

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