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Universitari in aumento,
Longhi: “Nella loro ricerca
le Marche del futuro”

CERIMONIA - Iscrizioni in aumento all'Univpm (+7%), alla inaugurazione dell'anno accademico il rettore indica il nuovo modello di sviluppo della regione. Ospite d'onore la docente e senatrice a vita Elena Cattaneo: "Ai giovani dico: è bello lavorare per il proprio Paese"
giovedì 2 marzo 2017 - Ore 18:55
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La senatrice e docente universitaria Elena Cattaneo all’inaugurazione dell’anno accademico della Politecnica delle Marche

 

La relazione del rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi

 

di Agnese Carnevali

(foto di Giusy Marinelli)

Il nuovo modello di sviluppo delle Marche è la ricerca scientifica. Le basi già ci sono. Le Marche sono al secondo posto in Italia tra le regioni con il più alto numero di start up innovative, la maggior parte operante nel manifatturiero. Ad affermarlo è il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, all’inaugurazione dell’anno accademico, questa mattina (2 marzo) all’aula magna di ateneo a Monte Dago, ad Ancona. «Il manifatturiero ad alto valore aggiunto – riprende – è la chiave utilizzata dall’Europa e dalla Germania per uscire dalla crisi. L’automazione e l’intelligenza artificiale porteranno a modelli di produzione diversi e più ecosostenibili, modelli spesso indicati con l’industria 4.0». Nessun timore per la perdita di forza lavoro data dalla spinta high tech, assicura il rettore «potrebbero diminuire gli addetti ai processi produttivi, ma si creeranno nuove figure professionali o nuove organizzazioni del lavoro. Aspetti che potranno trovare nella ricerca la giusta collocazione e valorizzazione nell’individuazione di soluzioni di innovazione sociale che portino ad una più equa distribuzione dei redditi». Perché la ricerca altro non deve essere che lo strumento per migliorare la vita ed il benessere dei cittadini. Dichiarazioni che per il rettore Longhi si traduco nel quotidiano della Politecnica nel suo costante avvicinarsi ed intersecarsi dell’università con la società. Non a caso la scelta di portare le lauree in piazza ad Ancona, esperimento dello scorso anno che verrà ripetuto quest’anno. O la costituzione del Contamination Lab, «il laboratorio di idee per aiutare i nostri giovani ad intraprendere una propria attività e creare lavoro per sé e per gli altri, un laboratorio che facilita una forte interazione con i settori produttivi ed economici».

Eppure la ricerca, chiave per il cambiamento ed il progresso sociale ed economico, continua ad essere assente dai tavoli di discussione politica in termini di investimenti, osteggiata, in alcuni casi, nei suoi ambiti di applicazione. È l’analisi di un’osservatrice privilegiata, docente e luminare della ricerca  nell’ambito delle cellule staminali e delle malattie neurovegetative, nonché senatrice a vita, Elena Cattaneo, ospite d’onore alla cerimonia di Monte Dago. «La ricerca è una meteora tra i temi di discussione politica. Credo non se ne discuta seriamente da 50 anni. In 4 anni al Senato mi sono resa conto – dichiara – di quante cose importanti si possono fare per questo Paese e quante opportunità perse. In questo quadro, sto interpretando il mio ruolo come sollecitazione in alcuni ambiti e come ponte tra scienza e politica. Oggi – aggiunge ancora – colgo questa occasione fantastica per lanciare un messagio ottimista e realista a voi colleghi e futuri colleghi: è bello lavorare per il proprio Paese. È una strada faticosa, ma non c’è spazio per la rassegnazione. Occorre rivendicare il proprio ruolo di studioso, una responsabilità di cui dovete farvi carico anche voi giovani, come dovete rivendicare la vostra libertà di conoscere».

La volontà di ampliare sempre più i limiti del sapere, ciò che ha guidato nella sua attività Cattaneo che parla dei progressi raggiunti nello studio della cura per il Parkinson grazie alla sostituzione con cellule staminali embrionali di quelle distrutte dal Parkinson. «Dopo vent’anni siamo riusciti ad insegnare alle cellule a fare quello che vogliamo noi, fuori dal corpo umano – spiega -. Si è riusciti ad indurre un recupero comportamentale nell’animale trattato con queste cellule, questo potrebbe significare ricostruire nell’uomo i circuiti nervosi danneggiati dalla malattia, nonostante restino altissimi gli impedimenti della legge all’applicazione di queste scoperte».

Ad intervenire alla cerimonia, Leonardo Archini, presidente del Consiglio studentesco, che ha posto l’accento sulla recente riforma di diritto allo studio, contestata dagli studenti «i 9 milioni in tre anni stanziati nelle Marche saranno appena sufficienti a garantire le borse di studio». E poi la richiesta di maggiori servizi. Dal trasporto pubblico «inefficiente ad Ancona», all’assistenza sanitaria per gli studenti fuori sede.

L’intervento di Leonardo Archini presidente del Consiglio studentesco

La prolusione è stata affidata quest’anno a Bruno Mezzetti, docente di Arboricoltura generale e Coltivazioni arboree, dal titolo: “La mela stregata. Scienza ed esoterismo nell’agricoltura del XXI secolo”. Un excursus storico dall’origine alla contemporaneità dell’agricoltura, come si è voluta per diventare un contributo alla salute del consumatore, affrontando i temi di attualità e discussione, il ricorso alla chimica ed alle biotecnologie, l’importanza della comunicazione anche in questo settore.

Per l’anno accademico 2016/2017 l’Università Politecnica delle Marche ha raggiunto 4300 immatricolati, con una percentuale di crescita del 7% sulle lauree magistrali anche a fronte di una riduzione dei posti nazionali disponibili per i corsi di laurea della facoltà di Medicina e Chirurgia. Crescono del 69% gli iscritti a Biologia Marina, così come in Rischio Ambientale e Protezione Civile, del 23% quelli in Scienze Economiche e Finanziarie, del 19% quelli in Ingegneria Informatica e dell’Automazione, dell’11% ad Ingegneria Biomedica, così come in Scienze e Tecnologie Agrarie, + 9% a Ingegneria Meccanica.

La proluzione di Bruno Mezzetti, docente di Arboricoltura generale e Coltivazioni arboree

 

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