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Immigrazione clandestina:
smantellata banda,
uno dei capi preso ad Ancona

OPERAZIONE – Falsificavano i documenti e organizzavano i viaggi per gli immigrati. Il marocchino è stato fermato in piazza della Repubblica, forse stava per imbarcarsi per fuggire dall’Italia. E’ accusato di aver fornito i clienti al gruppo criminale
martedì 7 marzo 2017 - Ore 15:39
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Foto d’archivio

 

Fornivano documenti falsi e in alcuni casi accompagnavano gli stranieri fino alla frontiera per farli circolare liberamente in Europa. Per i loro servizi si facevano pagare con tariffe dai 100 ai 400 euro. Un vero e proprio business criminale su cui la polizia stava indagando già da dicembre e che è stato smantellato con 8 fermi cautelari eseguiti tra Sassari, Roma e Ancona nell’ambito dell’operazione “Doppio Cielo”. Per tutti, l’accusa è di favoreggiamento alla immigrazione clandestina. In particolare, nel capoluogo dorico è stato fermato B.A., 29enne marocchino domiciliato a Villasor, in Sardegna, che di recente era arrivato nelle Marche, forse proprio per far perdere le sue tracce ed evitare l’arresto. Il ragazzo si è rifugiato prima a Pesaro, poi è arrivato ad Ancona. Qui è stato rintracciato e fermato in piazza della Repubblica dagli agenti della sezione criminalità straniera della squadra mobile. Gli agenti della mobile lo stavano cercando nelle zone del porto, della stazione e del Piano, alla ricerca di uno straniero appena giunto in città, dietro segnalazione della squadra mobile di Cagliari. B.A., secondo le indagini della polizia, sarebbe uno dei vertici della organizzazione. Il marocchino avrebbe avuto il compito di fare da intermediario e rifornire di clienti la banda dei falsari. Al momento del fermo, non ha risposto alle domande degli agenti e non è stato trovato in possesso di biglietti navali o aerei, ma è probabile che stesse cercando di fuggire. Il marocchino è stato scortato in questura da dove, dopo il fotosegnalamento e la notifica del provvedimento restrittivo, è stato accompagnato al carcere di Montacuto.
Per gli inquirenti, il ragazzo aveva un ruolo da protagonista nell’organizzazione messa in piedi da una coppia residente ad Assemini, in Sardegna. Lui S.N., algerino trentenne, in Italia da oltre 10 anni sposato con una cagliaritana trentacinquenne, ritenuta complice del marito. La banda, con appoggi e complici in tutta Italia, ha sfruttato gli sbarchi diretti di migranti che interessano le coste dell’isola, per avviare l’attività illegale.

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