facebook rss

Conero in finale per
il riconoscimento Unesco

AMBIENTE – Il Parco è in lizza con Aspromonte, Gran Sasso e Castelli romani per la candidatura a geoparco. Solo due di questi saranno accettati nel club che oggi vede iscritte 10 riserve naturali italiane
giovedì 9 marzo 2017 - Ore 13:16
Print Friendly, PDF & Email

Una veduta del parco nella foto di Giusy Marinelli

Il Parco del Conero è nella lista dei 4 candidati allo status di geoparco, il riconoscimento attribuito all’Unesco alle aree naturali che hanno un patrimonio geologico di rilievo nazionale e internazionale per la storia e l’archeologia. Il Conero se la dovrà battere con il parco nazionale Aspromonte, con il parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga e infine con il parco regionale dei Castelli romani. Solo a due di questi sarà riconosciuto il titolo assegnato dall’Unesco. Aniello Aloia, coordinatore del Comitato Nazionale Italiano Unesco Global Geopark, ha convocato i responsabili delle 4 aree protette in questione alla sede della Commissione Nazionale Unesco di Roma per definire i prossimi passaggi della candidatura. “Il Conero – commenta il presidente del parco Gilberto Stacchiotti, a Roma con il responsabile dell’ ufficio cultura Filippo Invernizzi – ha risposto positivamente alla convocazione, partecipando alla riunione capitolina della commissione Unesco e all’incontro con i parchi che chiedono lo stato di avanzamento del dossier per la candidatura a geoparco”. Il Conero può competere grazie ai due siti geologici riconosciuti dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), quello di Massignano e di Monte dei Corvi. “Abbiamo dei punti di forza importanti – spiega Stacchiotti – come, tra gli altri, 2 dei 9 Gssp (Global Stratotype Section and Point) in Italia, uno è identificabile nella cava di Massignano e l’altro a Monte dei Corvi raggiungibile dal mare. Ci sono le carte in regola per diventare geoparco”. Sarebbe la prima riserva naturale di questo tipo per tutta l’area dell’Adriatico, in Italia sono appena 10 le aree protette con un patrimonio geologico comprese nel club tutelato dall’Unesco. L’ unico deficit riscontrato rispetto alle altre candidature è relativo alla territorialità del Conero di 6.000 ettari: “I parchi con cui si va a competere hanno estensioni complesse e dal punto di vista geologico, soprattutto il parco della Laga e il Gran sasso sono sotto attento studio, intensificato nel dopo terremoto. Ma anche se gli ettari di area protetta non sono elevatissimi, ci contraddistingue una storia geologica unica. Siamo avanti anche perché dotati da vent’anni della carta escursionistica geologica e per aver attrezzato di conseguenza i sentieri per le visite. Inoltre, potremmo diventare l’unica area protetta dell’Adriatico ad essere un geoparco”. Ora si lavorerà sulla predisposizione del dossier aiutati dal geologo del parco delle Apuane, che affiancherà il Conero nella stesura della domanda in quanto ha caratteristiche simili in dimensioni al parco marchigiano. Una volta presentato il dossier, il comitato italiano prenderà in considerazione le candidature e l’ Italia ne presenterà due.”Per raggiungere il prestigioso obiettivo –conclude Stacchiotti- serve un grosso sostegno da parte di tutti i soggetti territoriali interessati: dagli Enti agli operatori economici, dalle Università alle associazioni. E’ importante che questo sia davvero il progetto di tutti, espressione cioè di un disegno collettivo dove ancora una volta sarà vincente il gioco di squadra. E naturalmente il parco del Conero c’è”.

(E. Ga.)

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X