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Ingegneri della musica,
al via il corso di specializzazione

ANCONA - Presentato in Regione il programma universitario della Politecnica, nato dalla collaborazione con i conservatori di Pesaro, Fermo e Roma e con la Sapienza per perfezionare la costruzione di strumenti musicali. Le Marche sono la prima regione in Italia per concentrazione di imprese ed addetti nel settore
giovedì 16 marzo 2017 - Ore 16:49
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La presentazione a Palazzo Raffaello, ad Ancona, del corso di specializzazione in “Ingegneria negli strumenti musicali”

 

Marche, distretto manifatturiero degli strumenti musicali. Non solo Castelfidardo, patria della fisarmonica, la regione è prima in Italia per concentrazione di imprese ed addetti del settore. Da qui la necessità di professionisti,  imprenditori e musicisti sempre più esperti nella particolare produzione. È così che, dopo il suo lancio lo scorso anno, prosegue il corso, unico nel suo genere in Italia, in “Ingegneria negli strumenti musicali”, presentato oggi (16 marzo) a Palazzo Raffaello dal rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, dall’assessore al Lavoro, istruzione e formazione Loretta Bravi, dai direttori dei Conservatori di Pesaro e Fermo Ludovico Bramanti e Massimo Mazzoni ed il professore Graziano Cerri. Con il corso di perfezionamento si vuole avviare tra università e aziende del settore una collaborazione tecnico-scientifica che vada anche oltre l’attività formativa e che possa essere ulteriormente approfondita con collaborazioni che si collocano ad un livello più alto di studio ed approfondimento, nell’ottica di stabilire un percorso virtuoso di ricerca e di innovazione.

Quali, nella pratica, gli obiettivi? L’addestramento a metodiche peculiari dell’ingegneria, indirizzate all’apprendimento di tecniche innovative, utilizzabili nelle attività professionali nell’ambito della strumentazione musicale. In particolare il corso si prefigge di: fornire al musicista le basilari conoscenze tecnico/scientifiche dello strumento che suona, formare i costruttori degli strumenti stessi, orientandoli ad utilizzare le più appropriate conoscenze tecnico scientifiche e l’idonea strumentazione per operare efficacemente nello svolgimento della sua professione, supportare il lavoro del restauratore con moderni ausili tecnologici. «Siamo la prima regione per il manifatturiero di qualità nel distretto degli strumenti musicali – ha affermato il rettore Longhi – e, grazie anche a questo corso, abbiamo la forza di fare innovazione in stretto collegamento con le aziende del territorio». L’assessore Bravi ha commentato l’avvio del secondo anno di lezioni sottolineando come «questo progetto riavvicina la mente, la creatività e le mani in modo che la passione possa diventare vera opportunità. A questo si aggiunge la ricerca che rende il Made in Marche un prodotto di qualità».

Il corso è in collaborazione con i Conservatori statali di musica Rossini di Pesaro, Pergolesi di Fermo, Santa Cecilia di Roma e con l’Università La Sapienza di Roma. Il bando per aderire al corso scade il 20 Marzo 2017 mentre le lezioni partiranno il 27 Marzo 2017. Maggiori info: http://univpm.us9.list-manage1.com/track/click?u=d45446e3f4011115500952642&id=a9f0b7ead9&e=a9bc9c0bbf

I NUMERI DELLE MARCHE MUSICALI

All’ultimo Censimento ISTAT dell’Industria e dei Servizi (2011) risultavano nelle Marche 99 imprese attive con 815 addetti. Questi ultimi erano pari al 40% del totale nazionale. La seconda regione per presenza di addetti nel settore risulta la Lombardia con 357 addetti (17,5% del totale). La dimensione media delle imprese del settore è inferiore a quella del manifatturiero a causa dell’assenza di imprese di grandi dimensioni. Al censimento 2011 sola una impresa superava la soglia dei 100 addetti (153). Oltre alla produzione di strumenti musicali in senso stretto, è presente nelle Marche un numero consistente di imprese che svolge attività produttive in ambiti contigui a quello degli strumenti musicali (come gli apparecchi di amplificazione). Al censimento 2011 gli addetti a questo settore risultavano 558, pari al 22,6% del totale nazionale. Le Marche risultavano la seconda regione italiana per quota di addetti, dopo la Lombardia (27,0%) e prima dell’Emilia-Romagna (18,7%).

 

 

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