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Stati generali dell’emittenza privata,
a rischio l’informazione del territorio

ANCONA- Al centro dell'attenzione del tavolo di crisi, convocato dai presidenti di Consiglio regionale e Corecom, Mastrovincenzo e Carnaroli, e dal segretario del Sigim Severini, le difficoltà delle tv locali che coinvolgono giornalisti, tecnici, operatori e collaboratori, con gravi danni alla possibilità dei cittadini di essere informati. Mastronvincenzo: "È necessario attivare nuove sinergie, anche quelle imprenditoriali, per salvaguardare e rivitalizzare il settore"
giovedì 16 Mar 2017 - Ore 17:58
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Il tavolo di crisi dell’emittenza televisiva privata locale al Palazzo delle Marche ad Ancona

 

Crisi dell’emittenza televisiva privata delle Marche, salvaguardare i livelli occupazionali e garantire il pluralismo dell’informazione. Le due priorità emerse dagli Stati generali dell’emittenza locale convocati in modo congiunto oggi pomeriggio (16 marzo) al Palazzo delle Marche, ad Ancona, dal presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, e da quello del Corecom, Cesare Carnaroli, d’intesa con il segretario del Sigim (Sindacato giornalisti marchigiani) Piergiorgio Severini, e che ha visto la parteciapzione di rappresentanti sindacali e di categoria. Il confronto per tentare di trovare soluzioni concrete rispetto alla crisi che sta attraversando l’emittenza televisiva privata delle Marche. A rischio la sopravvivenza di molte delle televisioni del territorio. Al centro dell’attenzione, dunque, le difficoltà che investono alcune emittenti, coinvolgendo diversi giornalisti ed un vasto indotto di tecnici, operatori e collaboratori, il calo degli investimenti, i contributi del 2015 ancora congelati, il problema delle frequenze, le novità normative messe in campo dal decreto sull’editoria.

Il presidente del Consiglio, Mastrovincenzo, che ha anche la delega per le comunicazioni ed i Corecom in seno all’Assemblea dei presidenti dei Consigli regionali, ha evidenziato che «l’obiettivo primario deve essere quello di salvaguardare i livelli occupazionali, ma anche il pluralismo dell’informazione, che in questa regione è stato sempre adeguatamente garantito anche grazie all’emittenza televisiva privata. È necessario attivare nuove sinergie, anche quelle imprenditoriali, per salvaguardare e rivitalizzare questo settore».

Per Carnaroli l’emittenza privata marchigiana «si trova in una situazione drammatica, che va a collocarsi prepotentemente nel quadro della crisi economica più generale che sta investendo il Paese. Fatta qualche eccezione, molte delle nostre televisioni rischiano di non avere la forza per andare avanti. Dobbiamo vigilare affinché questo non avvenga». Il presidente del Corecom si è soffermato anche sul problema dei finanziamenti ministeriali, rilevando i ritardi nell’erogazione dei contributi per l’emittenza. Sono stati evasi nel 2014, mentre per il 2015 esiste soltanto una graduatoria e per il 2016 deve ancora essere emesso il bando.

I presenti, concordi nel ribadire l’importanza di seguire l’evolvere della situazione e di intervenire su diversi fronti, hanno deciso di mantenere attivo il tavolo di crisi.

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