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L’Ancona si aggrappa
alla grinta di De Patre:
“Dovremo sputare sangue”

LEGA PRO – Esordio domani contro il Pordenone per il terzo mister dell’Ancona 1905 dopo Brini e Pagliari. Serve il risultato per schiodarsi dall’ultimo poso in classifica che è una retrocessione diretta nei Dilettanti. “Ho trovato una squadra che vuole reagire” il primo commento del tecnico
sabato 18 marzo 2017 - Ore 20:11
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Gli undici di Gubbio di domenica scorsa

di Giuseppe Giannini

Spirito battagliero, messo in mostra anche da calciatore in biancorosso, e tanta voglia di ritornare in pista. Tiziano De Patre, terzo mister stagionale dei dorici (dopo Brini e Pagliari), crede nell’impresa. La situazione è drammatica. La squadra è ultima e nel 2017 ha incassato un solo punto. La situazione ambientale è incandescente. Ma per il nuovo mister ci sono i margini per tirarsi fuori da questo inferno. Tecnicamente non allena dal 2015, quando è stato alla Samb in Serie D. Ma dal 16 luglio all’8 agosto esonerato a seguito dell’arrivo di Fedeli che lo sostituì con Beoni. Prima era stato a Chieti con cui raggiunse i play off di C2 ma venne eliminato, ironia della sorte, dall’Aquila di Pagliari. Ritorna in Ancona dove in campo ha conquistato una salvezza con Spalletti e poi la Serie A con mister Simoni. “Torno sempre molto volentieri – esordisce in sala stampa – e questa volta ancora di più perché torno per lavorare. Ancona è una piazza importante e sono stato chiamato per dare qualcosa di mio in un momento di difficoltà. Sono convinto che si possa uscire da una situazione che adesso è molto difficile”. Da giocatore è stato un pupillo dell’attuale ct della nazionale Ventura che lo ha portato con se in ogni avventura.

Tiziano De Patre

Era soprannominato Guerriero e anche da mister sembra non aver mutato la propria indole. “Devo prenderla di petto con carattere come sono io – confessa il mister -. La bacchetta magica non c’è l’ha nessuno ma in due giorni si può incidere sulla testa dei ragazzi, ho trovato una squadra che ha reagito subito l’ho trovata vogliosa e si è messa a disposizione. Poi sarà il campo a dare le risposte vere. I giocatori devono far vedere che vogliono la salvezza e che vogliono sputare sangue dal primo all’ultimo minuto, poi è normale che qualche squadra ha più qualità di altre, ma l’importante è l’impegno e la gente lo apprezza”. De Patre, chiamato dopo le dimissioni rassegnate da Pagliari giovedì pomeriggio, sa di non poter fare miracoli ma è determinato ad invertire il trend negativo. Già da domani col Pordenone (fischio d’inizio alle 16,45). Una sfida ad alto coefficiente di difficoltà. Contro una delle migliori squadra del girone per qualità di palleggio e che ha tra le sue fila un bomber come Rachid Arma. “È una squadra attrezzata, tra le miglior del girone per il gioco espresso. Ma anche il Pordenone sicuramente ha qualche difetto. cercheremo di sfruttare le nostre qualità per far venire fuori i loro difetti”. Difficile ipotizzare stravolgimenti tattici. “Non ho un modulo di riferimento, non sono un integralista perché nel calcio di oggi bisogna saper cambiare, anche in corsa – spiega De Patre -. Valutare gli uomini a disposizione, la loro condizione e metterli in campo nel modo giusto, anche in base all’avversario”. Ma al momento oltre alle difficoltà di classifica l’Ancona ha anche gli uomini contati, soprattutto nel reparto arretrato.

I festeggiamenti a Gubbio per il pareggio che ha fatto sperare nell’impresa

Ne avrà per almeno un paio di settimane Vitiello (noie muscolari) che era stato utilizzato nella difesa a tre. Sempre out Kostadinovic, mentre Barilaro rientra ma va in panchina. “Ho seguito molto la squadra, l’ho vista nel girone di andata diverse volte e conosco tutti i calciatori. Una mia idea ce l’ho ma può cambiare anche di domenica in domenica e fino a domani voglio riflettere bene”. Tutto fa pensare che sarà di nuovo 4-3-3. L’acciaccato Cacioli dovrebbe stringere i denti e fare coppia con capitan Ricci. Se invece alzerà bandiera bianca sarà adattato da centrale difensivo Gelonese. Verso la riconferma anche Daffara e Nicolao sulle fasce. In mezzo Agyei e Zampa con Gelonese (se dovesse scalare dietro spazio a Bambozzi). Davanti Bariti e Frediani sulle ali con Del Sante centravanti. Ballottaggio in porta tra Anacoura e Scuffia, che a naso sembra in vantaggio sullo juventino. In panchina si rivede Paolucci che si accomoderà tra gli altri con Momentè e l’ultimo arrivato Cristofari. Il Pordenone di Tedino è tornato a vincere, col SudTirol, ma ha ormai rinunciato alla corsa per la promozione diretta. Out Ingegneri e Provinciali, e dovrebbero partire dalla panchina Berrettoni, Burrai e Tomei, non al meglio. Nel 4-3-1-2 che caratterizza i friulani spicca un centrocampo di altra categoria con l’ex Vicenza Misuraca, Bulevardi e Suciu. Tra i pali dovrebbe essere riconfermato l’ex Marco D’Arsiè. Ma al di là della risposta in campo, necessaria per credere all’impresa di evitare la retrocessione diretta, è attesa la risposta del pubblico. Dopo le tensioni delle ultime settimane e la dura contestazione come reagirà la piazza? “È normale che ci sia del malumore – riconosce De Patre – La squadra è ultima e non possono essere contenti, ma faccio un invito a sostenerci perché è troppo importante restare in Lega Pro. Per la città è fondamentale perché se sprofondi nei dilettanti poi non è mai facile risalire”.

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