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Al lavoro alla Mole
la squadra dei restauratori
sulle opere salvate dal sisma

ANCONA - Nello speciale deposito allestito all'ex Lazzaretto procedono a pieno ritmo gli interventi di recupero degli oltre 750 pezzi d'arte, tra dipinti, manufatti lingei e sculture danneggiati dal sisma. Obiettivo: restituire al più presto i preziosi oggetti ai loro territori di origine ed alla collettività
mercoledì 22 Marzo 2017 - Ore 18:17
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La squadra del laboratorio di pronto intervento e messa insicurezza delle opre d’arte recuperate dai luoghi colpiti dal sisma

 

Restauratori ala lavoro sulle opere d’arte salvate dai territori colpiti dal sisma e custodite nel deposito allestito alla Mole ad Ancona. Circa 750 tra dipinti, arredi lignei, sculture hanno trovato posto nello speciale magazzino nel quale è stato istituito un laboratorio di pronto intervento e di messa in sicurezza delle opere danneggiate. Un deposito temporaneo, che presenta condizioni climatiche ottimali per la conservazione dei pezzi d’arte, sotto la supervisione della responsabile Delpino, che si avvia a diventare un modello per la gestione dei beni culturali mobili sottratti al sisma. Dall’inizio del mese di marzo si stanno alternando nelle attività di consolidamento squadre di giovani restauratori formati presso lo stesso prestigiso Istituto, sotto la guida di tutor e di esperti responsabili del team, Capanna, Scarpitti e Rorro.

LE FASI DEL RESTAURO
Le misure di pronto intervento sono fondamentali per la messa in sicurezza dei beni culturali mobili danneggiati in seguito al sisma. La prima azione, riguarda la collocazione idonea delle opere all’interno del deposito. Una volta posizionate nelle scaffalature, viene verificata la schedatura, che era stata effettuata in occasione del recupero, e viene abbinata l’opera alla scheda di catalogo, ne viene riscontrato lo stato di conservazione, stabilendo il “codice di urgenza” con il quale interventire per stabilizzarne le condizioni. L’obiettivo è intraprendere tutte le attività necessarie per garantirne la conservazione e minimizzare eventuali ulteriori danni per poi resituirli ai leggittimi proprietari (Comuni, Diocesi, privati), al territorio di appartenza e alla collettività.

LA COSTITUZIONE DELL’UNITÀ DI CRISI ED IL RECUPERO DELLE OPERE DAI LUOGHI DEL TERREMOTO

L’Unità di crisi di Coordinamento regionale (Uccr) delle Marche, organo del ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, coordinata dal segretario regionale, Giorgia Muratori, è scattata in seguito al primo evento sismico del 24 Agosto 2016. Le operazioni dell’unità di crisi sono realizzate anche con il supporto della Soprintendenza archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche, guidata da Carlo Birrozzi, e si svolgono in stretta collaborazione con i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, sotto il comando del maggiore Carmelo Grasso. Dallo scorso agosto, dunque, in parallelo con le attività di verifica e di messa in sicurezza degli edifici lesionati dal sisma, si sono intraprese le azioni di recupero dalle macerie e dai luoghi inagibili dei beni culturali. In questi primi sette mesi sono stati prelevati e depositati in luoghi sicuri oltre 7mila opere, composte anche da più frammenti o da molteplici parti. Il 90% delle opere portate in salvo, schedate e imballate dalle squadre composte da tecnici del Mibact e dai Carabinieri del Ntpc, è stata ricoverata in depositi situati nelle province maggiormente colpite dal terremoto, principalmente di proprietà delle diocesi. Il 10% di esse (si tratta di oltre 750 beni mobili) è stato invece ricoverato nei locali individuati all’interno della Mole Vanvitelliana di Ancona, all’interno di spazi appositamente predisposti e in condizioni microclimatiche ottimali. Un deposito temporaneo, sotto la supervisione della responsabile Delpino, che si avvia a diventare un modello per la gestione dei beni culturali mobili sottratti al sisma.

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