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Architette 4.0
Michela e Martina lanciano
il loro studio smart

ANCONA - La gavetta con i grandi nomi della città, poi la scelta della strada autonoma, per un approccio diverso all'architettura e la realizzazione di uno studio integrato, utilizzando anche le potenzialità dei social
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Da sinistra, le due architette dello studio Mimarch, Martina Pasqualini e Michela Falconetti

 

di Agnese Carnevali

Scardinare gli stereotipi che vogliono l’architetto professionista troppo costoso ed eccessivamente stravagante, a volte spocchioso. E creare un’opportunità occupazionale per sé e per altri giovani, anche utilizzando i potenti mezzi del web. Un’alternativa agli studi dei grandi nomi. Nasce così l’avventura di Michela Falconetti di Ancona e Martina Pasqualini di Filottrano, architette poco più che trentenni che, dopo la laurea, l’esame di Stato ed anni di gavetta in un rinomato studio di Ancona, hanno deciso di cambiare rotta. Di scegliere la strada autonoma, fondando il loro Mimarch a Camerano. Una piccola realtà imprenditoriale, per ora, che Michela e Martina sognano di trasformare presto in uno studio integrato, ampliando la loro squadra con ingegneri e geometri.

Cosa vi ha portato a fare questa scelta?

Michela: «La spinta è stata anche la volontà di un cambiamento culturale, di cambiare l’atteggiamento nei confronti degli architetti spesso visti come professionisti troppo costosi ai quali rivolgersi e dalle idee irrealizzabili o dai progetti poco pratici. Vorremmo fare capire che non è sempre così, che è possibile affidarsi ad un architetto spendendo una cifra giusta per il lavoro che fa. Un lavoro che è sempre al servizio del cliente e non per affermare la propria linea estetica».

Martina: «Vorremmo fare capire la professionalità della figura dell’architetto, spesso confusa con quella del geometra o dell’ingegnere, che hanno altre specificità. Quello che è in grado di fare, dal disegno del mobile, alla realizzazione di una casa alla suddivisioni degli interni di appartamenti o negozi. Ci adattiamo alle esigenze del cliente senza perdere una visione professionale».

Porre l’accento sulla figura dell’architetto, allora perché l’obiettivo dello studio integrato?

Martina: «Perché, come dicevo, ogni professionista ha le sue capacità e le sue specificità, tutte utili per offrire al cliente un pacchetto completo. Ogni figura professionale si occupa del suo settore al meglio interagendo e coordinandosi con le altre, come in una squadra».

La caricatura delle architette 4.0 Michela e Martina

Insomma possiamo dire un nuovo approccio alla professione?

Michela: «Esatto. Abbiamo fatto la nostra gavetta, vogliamo fare le architette, ma volevamo dare una nostra impronta a questo lavoro, farci strada da sole e dare forma ad un nostro progetto. Si parla sempre dei giovani che devono essere in grado di crearsi il loro futuro, noi abbiamo voluto provarci, anche per rompere certi schemi e creare una via nuova per l’architettura. Così lo scorso settembre ci siamo decise».

Siete riuscite già a firmare qualche progetto Mimarch?

Martina: «Stiamo lavorando alla ristrutturazione di un bistrò di Filottrano ed abbiamo altri progetti a cui teniamo particolarmente che speriamo di poter chiudere a breve. L’inizio è stato positivo, grazie al passaparola ed anche alle potenzialità delle nuove tecnologie, i social in particolare, che hanno allargato molto la nostra rete di contatti».

Ovvero?

Michela: «Ad esempio Linkedin è stato uno strumento molto utile per metterci in contatto con altri colleghi ed altre figure professionali per completare lo studio integrato. Abbiamo avuto modo così di confrontarci, ricevere consigli ed anche scoprire professionisti altamente specializzati ed innovativi, magari che si trovano a pochi passi noi, ma che non avevamo avuto modo di conoscere prima, ad esempio chi fa mappe topografiche utilizzando un drone. Abbiamo capito che tutto sta nell’iniziare, nel buttarsi, per sviluppare nuovi reti di collegamento e nuove opportunità lavorative per noi e per gli altri».

 

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