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Sms piccanti alla vicina di negozio,
32enne a processo per stalking

BELVEDERE OSTRENSE - Rinviato a giudizio un 32enne, titolare di una attività. Avrebbe perseguitato una 35enne con minacce e inviti a stare con lui. Lei lo ha denunciato. Chiesti 15mila euro di risarcimento danni
mercoledì 26 Aprile 2017 - Ore 20:18
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Foto d’archivio

di Federica Serfilippi

Si era innamorato della sua vicina di negozio. L’amore, però, non sarebbe stato corrisposto. E per questo, lui – un pugliese di 32 anni – avrebbe iniziato a perseguitarla con insulti, minacce e inviti erotici lanciati via sms. «Sei il mio desiderio sessuale», le avrebbe scritto in continuazione, rendendole la vita impossibile. L’incubo di una 35enne residente nel Senigalliese è finito in tribunale. Questa mattina, il presunto molestatore è stato rinviato a giudizio dal gup con l’accusa di stalking. Il processo, dove la vittima sarà parte civile, si aprirà il prossimo 20 settembre. I fatti si sono svolti a Belvedere Ostrense a partire dal luglio 2015. A scatenarli, l’amore folle provato dall’imputato, gestore di un negozio del paese, nei confronti della barista di un locale a pochi passi dalla sua attività commerciale. Lui, secondo quanto riscontrato, avrebbe fatto di tutto per far breccia nel cuore delle ragazza. Ogni tentativo sarebbe stato vano, anche perché lei era felicemente fidanzata. L’ostacolo non ha però impedito al 32enne, attualmente fuori dall’Italia, di rendersi protagonista di ripetuti e quasi quotidiani assalti amorosi verso la vicina. Dopo il corteggiamento, andato male, sarebbero iniziati gli atti persecutori. A partire dall’invio di messaggi pieni di ardore ed erotismo. Negli sms l’imputato si sarebbe vantato delle sue doti sessuali, pregando la barista di lasciare il suo compagno per iniziare una relazione tutta pepe con l’uomo che la desiderava come non aveva mai fatto nessun altro prima di lui. A toni hard avrebbe alternato frasi colme di odio e rancore: «Vedrai, la pagherai cara», «ricordati che il mio obiettivo sei tu e prima o poi ci arrivo». Un giorno, sbattendo la testa contro la vetrata del bar le avrebbe anche urlato: «Io mi ammazzo perché tu non vuoi stare con me». Alcune scene si sarebbero svolte sotto gli occhi degli avventori del locale. Non solo la ragazza non ha ceduto alle avance del suo focoso spasimante, ma l’ha anche denunciato. In un primo momento, il pm aveva chiesto l’archiviazione. Il legale della vittima ha però fatto opposizione, ottenendo poi la richiesta di rinvio a giudizio. Come parte lesa, chiede un risarcimento danni di 15mila euro. L’imputato, difeso dall’avvocato Marco Flavio Torelli, respinge tutte le contestazioni.

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