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Vendita dell’ex cinema Concerto:
il comitato in aula con cartelli di protesta

OSIMO - Stasera Argentina Severini e altri attivisti hanno atteso l'avvio della discussione e poi hanno alzato gli striscioni nella Sala Gialla. Il vice sindaco Pellegrini ha spiegato perchè non verrà siglato alcun accordo di programma con la Regione e perchè il bene sarà venduto direttamente ai francescani senza una gara ad evidenza pubblica
lunedì 26 Giugno 2017 - Ore 21:44
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Argentina Severini (a destra) con gli altri attivisti del comitato che si oppone alla vendita dell’ex cinema

Viene portata in consiglio una delibera fantasma sul Cinema Concerto, di cui si fa fatica a capire il senso, se non quello di ‘pararsi’ da eventuali colpi e contraccolpi. Dopo le osservazioni protocollate dall’Associazione Nuovo Cinema Concerto e dalla consigliera Mariani nel mese di febbraio, a cui non è stata mai data alcuna risposta, evidentemente l’amministrazione si è trovata con le spalle al muro, soprattutto per ciò che concerne il famoso contributo regionale ed il controverso Accordo di Programma”. Si è presentata stasera in consiglio comunale (leggi l’articolo) con cartelli e striscioni insieme ad altri attivisti Argentina Severini, ex consigliera democrat, la pasionaria del comitato che si oppone da anni alla vendita dell’ex cinema concerto e per la sua riapertura (leggi l’articolo).

“Da una frittata mal condita, si passa ora ad un vero pastrocchio amministrativo, infatti oggi la maggioranza, con le buone grazie dell’opposizione a firma Liste Civiche, al grido di ‘evviva l’inciucio, evviva l’inciucio’ delibererà che il contributo regionale, come emerge da una nota regionale del maggio 2017, ‘… può essere concesso alla sola condizione che venga realizzato il Polo Bibliotecario dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali..’” spiega la Severini. Con il nuovo atto portato all’attenzione della Sala Gialla non serve piu’ l’accordo di programma con la Regione Marche, perché la Regione ha “finanziato direttamente la realizzazione dell’opera – prosegue l’attivista del comitato di protesta – non serve pertanto la gara, ma ricorrono i presupposti per il ricorso alla trattativa privata, richiamandosi nientepopodimenoché al Regio decreto 23 maggio 1924 n. 827, visto che diversamente si perderebbe il contributo regionale, che appunto verrebbe elargito a sola condizione che venga realizzato il polo bibliotecario”.

Il vice sindaco Mauro Pellegrini

“In soldoni, non serve più a niente – prosegue Argentina Severini – ciò che per mesi aveva giustificato le scelte maturate (il tanto decantato accordo di programma) e si va avanti in cavalleria a suon di carteggi epistolari tra i frati, la regione e il comune. In barba al rigore amministrativo che tutela gli interessi pubblici. Praticamente il Comune rinuncia ad esercitare la sovranità sui propri beni pubblici in quanto la Regione è disposta a dare un contributo per un’opera che di pubblico ha ben poco, visto che il Polo Bibliotecario, da cui scaturiranno anche 7 belle camerette, verrà realizzato negli spazi privati del convento francescano. In realtà tutti sanno che le condizioni sono state concordate, ma tutti si domandano a questo punto, per quale motivo la Regione Marche, tanto attenta a tale Polo Bibliotecario non dia direttamente i finanziamenti all’ordine dei frati francescani che hanno già la loro bella biblioteca sistemata in un bellissimo palazzo nobiliare in Ancona. Perché fare questo giro di soldi? Forse perché non potrebbe giustificarlo? E poi, perché il Comune di Osimo, si piega a questo gioco?”

Argentina Severini ritiene infine che “le forzature a cui si è arrivati per andare avanti con tale progetto siano in linea con la famosa sentenza di Gubinelli che diversi anni or sono parlava di azione amministrativa “al limite”: anche in questo tale amministrazione comunale ha seguito le orme di chi li ha preceduti. Tranne che, fin quando sedeva dall’altra parte, non faceva altro che gridare allo scandalo, mentre ora va avanti a muso duro, portando a termine progetti delle Civiche, con una tale nonchalance che tramortisce ogni cittadino dotato di un medio senso critico della realtà”.

La Sala Gialla di Osimo

Nell’illustrare il punto all’ordine del giorno, il vice sindaco Mauro Pellegrini stasera in aula ha spiegato le motivazioni e ha chiesto al Consiglio comunale un voto positivo. Ha chiarito che il regio decreto permette una deroga al principio generale della gara ad evidenza pubblica e che in virtù dell’interesse pubblico a trasferire ad Osimo la biblioteca dei francescani, si potrà  incrementare l’offerta culturale della città (leggi l’articolo).”Al consiglio chiediamo un voto per l’alienazione diretta, senza gara ad evidenza pubblica – ha detto Pellegrini – avendo oltretutto valutato che l’offerta economica fattaci dai francescani è superiore del 20% rispetto alle stime del valore immobiliare del bene fatto dagli uffici comunali e di ben oltre l’80% di quelle redatte dall’Agenzia del Territorio. L’altro elemento finanziario di questa operazione non solo è collegato al corrispettivo dei 550.000 euro offerti dai Minori conventuali per l’acquisto delle sale ex banda e porzione dell’ex Concerto, ma anche alla loro volontà di cofinanziare l’opera pubblica auditorium comunale  per la parte residua di 165.000 euro, laddove non sarà sufficiente il cofinanziamento dei 400.000 euro erogato dalla Regione”.

La presidente del Consiglio comunale di Osimo, Paola Andreoni cn il sindaco Simone Pugnaloni

Il vice sindaco, che detiene la delega alla cultura, ha poi chiarito che l’argomento è stato riportato in consiglio comunale “perchè il Comune di Osimo ha chiesto esplicitamente alla Regione se sul finanziamento dei 400.000 euro ci fosse un vincolo, vale a dire se quei soldi fossero condizionati e subordinati alla realizzazione del polo bibliotecario francescano. La Regione ha  specificato che i 400.000 euro sono condizionati alla realizzazione dell’auditorium connesso alla biblioteca. A questo punto è superflua la formalizzazione di un accordo di programma tra Comune e Regione e ordine dei frati. – ha scandito Pellegrini-  L’accordo di programma che si sarebbe stipulato con la Regione non avrebbe certo riguardato gli aspetti patrimoniali bensì solo la parte di finanziamento concesso per l’opera pubblica-auditorium. La Sala Gialla stasera quindi deve solo prendere atto che la finalità del finanziamento regionale è stata raggiunta e deve decidere sulla alienazione diretta degli immobili, senza gara pubblica”. Il punto all’odg è passato con i 12 voti della maggioranza, hanno votato no  i due consiglieri del gruppo misto (Mariani e Araco) e quelli di Territorio Comunità (Pasquinelli e Catena), astenuti i 5 consiglieri comunali presenti delle liste civiche  (assente Antonio Scarponi). Prima del voto, in segno di protesta hanno lasciato l’emiciclo  i due consiglieri del M5S, Monticelli e Andreoli.

In apertura di consiglio comunale, la presidente Paola Andreoni aveva chiesto ai colleghi di rispettare un minuto di silenzio per commemorare la figura di Guido Maggiori, scomparso a 97 anni (leggi l’articolo), consigliere comunale dal 1956 al 1995, insignito negli anni ’90 della civica bnemerenza per il suo impegno sindacale. E’ seguita la formalizzazione del nuovo gruppo consiliare Territorio Comunità rappresentato dai consiglieri Fabio Pasquinelli e Carlo Catena (leggi l’articolo)

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